Il cardinale John Njue e le vaccinazioni in Kenya

maicolengel butac 14 Ago 2015
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CARDINALEKENYA

Quella che sto per raccontarvi non è una bufala, ma una notizia che in Italia per ora non ha circolato molto. Ma si tratta di qualcosa che va raccontato.

Kenya: Church Calls to Delay Polio Jab ‘Over Safety’

La notizia è confermata da articoli sulla stampa kenyota tra il 28 e il 30 luglio 2015: il Cardinale John Njue si è opposto al programma d’immunizzazione dalla polio che è partito il 1 agosto 2015. Ha chiesto che venissero ricontrollati i campioni, e ha posto svariati dubbi in merito alla sicurezza dello stesso. Questi sono i danni della disinformazione, queste sono le cose contro cui un sito come Butac lotta. La Chiesa cattolica, come credo sappiate tutti, non è contraria alle vaccinazioni, ma un cardinale, evidentemente male informato crede alle bufale di certi complottari agguerriti, bufale che sulle vaccinazioni nei paesi africani girano da tempo immemore.

Come riporta npr.org che ha dedicato un bell’articolo alla questione il cardinale è supportato dalle parole di Wahome Ngare dalla Kenyan Catholic Doctor’s Association.

Dr. Wahome Ngare of the Kenyan Catholic Doctor’s Association alleged that the presence of the female hormone could sterilize children. Ngare is a practicing gynecologist with no infectious disease experience. He raises the specter of eugenics — sterilizing segments of human populations. He put forth other objections as well: “There are all sorts of stories out there,” he told me. “Vaccines can cause autism. Vaccines have been used for spread of HIV. There are some cancer-causing viruses that you’d find in vaccines. So there are lot of stories. Some of them we don’t know whether they’re true or not true.”

Controllo della popolazione, eugènica, sterilità, e chi più ne ha più ne metta. Ma sono bufale (da noi già trattate in buona parte, se clikkate sui link poco sopra), dimostrate dai dati che di anno in anno l’OMS e l’UNICEF hanno potuto presentare (col supporto immenso della Rotary Foundation, nel caso dell’eradicazione della polio, che ricordiamolo è il principale attore nella guerra contro la polio fin dagli anni 80). Il vaccino contro la polio è testato e sicuro, non seguire il programma significa mettere a repentaglio la vita di quegli stessi bambini che si pensa di proteggere.

Il cardinale chiede di fare nuovi controlli, eseguire test e studi sulla composizione del vaccino, per assicurare la sicurezza dei propri fedeli. Posso capire, se ci si affida alle sciocchezze del web e ci si sente responsabili del proprio gregge viene naturale creare allarmismo. Ma si tratta di un allarmismo mal direzionato.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità è dovuta intervenire in merito:

World Health Organisation (WHO) has dismissed claims by the Catholic Church that the polio vaccine meant for children below five is not safe. WHO Country Representative Dr. Custodia Mandlhate has assured parents that the vaccine is safe and should ensure their children are immunised.

Finché chi crede alle bufale del web è il classico attivista da pc, poco importa, non vaccinerà i suoi figli, vivrà chiuso in casa per paura delle scie chimiche, emigrerà. Ma quando a farlo è un’alta carica di una religione importante, come quella cattolica, occorre una presa di posizione. Il rischio è fare vittime, vittime innocenti. Nei villaggi, nelle zone povere, ci si fida di figure come il prete, e se la chiesa dice di stare attenti, là dove la Scienza non è ancora arrivata ci si fida della religione, e non si vaccina.

Il cardinale in questione non è nuovo ad uscite del genere, già l’anno scorso metteva in guardia dal vaccino per il tetano:

Kenyan bishops call for no more tetanus vaccines until further tests

Il governo kenyota ha preso le distanze dalle dichiarazioni di John Njue sia l’anno scorso che a Luglio 2015, lo stesso dicasi per il Ministero della sanità, ma quest’uomo e le sue parole sono pericolosi.

Non raccontarlo è disinformazione…

L’eradicazione della poliomielite è ad un passo dal successo, ma per raggiungerlo occorre combattere la disinformazione, anche in Kenya.

maicolengel at butac.it
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