Il Consiglio di Stato e l’idrossiclorochina

..per non parlar di SocialTv

maicolengel butac 14 Dic 2020
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Ci avete segnalato un video, decisamente breve, apparso su SocialTv, video dove quel simpaticissimo conduttore che è Andrea De Girolamo, all’anagrafe Bogdan Tibusche, ci racconta la notizia rimbalzata un po’ ovunque nei giorni scorsi. Qui il titolone de Il Fatto Quotidiano:

Covid, “sì all’idrossiclorochina”. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dei medici contro la nota dell’Aifa che ne sospendeva l’uso

Le altre testate che ho visto fin dai titoli hanno evidenziato un dettaglio. Qui Repubblica:

Covid, dal Consiglio di Stato via libera all’uso dell’idrossiclorochina su prescrizione e non rimborsabile

Su prescrizione e non rimborsabile. Due informazioni importanti che FQ accenna soltanto e che anche SocialTv evita di evidenziare. Ma vabbè. A me fa già contento che chi si fa prescrivere idrossoclorochina per questioni off label (ossia fuori da quanto riporta il bugiardino) non possa vedersela rimborsata. Tanto mi basta per essere felice. Ma vorrei andare un po’ più in là, per spiegare a voi che avete visto il video di SocialTv come quel soggetto che gongola non abbia, come al solito, capito molto della situazione.

Gli studi

Gli studi sull’idrossoclorochina, come vi abbiamo riportato più e più volte, finora hanno dimostrato la sua inefficacia sulla mortalità da Covid-19 a fronte di “un aumento di rischio per reazioni avverse”. Chi la spinge o ha precisi interessi economici nel farlo o di scienza ne capisce solo un tanto al chilo. Il Consiglio di Stato, in questo caso, non è altro che l’equivalente di un Tribunale del Lavoro nei casi di “danni da vaccino”. Non sta facendo “scienza”, sta solo affermando che il divieto (che non era un vero divieto) viene meno per mancanza di dati che lo giustifichino.

Approfondiamo

Il 22 luglio, quindi ben dopo la prima ondata di contagi, l’AIFA aveva emesso delle indicazioni aggiornate sull’uso dell’idrossoclorochina. Indicazioni che riportavano:

Nelle prime fasi dell’epidemia l’uso off-label di idrossiclorochina è stato consentito, sulla base dei dati preliminari disponibili, unicamente nell’ambito del piano nazionale di gestione dell’emergenza COVID-19 e nel rispetto degli elementi riportarti nelle precedenti versioni della scheda. Alla luce delle attuali evidenze di letteratura, l’AIFA conferma la sospensione dell’autorizzazione all’utilizzo off-label del farmaco al di fuori degli studi clinici.

Non si tratta di un “divieto”, come chiunque capace di leggere in italiano è in grado di capire, ma di un’indicazione di sospensione “al di fuori degli studi clinici”. Questo dovrebbe comprendere anche le fasi iniziali della malattia, per le quali per l’appunto non sono stati pubblicati studi.

I medici (inclusi i firmatari della lamentela al Consiglio di Stato) hanno potuto usare l’idrossoclorochina durante tutta la prima ondata, e avrebbero potuto continuare a usarla anche dopo il 22 luglio se avessero fatto veri studi clinici e non quell’insulsa propaganda inutile ai fini della ricerca scientifica. La lamentela al Consiglio di Stato è servita a fare sì che, senza dover iniziare nessuno studio (quindi senza poi dovere pubblicare dei risultati) questi soggetti (di cui non faccio i nomi, ma potete trovarli senza grosso sforzo) possano tornare a usare l’idrossoclorochina off label, ovviamente prendendosene la responsabilità. Vediamo quanti se la sentiranno di farlo, visto che gli effetti collaterali del farmaco nei pazienti ospedalizzati sono conosciuti e documentati e che il Consiglio di Stato non li solleva dalle responsabilità delle proprie scelte terapeutiche.

Non ci trovo niente da gongolare, come invece fa Tibusche: questa non è scienza.

Concludendo

Purtroppo queste cose il pubblico generico non le capisce, in parte perché i giornali le spiegano male, in parte perché non è compito del comune cittadino doverne capire. I medici che hanno insistito perché intervenisse il Consiglio di Stato sono medici di cui non mi fido, sono soggetti più interessati a farsi intervistare e a usare ignari pazienti come strumenti di propaganda che fare vera medicina.

Non credo di dover aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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