SOLEERAGLACIALE

Esiste una qualche specie di necessità di chi scrive sul web di profetizzare ere glaciali, in continuazione. Una volta vi parlai di come il pianeta Sole si stesse spegnendo; Maicolengel vi spiegò come il sole si sarebbe spento del 60% e come a settembre saremmo stati colpiti dal ghiaccio per 50 anni. Questa volta ci hanno segnalato questo articolo di Retenews24:

letargo cerebrale

Articolo del 17 Dicembre 2015.

Caro presidente Obama, si copra bene: farà freddo, freddissimo, per almeno trent’anni. Lo sostiene John Casey, già climatologo della Nasa, ora direttore di un centro studi di Orlando, la “Space and Science Research Corporation”. L’allarme: l’attività del sole sta rapidamente cambiando, la comparsa di nuove macchie solari lascia presagire un nuovo “grande inverno” per il pianeta, a partire dal 2015-2016, con conseguenze devastanti, fenomeni di assideramento di massa e addirittura il crollo del 50% della produzione alimentare a causa del collasso dell’agricoltura terrestre. E’ il drammatico contenuto della lettera che lo scienziato ha rivolto al capo della Casa Bianca già lo scorso aprile. Oggetto: “Richiesta di preparare gli Stati Uniti per un pericoloso clima freddo”. Casey chiede di prendere «provvedimenti immediati per garantire che gli Stati Uniti d’ America siano pronti per lo storico e potenzialmente pericoloso clima freddo, che sta per arrivare». Ma il problema non era il global warming, il surriscaldamento? Sì, fino a ieri. Da oggi, l’allarme è di segno opposto: neve, gelo, temperature sotto zero. A partire dai prossimi mesi.

Inoltre

Casey cita le ricerche condotte negli ultimi decenni sulle cause del cambiamento climatico. «Il periodo passato del riscaldamento globale è un fenomeno naturale, prodotto principalmente dal Sole, ed è finito», scrive il climatologo nella sua lettera a Obama, ripresa dal blog “Daltonsminima”

Il blog Daltonsminima non viene linkato né lì né in fondo all’articolo – per la milionesima volta, strano vero? Infatti il blog citato riporta una traduzione della lettera che avrebbe scritto John Casey al presidente Obama.  Ma quel John Casey?

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No, purtroppo è un altro John Casey, ma torniamo alla lettera: la lettera è del 28 Aprile 2014, che non è “già lo scorso aprile” come riportano, ma quello di un anno fa.  Mi piacerebbe davvero linkarvi l’originale dal sito della “Space and Science Research Corporation“, ma il sito presenta qualche piccolo problema.

 

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Eventualmente con poco più di 3’000 dollari ve lo potete accattare.

Ok: sito defunto, pagina Facebook con 438 likes e ultimo aggiornamento al 18 settembre 2013. Ma con un poco di magia potete leggere la lettera qui ed ammirare la professionalità e la qualità del sito. Il sito sembra essere morto questa estate (ultima versione su Web Archive) dopo che Casey si era fatto vivo di nuovo. Forse le vendite del libro non vanno troppo bene. O forse il suo altro grande progetto ha la priorità: i vulcani ora sembrano la cosa più importante. Quello che non ho capito è come un ingegnere sia diventato un esperto di Sole, clima e vulcani.  Non è molto chiaro cosa abbia fatto per la NASA, anche se definito “già climatologo della NASA”, al più è stato un consulente. Non sembra esserci molta gente che sostiene le sue teorie, che si basano quasi esclusivamente su deduzioni su dati raccolti col cherry picking. Quando si hanno in mano dati solidi così importanti per la sopravvivenza della gente mi sembra strano che il modo di divulgarle sia un libro e non pubblicazioni su testate specializzate.

A Retenews24testata giornalistica registrata – controllano bene le fonti, e soprattutto non si inventano i dettagli. Nella news riportano che

L’allarme: l’attività del sole sta rapidamente cambiando, la comparsa di nuove macchie solari lascia presagire un nuovo “grande inverno” per il pianeta, a partire dal 2015-2016, con conseguenze devastanti

Nella lettera, loro fonte dichiarata e non linkata

L’SSRC ha previsto una riduzione globale del livello del mare della durata di 30 anni, che inizierà in qualsiasi momento tra quest’anno e il 2020

Nessun riferimento specifico al 2015-2016. Potranno giocarsi la notizia anche per il 2016-2017, il 2017-2018, il 2018-2019 e 2019-2020, buon investimento. Il bello è che riportano questa frase poco dopo, dimenticandosi di aver indicato questo inverno come quello critico. È dal 2007 che Casey cerca di far conoscere le sue idee, ma a quanto pare vanno bene giusto per riempire le giornate vuote sui siti di news.

La tesi di molti mesi rigidi e di un gennaio tra i più freddi della storia con temperature al di sotto dei 20 gradi sembra dunque confermarsi.

Boh, un gennaio con temperature sotto i 20 gradi non sembra una prospettiva così malvagia. Comunque cercando quali fossero le qualifiche di questo famigerato John Casey ho trovato qualcun altro che fa girare questa notizia come oro colato. Un altro espertone con un libro che, probabilmente, non sta andando molto bene. Indovinate chi è.

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neilperri @ butac.it

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