La BBC e il termine “fake news”

maicolengel butac 2 Nov 2018
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Non è la prima volta che cerco di spiegarvi perché il termine fake news, se utilizzato come viene utilizzato da politici e commentatori, può essere dannoso. Oggi vorrei cercare di farlo riprendendo le parole di Tony Hall, il direttore della BBC, che in un editoriale dell’8 ottobre 2018 dice:

The term was coined to describe the internet phenomenon of a cascade of plausible, but baseless, online stories churned out from a small, single town in Macedonia. It was, for a time, almost literally a cottage industry. But the phrase started to become mainstream as it was deployed in the 2016 Presidential campaign, where it turned into surely one of the most memorable election slogans of all time. To many journalists watching the early stages of the Presidential race it might have seemed like an act of desperation to dismiss palpably accurate stories from some of America’s most reliable media as being complete fabrications. But constant repetition of the slogan over – and over – and over again – worked.

And now the term fake news is used worldwide. It’s the weapon of choice for repressive regimes everywhere – used by the Kremlin to dismiss the Salisbury Novichok attacks, and by powerful lobbies who counter objective facts with the assertion that they’re all made up.

La frase più importante e che vi traduco è:

è l’arma preferita dai regimi repressivi di tutto il mondo – usata dal Cremlino per respingere gli attacchi di Salisbury condotti col Novichok dalle potenti lobbies che contrastano i fatti oggettivi con l’affermazione che siano tutti inventati.

Onestamente dovrebbe bastarci, visto il dialogo politico che vediamo nel nostro Paese. Tutti, dal nuovo presidente della RAI ai politicanti in prima linea, usano il termine per sostenere che ogni cosa che va contro la loro personale idea del mondo sia una fake news. C’è gente che ci ha persino scritto libri e che va in giro per lo stivale a spiegare che il vero e unico problema siamo noi demistificatori, perché spacciamo come fake news quanto loro sostengono con fermezza. Noi censori della rete, che quando poi si va a verificare siamo i primi ad aver spiegato come la censura sia una cavolata. Ma purtroppo, pur non essendo sotto un regime dittatoriale, in Italia le cose vanno male. I supporter politici di ogni età e fazione ormai tifano per il proprio partito come se fosse la squadra del cuore, la razionalità l’abbiamo completamente abbandonata.

Io stesso discuto con amici e parenti, gli scontri partono sempre dall’idea di voler avere ragione. A me non importa avere ragione, anzi in questi sei anni sono tante le cose che mi hanno fatto capire come avessi torto su tanti pregiudizi che avevo radicati fin da ragazzino. L’unica cosa che mi importa è cercare di aggiungere un tassello verso la verità, e aiutare chi mi segue a trovarne di più. Ma non è detto che i fatti diano ragione a uno di noi. Magari dicono cose completamente diverse dalle ipotesi di cui eravamo convinti, e non importa, perché i fatti sono l’unica cosa che conta. Se non ci basiamo sui fatti allora smettiamo del tutto di usarli, torniamo a una sana religione con diverse divinità, lasciamo che l’irrazionalità e il ragionare di pancia l’abbiano vinta, lasciamoci guidare solo dal nostro pregiudizio, ed estinguiamoci in serenità.

maicolengel at butac punto it

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