AGITALIA-TUMORI

Eh no, si sta davvero raggiungendo il limite, e stavolta mi piacerebbe davvero che la direzione di almeno una delle testate che hanno pubblicato questa notizia avesse il coraggio di smentire.

Questo il titolo del Carlino edizione di Rovigo:

Guarisce dal tumore, l’Inps vuole indietro i contributi

Il pezzo è copiato e modificato (spero) da un comunicato stampa di un’agenzia che ben conosciamo, AGITALIA.

Agenzia nota per la fuffa che distribuisce tramite i suoi comunicati stampa, su tutte le testate italiane, da anni. Dietro si cela un soggetto a sua volta noto alle cronache, Giacinto Canzona, che da anni viene lasciato libero di pubblicare i suoi comunicati stampa e di intascare soldini dai poveri disperati che si rivolgono a lui dopo averne letto sui giornali.

Il signor Canzona è stato più e più volte sui giornali, e anche in tv, la ragione? Giochetti come questo li fa da anni, e a seguito delle apparizioni dei suoi comunicati stampa sui quotidiani riesce regolarmente a far su qualche nuovo cliente, che pagherà la sua quota d’iscrizione ad Agitalia, e si vedrà con in mano un pugno di mosche, perché l’Agenzia per la giustizia in Italia non fa nulla per i suoi associati, non l’ha mai fatto.

Qualche esempio delle bufale di Canzona? Ne abbiamo da stancarvi:

E questo solo per citare quelle che abbiamo trattato negli ultimi due anni. Il caro Canzona è arrivato anche a scrivermi, proponendomi di collaborare con lui, ben due volte, a distanza di un anno l’una dall’altra.

Da: giacinto canzona <[email protected]>
Oggetto: richiesta contatto

Corpo del messaggio:
Salve,
chiedo cortesemente di essere contattato per una proposta “collaborativa”.
Cordialità
Giacinto Canzona

Alla mia risposta in cui lo canzonavo un po’ non si è mai degnato di dare cenno alcuno.

giornale-agitalia

Quello che m’innervosisce è che tanti delle redazioni che hanno pubblicato il pezzo appongono anche una firma, e usando quella firma alla fine gli “autori” potranno dire di avere scritto su di una testata nazionale pagata per tot volte, e vedersi iscritti all’Ordine dei pubblicisti. Quando invece con un articolo come quello dimostra di non saper fare minimamente il mestiere per cui stanno facendo pratica, ma solo di esser capaci di fare la parafrasi di un comunicato stampa, senza fare la benché minima verifica.

blitzquot-agitalia

Qualcuno dirà: ma sono pagati poco. Sì, verissimo, ma cercando Agitalia sul web nei primi risultati di ricerca si trovano sia la nostra pagina che raccoglie tutti gli articoli scritti su questa fantomatica Agenzia per la giustizia in Italia, sia un pezzo del Tirreno che spiega chi sono e cosa facciano, intitolato Agitalia, la fabbrica delle bufale. Non è che ci volesse moltissimo a verificarlo no?

Non sto a perdere tempo a spiegarvi altro, non esiste modo di sbufalare Agitalia, le notizie sono inventate, sempre, da anni. Cascarci è sintomo di pochissimi controlli in redazione, o magari di qualche furbetto che ha ricevuto le stesse mail che ricevo io dal signor Canzona, e che invece che dire No grazie ha deciso che poteva arrotondare il suo stipendio pubblicandone una ogni tanto. Voglio seriamente sperare che le cose non stiano così.

blastingnews

L’articolo sulla miracolata a cui tocca ridare i soldi dell’affidamento oltretutto fa danni su più livelli: raccontando una falsa guarigione convince gente ad andare da Agitalia anche solo per sapere come ha fatto la signora Sofia, allontanandoli magari da terapie che potrebbero salvar loro la vita.

Comportarsi così a mio avviso è diventare (coscienti o meno) complici di una probabile fregatura, peccato nessuno faccia pagare le redazioni che se ne infischiano d’informare e preferiscono pubblicare articoli spazzatura senza alcuna verifica alle spalle.

Qui un elenco (parziale ho paura) delle testate che hanno pubblicato la storia:

A questi andrebbero aggiunti svariati blog fuffa acchiappaclick ma quelli evitiamo di citarli o linkarli, che regalargli pure delle visite direi sia un po’ troppo.

AGGIORNAMENTO
Come correttamente riportato da svariti amici nei commenti, oltre al discorso Agitalia ci sono i fatti, l’accompagamento è erogato finché sussitono le condizioni, una volta che cessano l’utente è tenuto a notificarlo, nel caso in questione l’utente non l’ha fatto e quando l’INPS si sarebbe accorta dei fatti ha chiesto la cifra erogata in eccesso, quindi da quando le condizioni per l’accompagnamento non esistevano più. Nessun legale prenderebbe in mano la richiesta, perché come spiega PensioniOggi:

Possono ottenere la prestazione i soggetti che vantino il riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100% accompagnata: a) dalla impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, ovvero; b) dall’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un’assistenza continua. Tale stato si realizza quando il soggetto riconosciuto invalido non riesce a compiere quelle azioni elementari che espleta quotidianamente un soggetto normale di corrispondente età e che rendono, pertanto, il minorato, bisognoso di assistenza. Per gli ultrasessantacinquenni e i minori il diritto all’indennità è subordinato invece alla condizione che essi abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni dell’età (art. 6 D.Lgs. 509/1988)

Pertanto alla cessazione delle condizioni cessa anche il diritto all’assegno.

Come qualcuno ha evidenziato oltretutto gli articoli che abbiamo visto circolare hanno messo in cattiva luce la stessa INPS, che brutta e cattiva toglie ai poveri per mettersi tutto in tasca. Quando bastava spiegare la situazione, e rendersi conto che ovviamente se quelli sono i requisiti, quando cessano lo fanno per tutti, non è che si può fare l’eccezione alla signora perché magari la si considera più caso umano di un’altra.

maicolengel at butac.it

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