Il Galles e le bugie politiche

Abbiamo verificato se il Galles ha introdotto una legge per incarcerare chi diffonde bugie politiche durante le elezioni

maicolengel butac 6 Nov 2026
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Un lettore ci ha chiesto lumi su una notizia, notizia di cui non abbiamo trovato grande risalto sui quotidiani italiani. Invece, nell’ottica della “commissione sulla disinformazione” di cui parlavamo qualche giorno fa, riteniamo sia una notizia a cui andrebbe dato molto risalto.

Il lettore ce l’ha segnalato riprendendo le parole di un post che sta circolando su Whatsapp e su altri social network, questo:

BUON GIORNO
Parlamento del Galles (Senedd) ha approvato nel marzo 2026 il Senedd Cymru (Member Accountability and Elections) Act, una legge che obbliga i ministri a introdurre un futuro reato penale legato alla diffusione consapevole di dichiarazioni false o fuorvianti per influenzare un’elezione.

Cosa prevede realmente la legge:

* Obbligo normativo per il futuro: La legge è stata approvata il 17 marzo 2026, ma non entra in vigore immediatamente come reato punibile con il carcere da domani. Essa impone al governo gallese di definire i dettagli tramite decreti attuativi (secondary legislation), con una piena applicazione prevista non prima del 2030 (esclusi quindi i turni elettorali immediati).
* Sistema di revoca (recall): La stessa legge introduce meccanismi che permettono agli elettori di avviare un procedimento per rimuovere un deputato del Senedd prima della fine del mandato in caso di condanne penali o gravi violazioni del codice di condotta.
* Criticità e dibattito: L’approvazione è avvenuta con 50 voti a favore e 1 contrario. Tuttavia, giuristi e comitati parlamentari hanno espresso forti perplessità sul rischio di limitare la libertà di espressione e di delegare la definizione di “falsità politica” a regolamenti governativi anziché a leggi primarie dettagliate.

La nostra analisi

La notizia è vera: martedì 17 marzo 2026 è passato con 50 voti a favore e uno contrario una mozione nel Parlamento del Galles il disegno di legge Senedd Cymru (Member Accountability and Elections). Si tratta di una legge che, tra le altre cose, vuole appunto imporre controlli sulle dichiarazioni dei parlamentari, vietando di farne di false durante la campagna elettorale.

In pratica la legge impone ai ministri gallesi l’obbligo di introdurre norme che vietino di fare o pubblicare dichiarazioni di fatto false o fuorvianti, prima o durante un’elezione, allo scopo di influenzare l’elezione di un candidato. Questo obbligo è in vigore dal 27 giugno 2026. Il divieto vero e proprio invece ancora non esiste. Secondo la BBC non arriverà prima del 2030, e la legge non fissa nessuna scadenza. Resta comunque un passo avanti nella lotta alla disinformazione di stampo politico.

Il testo che circola parla di reato penale e di carcere, ma la legge per ora parla solo di “provision prohibiting”, cioè di norme di divieto. Saranno i ministri a scriverle e a decidere quali sanzioni ci saranno per chi le viola. Curiosità: chi ha spinto di più per questa norma è Adam Price, ex leader di Plaid Cymru. A marzo Price, insieme a Sioned Williams, aveva provato a inserire una scadenza, senza successo. Da maggio Plaid Cymru governa il Galles: Price è ministro e Williams è vice primo ministro. Ora la palla è in mano loro.

Prima di concludere, nel post c’è però un’altra imprecisione: non saranno “gli elettori” a poter avviare procedimenti contro i politici che ritengono abbiano mentito. Il recall scatta in automatico in caso di condanna a una pena detentiva, anche sospesa, fino a dodici mesi. Oppure con un voto del Senedd, su proposta del Comitato per gli standard, dopo un’indagine per cattiva condotta grave; solo a quel punto gli elettori votano se rimuovere o no il deputato. Ma anche questa parte della legge non è ancora operativa.

Come sarebbe bello se una legge così venisse approvata in tutta Europa. Immaginiamo le dichiarazioni ripulite dei nostri politici, come sarebbero più affidabili.

maicolengel at butac punto it

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