Oggi vi voglio parlare di un caso speciale, un’attrice famosa che da anni è impegnata, oltre che a recitare, di solito bene, in tanti film, anche a diffondere vari tipi di consigli per una vita migliore.

Gwyneth Paltrow diffonde i suoi consigli tramite il sito (e l’account Twitter) di goop, la sua creatura. Un sito di moda dove vengono reclamizzati prodotti di bellezza, eventi, ricette. Su Twitter goop ha quasi 100mila follower, secondo gli analytics di Alexa il traffico di utenti si aggira intorno alle 70mila visite giornaliere, per circa 2milioni di contatti al mese. C’è da stare attenti a cosa si pubblica quando si ha un così grosso bacino di follower. Purtroppo, invece, su goop capita di trovarsi di fronte a sane dosi di fuffa pseudoscientifica, se non direttamente di pseudomedicina.

Wired nel 2016 aveva dedicato un articolo alla nostra attrice e ai servizi di goop, e tra le altre cose ci raccontavano che:

Il professor Timothy Caufield (Canada Research Chair in Health Law and Policy) ha addirittura scritto un libro intitolato Is Gwyneth Paltrow Wrong About Everything?: When Celebrity Culture and Science Clash (Penguin 2015), dove partendo dalle mattane dell’attrice esamina l’influenza che hanno i vip su di noi, anche quando si tratta di salute. Dalle punture di api come trattamento di bellezza ai bagni di vapore per la vagina nella gallery potete trovare alcune delle bufale sdoganate dall’attrice premio Oscar.

Ma Gwyneth non sta mai ferma, e pochi giorni fa ha riproposto un tweet che aveva già lanciato quest’estate, senza che ci facessero caso in tanti:

In most countries outside of the US, homeopathics are the first line of defense against ailments.

No Gwyneth, l’omeopatia non è la prima linea di difesa contro i disturbi, è la prima linea di vendita per certe farmacie, che la consigliano in barba ai suggerimenti del medico.

Una delle migliori risposte ricevute da goop,a mio avviso, era questa di Michael Eisen:

Actually, in most countries outside of the US, vaccines are the first line of defense against ailments.

Ma i prodotti omeopatici non sono la prima difesa contro alcunché perché l’omeopatia non cura nulla, quello che passa con l’omeopatia sarebbe passato anche senza. Sostenere il contrario di fronte all’evidenza scientifica è sciocco.

Vediamo come ci comportiamo in Unione Europea. No, state tranquilli, non gireremo tutto il mondo a studiare quanto la si usi, onestamente poco m’importa, ma per fare il punto e rispondere a goop credo che basti vedere qualche Paese a noi vicino.

Belgio

Solo quando la medicina basata sulle evidenze riscontra validità terapeutica per un paziente un medico può prescriverla. La legge segue le raccomandazioni del Centro per la salute belga, che ha concluso che non esistono evidenze che l’omeopatia faccia meglio di un placebo.

Francia

Qui l’omeopatia è usata molto tra i sostenitori delle medicine alternative. Ma negli ultimi tempi anche in Francia qualcuno sta cominciando a svegliarsi, basta leggere il titolone de Le Parisien di fine ottobre 2017:

Santé : l’homéopathie, à petites doses seulement!

Vi traduco dal testo:

Questa mania non è un problema… a meno che non porti a una rinuncia alla cura reale, specialmente per le malattie gravi. Questo è il caso. Diverse autorità sanitarie stanno dando l’allarme. L’Accademia delle scienze europee, che raccoglie tutti gli studi su questo argomento, ha appena emesso il suo verdetto: considera l’omeopatia innocua nella migliore delle ipotesi, pericolosa nel peggiore dei casi. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei medici indica “una serie di abusi gravi”. Come il caso di un omeopata condannato a due anni di sospensione dalla pratica medica perché cercava di curare il suo malato di cancro (…) con del ravanello nero. Alcuni pazienti sono in uno stato di debolezza e talvolta incontrano un omeopata o un naturopata che spiega loro che il cancro è puramente psicologico e che è meglio assumere alcuni granuli piuttosto che andare a fare la chemio.

