Ve la ricordate GranoSalusAbbiamo già parlato tre volte di quest’associazione che denuncia il grano d’importazione estera. Associazione che è vicina a figure politiche che le danno manforte, e che fa indagini su quello che è il grano che viene usato per i tanti prodotti che arrivano sulle nostre tavole ogni giorno.

Tempo fa avevano pubblicato i risultati di esami su del grano che avevano messo in allarme il Paese, il loro studio era stato pubblicato su tantissime testate nazionali, facendo tremare lo stomaco ai numerosissimi consumatori abituali di pasta d’Italia.

Per fortuna per tutti noi quegli esami in realtà non evidenziavano nessuna vera criticità di quel grano, si trattava di un mix tra allarmismo e politica. Guarda caso sullo stesso sito di GranoSalus compaiono video dove noti uomini politici italiani, cavalcando anche gli articoli della stessa associazioni, denunciano il grano estero che arriva sulle nostre tavole. Purtroppo questa storia ha dell’incredibile, visto che la stessa associazione pur non avendo presentato un risultato di laboratorio che le dia ragione viene invitata dalla commissione per l’agricoltura della Camera dei deputati.

Nel frattempo viene fermata una nave, contiene grano dal Canada, secondo le prime analisi effettuate presso laboratori non accreditati il grano non è conforme alle norme. La nave e il suo carico vengono bloccate per 14 giorni, ulteriori controlli fatti da laboratori accreditati scagionano il carico da ogni accusa. Il grano su quella nave è conforme alle legge. Peccato che quei 14 giorni di fermo abbiano un costo spropositato, come spiega il presidente dell’Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura:

“Eravamo convinti della bontà del prodotto e che questo polverone si sarebbe chiarito. Purtroppo, resta l’amarezza che i costi del fermo della nave sono di 25 mila dollari al giorno. Chi sosterrà queste spese considerato che i giorni di fermo sono quattordici, per un costo complessivo di circa 250/300 mila dollari? “Ve lo dico io, noi contribuenti”. Ma oltre a questo danno economico, la faccenda è aggravata dal danno d’immagine attraverso le reti televisive nazionali ed internazionali, e numerosi articoli sui quotidiani”.

Su NewsFood si riporta anche quanto dichiarato dal presidente di ItalMopa, associazione mugnai di Roma:

Il portavoce della Italmopa/Associazione Industriale Mugnai d’Italia, Pier Luigi Pianu, raggiunto telefonicamente, ha dichiarato che è stata messa in atto una campagna diffamatoria con l’ennesima Fake News/false notizie a danno dell’industria molitoria e dei pastifici. Voglio esprimere, ha continuato, piena soddisfazione per l’esito delle analisi ufficiali sui campioni di grano duro prelevati nel corso delle attività di controllo svolte dal personale del Comando Regione Carabinieri Forestale Puglia presso il Porto di Bari lo scorso 10 giugno, analisi che hanno accertato la piena e totale conformità del frumento duro alle normative comunitarie in materia di presenza massima di contaminanti nei prodotti alimentari.

Ergo, il prodotto oggetto di controllo era – ed è – assolutamente sicuro per i consumatori, oltre che pienamente conforme a tutte le prescrizioni di legge.

Le analisi ufficiali hanno quindi clamorosamente ribaltato gli esiti delle prime analisi eseguite da un laboratorio che non risultava accreditato per questa tipologia di analisi, che avevano portato al sequestro del carico per un presunto superamento della presenza della micotossina DON rispetto ai limiti vigenti.

Gli attacchi continui e violenti di una parte dei sindacati agricoli gettano un intollerabile discredito sull’industria molitoria italiana la quale – è opportuno sottolinearlo – risulta essere, nel mondo, l’unico acquirente del frumento duro nazionale ed in particolare di quello prodotto dagli imprenditori agricoli aderenti alla Coldiretti.

La Coldiretti di Bari, sollecitata per iscritto e telefonicamente dal nostro giornale a tal proposito, non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

Ma non è finita qui, ItalMopa proprio in questi giorni ha rilasciato un comunicato stampa che racconta una storia che ha dell’incredibile, GranoSalus lancia dal suo sito e sui social un altro allarme:

A Bari grano al pesce marcio proveniente dall’Ucraina.

L’articolo ora è stato rimosso, e non è cosa strana, perché il comunicato stampa di ItalMopa ci racconta:

La nave, effettivamente presente nel porto di Bari,conteneva solo minerali argillosi i quali, neanche con spericolato esercizio di fantasia, potrebbero essere scambiati con grano destinato alla produzione di semole e quindi di pasta.“Siamo esterrefatti, increduli”, commenta Cosimo De Sortis, Presidente Italmopa,“una storia grottesca che avrebbe meritato solo un sorriso patetico nei riguardi degli autori delloscoop. Ed invece siamo profondamente preoccupati dal susseguirsi di aggressioni immotivate ed ingiustificabili e dalla crescente violenza verbale nei riguardi delle importazioni, peraltro indispensabili, di frumento duro. Alcune Associazioni di produttori agricoli hanno deliberatamente optato per un’irresponsabile politica di comunicazione volta ad infondere nelle Pubbliche Autorità e nei consumatori un sentimento di diffuso sospetto sul frumento di importazione. Una strategia che risponde a esclusivi interessi sindacali e di categoria abilmente camuffati dietro un presunto interesse generale del tutto inesistente”.

Non credo serva aggiungere altro.

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maicolengel at butac punto it

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