Nei giorni scorsi tanti di voi avranno letto una notizia sui giornali. Il nostro ministro dell’Istruzione, Azzolina, ha avuto uno scambio di tweet con uno dei leader dell’opposizione, Matteo Salvini.

Il tutto parte da dichiarazioni e post social di Matteo Salvini stesso, che riportava, qui ripreso da Libero:

“Non mando mia figlia in un buco di plexiglas”: Salvini affonda Azzolina al Senato

Libero Quotidiano è un megafono per proclami politici, non un quotidiano, se lo fosse prima di pubblicare quel titolo avrebbero fatto quelle minime verifiche che ci si aspetta da una testata giornalistica. Ma è evidente di come ai cronisti della testata della corretta informazione interessi poco. L’importante è dare spago ai politici a cui loro son legati.

Torniamo all’inizio, si parlava di uno scambio di tweet, Matteo Salvini difatti l’8 giugno aveva pubblicato questo:

A cui Azzolina aveva risposto così:

La storia viene ripresa sempre da Libero Quotidiano (e altre testate similmente schierate) così:

Lucia Azzolina, clamorosa gaffe con Salvini: “Non sai neppure scrivere plexiglass”. Ma l’errore è suo

Houston abbiamo un problema.

Vedete il tweet di Lucia Azzolina è un errore comunicativo, l’unica cosa importante era sottolineare di come Matteo Salvini stesse spacciando, sia sui social sia alla camera una bufala.

L’unica parte davvero importante del tweet della ministra era questa:

Non hai letto il decreto (non è una novità), fai propaganda sulla sicurezza (non ci sarà nessuna gabbia di plexiglass).

Verificabile da chiunque sappia leggere un decreto, da nessuna parte si parla di gabbie di qualche tipo da tenere a protezione dei bambini. L’errore comunicativo è stato quello di voler fare il passo più lungo della gamba e riprendere Salvini sull’uso della parola Plexiglas, errore comunicativo che ovviamente, come avete visto sopra, è servito perfettamente allo scopo.

Nessuno ha attaccato Salvini per la grossa bugia detta, tutti hanno attaccato Azzolina per aver fatto (sbagliando) la grammar nazi con Salvini. Tutti hanno parlato più del problema linguistico Plexiglass/Plexiglas quasi nessuno ha chiesto conto a Matteo Salvini del perché abbia riportato qualcosa di non verificato. Davvero è questo il giornalismo che vogliamo?

Corriere:

Plexiglass o plexiglas? Salvini bacchettato da Azzolina, ma ha ragione

Repubblica:

Lite Azzolina-Salvini su come si scrive “plexiglas”

Siamo di fronte all’ennesimo esempio di come l’information disorder sia un problema grave, che impatta la vita di tutti.

Quanti genitori sono interessati a sapere quali saranno le misure di sicurezza a scuola per la riapertura? Quanti sono interessati al dilemma lessicale? Credo che la cosa corretta da fare sarebbe stata quella di evidenziare prima di tutto che nei decreti finora pubblicati di Plexiglass/Plexiglas non è mai stata fatta menzione. Invece che concentrarsi sulla diatriba lessicale, curiosa, interessante, ma è come quando s’indica la luna e noi guardiamo il dito.

Sarebbe oltretutto interessante identificare anche la signora protagonista del video condiviso da Salvini, complice anche lei di aver avvelenato il pozzo con una notizia non verificata (che però è stata vista e condivisa da migliaia di persone).

Non credo di poter aggiungere altro.

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