Dimesso da cittadino dello Stato: sono un LR

maicolengel butac 22 Lug 2019
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Sul Gazzettino della settimana scorsa è apparso un articolo, prontamente rilanciato da tutte le altre testate dell’editore (e ovviamente verrà copiato e incollato in giro) che s’intitola così:

Mi sono dimesso da cittadino dello Stato italiano: ora vivo libero, sono un Ir

L’articolo de il Gazzettino è dietro paywall, ma sappiamo benissimo che il lettore medio si limita a titolo, descrizione del post e raramente cerca di leggere tutto il contenuto. In quelle parti, in nessun modo i giornalisti del Gazzettino hanno evidenziato che siamo di fronte a una solenne sciocchezza senza appigli legali di nessun tipo. Chiunque segua la strada descritta dal signore citato nel titolo diventa automaticamente un parassita della società. Tutta la trafila legale di cui si parla è pura fuffa inventata da un truffatore americano svariati anni fa.

Se nell’articolo le cose non fossero spiegate nella maniera corretta ritengo sia il caso fare un breve ripasso della situazione. Comincia così l’articolo de il Gazzettino:

Dimettersi da cittadini di uno Stato e vivere senza lacci, laccioli, tasse, obblighi e diventare liberi. O meglio soggetti di diritto internazionale, come dicono loro. È il popolo unico, o come si definiscono loro legali rappresentanti brevemente lr. Sono ormai diversi anche nel Bellunese: una ventina di ex-cittadini che non son più registrati all’anagrafe con nome e cognome in maiuscolo e l’atto di nascita. C’è una famiglia che non ha nemmeno registrato il neonato. «È nato libero», dicono. Questa sera si incontreranno a Mel per confrontarsi e scambiarsi opinioni e suggerimenti.

Chi ha inventato quest’idea assurda di “dimettersi da cittadini di uno Stato” era un furbacchione che non voleva più pagare debiti allo Stato. Vediamo di capirci, vivere in una società ha dei costi: le strade che percorriamo quando usciamo di casa, la linea elettrica che ci porta la luce in casa, i tubi, gli scarichi delle fogne, l’assistenza medica, la polizia, queste e altre sono tutte cose che, anche quando non ce ne rendiamo conto, comportano costi che la collettività paga sotto forma di tasse. “Dimettersi da cittadini” è un sistema per evitare di essere parte del sistema. Un sistema che però non ha alcun valore legale. Tutta la fuffa dietro al Popolo Unico è stata smentita più e più volte. Puoi forse farlo se ti trasferisci sulla tua isola privata e attrezzata in maniera da essere totalmente autosufficiente, altrimenti non può funzionare.

Purtroppo però grazie a servizi giornalistici fatti coi piedi e cialtroni che spacciano l’iniziativa per legale e fattibile esistono soggetti che ci cascano, e seguono le istruzioni per “cancellarsi dall’anagrafe” come se fossero legge scritta.

Vi riporto un paragrafo da un articolo di qualche tempo fa:

Chi si è inventato questi giochetti sono soggetti che invitano i cittadini a iscriversi alle loro associazioni in difesa dei consumatori dalle banche, truffatori che campano con le quote d’iscrizione e che dopo avervi portati a non pagare i debiti si dileguano sostenendo che è colpa vostra se la procedura non è andata a buon fine. Le Forze dell’Ordine intervengono poco e male contro questi soggetti anche perché i truffati, convinti da questi soggetti che lo stato sia lì solo per fregarli, raramente si rivolgono alla Questura per presentare denuncia.

E vi riporto un video che avevo già usato in precedente occasione:

Un video che ritengo mostri con estrema chiarezza quanto questa gente abbia seriamente bisogno di aiuto, sia legale che psicologico. Persone che magari hanno delle tasse arretrate che li stanno strozzando e si sono fidate di truffatori, che li hanno circuiti dandogli a intendere che diventando lr quei soldi lo Stato non li potrà più riscuotere. Gente che rischia di vedersi togliere la patria potestà sui figli, gente che rischia di perdere tutto quanto ha messo insieme nella vita. Il tutto solo ed unicamente perché ha scelto di fidarsi di ciarlatani di vario genere.

Alcuni di voi probabilmente sorrideranno, diranno che questa gente merita tutto quello che gli arriverà addosso, io non ci riesco, io a vedere un video come quello qui sopra soffro. Perché l’agitazione della signora è palpabile, la sua mano trema e la voce è chiaramente quella di chi non sta bene, mentalmente e fisicamente. E di video simili in rete ce ne sono tanti.

Sarebbe bello che i giornalisti evitassero di dare spazio a soggetti che narrano queste tendenze, o che nel farlo evidenziassero fin da inizio articolo che si tratta di una truffa e che il signore intervistato ne è vittima.

L’altra cosa da evidenziare è che le altre vittime siamo noi, per ogni lr nel Paese ci sono meno tasse in entrata, ma comunque soldi da spendere, perché anche il legale rappresentante i servizi li usa, eccome se li usa.

La mia speranza è che magari tutti gli edicolanti del Veneto diventino “legali rappresentanti”, e si rifiutino di pagare le copie del giornale vendute. Vedrete che poi anche la redazione del Gazzettino cercherà di fare corretta informazione sin dal principio.

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