I depistaggi di Fauci (secondo Tulsi Gabbard)

Quando "fonti verificate" significa in realtà "riportare acriticamente ed esclusivamente l'interpretazione di uno dei politici dell'ala più complottista dell'amministrazione Trump"

maicolengel butac 2 Lug 2026
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Sarà grazie alla visibilità che ha raggiunto grazie alle recenti campagne di finanziamento, ma ultimamente ci state segnalando sempre più spesso articoli de L’Indipendente, e guarda caso la maggioranza ancora a tema pandemia e vaccini. Oggi ce la caviamo con poco, visto che la materia di cui si parla l’abbiamo in parte già trattata.

Il 23 giugno è uscito un articolo dal titolo:

Documenti desecretati svelano i depistaggi di Anthony Fauci sull’origine del Covid

Siamo sempre nel campo paludoso della malinformazione, quella disinformazione difficile da riconoscere perché non basata sulle menzogne o falsità ma solo e unicamente sull’omissione di dettagli noti e su tipo di cornice narrativa che gli viene costruita attorno. I fatti citati nell’articolo, infatti, sono corretti: il dossier ODNI del 18 giugno esiste realmente, come esiste il rapporto Lawrence Livermore del 27 maggio 2020. L’Indipendente qui non sta inventando: la citazione e i dettagli tecnici (furina, ACE2, gain of function) sono coerenti con quanto riportato anche da altre fonti.

Il problema, anche stavolta, non è quello che viene detto, ma quello che non viene detto. Manca completamente un contraddittorio che permetta al lettore di comprendere che le ipotesi che vengono fatte dai due rapporti sono appunto ipotesi, non provate, e che esistono già analisi che dicono esattamente l’opposto.

Ad esempio Lawfare ha pubblicato, nella stessa data de L’Indipendente, un articolo dal titolo:

Tulsi Gabbard’s Fauci Files Don’t Prove What She Says They Prove

Qualcuno dirà che sono di parte, ma anche Tulsi Gabbard è di parte – l’abbiamo già dimostrato, e non tenere conto di questa faziosità è di per sé già disinformazione.

Voi direte eh vabbè, ma sono due facce della stessa medaglia, chi sa con certezza chi dice la verità tra Lawfare e Gabbard? Ma il problema sta proprio in questo: i documenti vanno letti, non ci si può limitare all’interpretazione che ne viene fatta da un politico, come è Tulsi Gabbard. Da un lato abbiamo appunto Tulsi Gabbard che dà a intendere che le cose stiano in uno specifico modo, basandosi sulla sua interpretazione di documenti che sono di libera consultazione per tutti, dall’altro abbiamo quegli stessi documenti che letti con l’occhio meno fazioso di Lawfare dicono cose decisamente diverse. L’autore de L’Indipendente ha scelto di sposare al 100% l’analisi fatta dalla politica trumpiana. Questo è un perfetto esempio di malinformazione.

Cerchiamo di riassumere i punti chiave della vicenda.

L’origine del virus

Gabbard sembra dare per dimostrata l’origine del virus fuggito da un laboratorio, usando questo punto di partenza per muovere verso Fauci l’accusa più grossa: ovvero sostenere che lui abbia manipolato l’intelligence e mentito al Congresso. Ma i documenti descretati da Gabbard non dimostrano affatto quanto da lei sostenuto: come ripetiamo da anni attualmente non ci sono certezze sull’origine del virus SARS-CoV-2, e restano possibili sia lo scenario dell’incidente di laboratorio sia quello di uno spillover naturale e Fauci, interrogato più volte sul tema, l’ha sempre spiegato chiaramente.

L’insabbiamento

Scrive L’Indipendente:

Gabbard ha accusato apertamente Fauci di “insabbiamento” e ha affermato che il suo ufficio ha raccolto testimonianze di informatori della comunità d’intelligence che avrebbero subito pressioni e ritorsioni per aver contestato le conclusioni sostenute dal noto epidemiologo.

Ma appunto stanno riportando solo la campana di Gabbard, senza verificare alcunché. La prova? Gabbard sfrutta un readout (un briefing virtuale del 4 giugno 2021), in cui, secondo lei, Fauci avrebbe ricevuto da funzionari CIA l’analisi sulle origini del virus, ma si fosse raccomandato di seguire specifici scienziati, dando quindi a intendere che l’epidemiologo avrebbe per l’appunto fatto pressioni in una direzione specifica e che i funzionari CIA l’avessero seguito. Ma Gabbard omette di raccontare che esiste una mail successiva del 14 luglio dello stesso anno e altre successive in cui gli stessi funzionari dimostravano ampiamente di aver mantenuto le giuste distanze per tutelarsi da possibili pressioni in una specifica direzione. L’esistenza di queste mail dimostra appunto che le blande – e già note – pressioni fatte da Fauci non erano state in alcun modo determinanti sull’operato dei funzionari. Quindi non c’è stato, di fatto, alcun insabbiamento.

La decontestualizzazione

Sempre nel suo video, preso come oro colato da L’Indipendente, Gabbard cita una mail del 2020 spiegandoci che nella stessa viene dimostrato che l’intelligence americana all’epoca prendesse ordini direttamente dal NIH (National Institute od Health). Peccato che la frase che usa per quest’accusa non risalga al 2020, e non faccia parte del thread di mail che lei usa, ma sia stata aggiunta da un anonimo in un inoltro del 2026. La catena di mail del 2020 in realtà mostra analisti che pesano con cura le evidenze tecniche contrastanti, chiedono prove aggiuntive e diffidano dal costruire una valutazione di intelligence su un solo report debole. Non c’è alcuna indicazione che stessero eseguendo ordini esterni.

Un modus operandi già visto

Gabbard, giusto pochi giorni prima, aveva fatto la stessa identica cosa con documenti che riguardavano l’Ucraina: anche in quel caso li aveva decontestualizzati spacciando le sue ipotesi come fatti dimostrati da quegli stessi testi, peccato che chiunque si fermasse a leggerli per davvero notasse – come abbiamo fatto anche noi – che ciò che riportavano era decisamente distante da quanto sostenuto da Gabbard. Potete approfondire la vicenda nell’articolo che vi abbiamo linkato poco sopra.

Concludendo

Questo non è buon giornalismo indipendente, smettiamo di dare a intendere diversamente: questa è una precisa presa di posizione – lecita sia chiaro, ognuno è libero di esprimere la propria opinione – ma non il lavoro che ci si aspetta da una testata che si pubblicizza come “FONTI VERIFICATE ✅ NO PARTITI 🚫. Il giornalista de L’Indipendente si fida di Tulsi Gabbard e delega al lettore l’eventuale lavoro di verifica dei fatti, quindi la fonte stessa è il partito di Trump nella sua corrente più complottista senza che venga fatto alcun lavoro di verifica.

maicolengel at butac punto it

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