Germania

Qui le cose sono lievemente diverse, pur seguendo le normative dell’Unione Europea, in Germania i preparati omeopatici non necessitano di sperimentazione. Esiste una regolamentazione valida per tutti i trattamenti complementari e alternativi.

Italia

La legislazione attuale prevede che i preparati omeopatici siano registrati, testati e venduti in farmacia, anche se non necessitano di alcuna prescrizione. Esistono gruppi di medici e di professionisti del settore medico che ritengono che le cose vadano riformate, ma la strada è ancora lunga purtroppo, come ben sapete di danni causati da un uso scorretto dell’omeopatia ce ne sono già stati anche in quest’anno. Ma l’affermazione che l’omeopatia sia la prima linea di difesa contro i disturbi è scorretta.

Olanda

Fino al 2014 la regolamentazione era molto blanda, e l’omeopatia era davvero largamente usata; gli ultimi dati statistici sull’uso non sono aggiornati, ma in compenso è cambiata la normativa e perlomeno si è cominciato a esaminarli, senza però prevedere test sull’efficacia dei preparati. Ma anche in Olanda alcuni medici si stanno muovendo in direzione opposta alla moda, schierandosi con la comunità scientifica internazionale.

Romania

Non si può esercitare l’omeopatia senza licenza, si seguono le regole dell’Unione Europea. La loro pagina Wiki evidenzia l’inefficacia dei preparati, ma per ora sembra che sia ancora tollerata da parte della comunità scientifica.

Svezia

Nel 2011 le regole erano decisamente severe, al punto che un medico venne giudicato per avere consigliato l’omeopatia a un paziente. Da allora la Corte ha deciso che un medico può suggerire l’omeopatia. Ma siamo lontani dalla sua predominanza come linea di difesa dalle malattie.

Regno Unito

Direi che possa bastare quanto si trova sul sito del Servizio sanitario nazionale

Does it work?

There has been extensive investigation of the effectiveness of homeopathy. There is no good-quality evidence that homeopathy is effective as a treatment for any health condition (see “What can we conclude from the evidence?”, below).

Spagna

L’omeopatia è usata, ma senza nessun avvallo medico, anzi proprio quest’anno l’Accademia reale di Farmacia ha pubblicato un rapporto importante sull’argomento, evidenziando l’inefficacia e i possibili rischi del ricorso a preparati omeopatici. Sono nate le prime associazioni di farmacisti che vogliono eliminare la vendita del prodotto omeopatico all’interno dei loro negozi, la comunità scientifica sembra unita nel rifiutare l’omeopatia come una branca seria della medicina. Ma ben lungi dall’avere quella come prima linea di difesa.

Svizzera

Ne abbiamo parlato quest’anno, in Svizzera la questione delicata, da un lato abbiamo lo Stato che ha riconosciuto l’inefficacia dell’omeopatia, ma dall’altra parte ci si è piegati alla scelta del popolo di poterla usare ed essere rimborsati. Uno di quei casi che a me spaventano un po’, come spiegavo a febbraio:

Non sempre le scelte fatte in maniera democratica, coinvolgendo chi non è di un determinato settore,  mi convincono: perché il populismo alla base delle scelte a volte può portare a soluzioni sciocche.

Non voglio mettermi a trattare tutti i Paesi che non sono gli Stati Uniti, mi sono limitato a quelli più vicini a noi e direi che è chiaro che nessuno usa l’omeopatia come prima di linea di difesa, se non, forse, per un calo di zuccheri… ma farsi fuori la bustina al bar continua a risultare meno dispendioso.

Cara Gwen, caro goop, ma perché con la vostra visibilità non vi dedicate a fare un’informazione medica più accurata? Siete davvero così sicuri che spingere il proprio pubblico a usare preparati di nessuna efficacia, sul lungo termine, possa premiare? Il vento è cambiato, la pseudoscienza va sempre meno di moda. Adeguatevi, siete un lifestyle magazine, cominciate a diffondere scienza, ma di quella vera.

maicolengel at butac punto it

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