Il divieto di immatricolare auto non elettriche

Verifichiamo una cartina che ci avete segnalato e che racconta le cose come non stanno

maicolengel butac 28 Feb 2023
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La comunicazione è il sale della vita, saperla fare bene serve a veicolare al meglio i messaggi, ma anche a ottenere esattamente lo scopo che vogliamo. Chi disinforma è prima di tutto un ottimo comunicatore.

Oggi vogliamo analizzare con voi un meme che sta circolando molto negli ambienti contrari alla scelta dell’Unione Europea di vietare l’immatricolazione di veicoli non elettrici dopo il 2035.

Il meme è questo:

Il meme è stato visto circolare su Facebook e su LinkedIn, ma anche su WhatsApp. Per chi non riuscisse a vederlo bene da dispositivo mobile, riporta la frase:

In blu i Paesi in cui sarà vietato immatricolare auto a scoppio nel 2035. Ora sì che fermeremo il clima, amici!

La scritta è sotto una mappa del mondo in cui in blu sono stati evidenziati i paesi dell’UE e la California. L’immagine, se dovessimo analizzarla come un comune utente che non ha tempo, voglia o strumenti per approfondire, sembra corretta: quelli sono i Paesi in cui i giornalisti (e i politici) italiani ci hanno detto che si smetterà di vendere veicoli endotermici.

Ma è davvero così?

Noi non siamo un comune utente: siamo rompiballe, che per passione amano approfondire. La prima cosa da dire è che in realtà l’immagine non è corretta, ad esempio manca il Regno Unito che, proprio come i Paesi dell’UE, sta legiferando in merito, e che ha fissato al 2030 la data in cui si dovrà smettere la produzione e vendita di veicoli endotermici. Lo stesso vale per svariati altri Paesi, tra cui tutti gli Stati Uniti (e non solo la California), Cina, Canada e Giappone, grandi assenti nella cartina che ci avete segnalato. Una mappa più corretta, che comunque avrebbe bisogno di spiegazioni, sarebbe questa:

mappa divieto immatricolazione auto a scoppio 2035

Il mondo resta comunque molto colorato di grigio, ovvero, a prima vista – senza contestualizzare i numeri – il mondo resta pieno di auto inquinanti.

Siamo sicuri?

Il problema di quel meme, fatto a uso e consumo di coloro che mai andranno ad approfondire, è che i Paesi colorati in blu nella prima cartina (e quelli di tutti i colori della seconda) sono comunque i Paesi con più auto pro capite, e con il maggior numero di nuove immatricolazioni annuali. Quindi, se nei Paesi dove ci sono più auto per abitante – e dove ne vengono vendute di più all’anno – si introducono leggi che regolano quale tipo di motore può essere venduto, si sta facendo qualcosa di concreto per migliorare lo stato di salute del pianeta.

Pian pianino, quando i Paesi di quello che chiamiamo “primo mondo” saranno tutti ad auto elettriche, anche le auto usate che verranno vendute nel secondo e terzo mondo saranno a loro volta sostituite da auto elettriche di seconda e terza mano. Certo che non basta questo per risolvere il problema clima, ma contribuisce a ridurre l’inquinamento atmosferico nelle zone in cui circolano più vetture. Sia chiaro, non vogliamo far finta che questo sia risolutivo, così facendo si sposta solo il problema inquinamento dalle aree con più traffico a quelle dove vengono prodotte le batterie e dove viene prodotta l’energia per le suddette, ma anche su questo si sta lavorando per risolvere: far finta che non sia così è da disinformati.

Lobbismo?

Ma fare come chi condivide pigramente questo meme dal comodo divano di casa propria, magari col riscaldamento settato a 21 gradi, e senza aver fatto alcuna verifica, è assolutamente inutile. Anzi, a dirla tutta è utile a qualcosa: a difendere i 22mila distributori di benzina del nostro Paese. 22mila distributori a fronte di una rete stradale che tra quelle europee è al sesto posto.

Mentre come numero di distributori di benzina siamo davanti a tutti, con uno stacco dal secondo posto decisamente importante:

Spagna, Francia, Germania e Svezia hanno reti stradali più grandi della nostra, ma un numero di stazioni di servizio decisamente inferiori, in certi casi quasi la metà.

Al prossimo amico che difende l’endotermico fate presente questo piccolo dato, magari avremo una risposta sul perché l’italia è uno dei Paesi in cui la disinformazione contro l’elettrico viene spinta con più impegno.

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