mele

Eh sì lo so, arrivo con un po’ di ritardo su questo post segnalato da un lettore molto “critico” sulla pagina Facebook:

Le Cere usate per la ceratura di Mele e Agrumi, con o senza Ammine.
Impianti per la Ceratura di Agrumi o Mele.

Ogniuno poi si farà le sue valutazioni.
Ma se per gli pseudo confutatori di bufale, tipo il Butac, non è un male mangiarsi la buccia di una mela con finghicidi, con Ammine emulsionanti (Morfolina) delle cere o altre sostanze Conservanti… allora possiamo spedirgli tutte le bucce delle nostre mele (che se le mangino loro).

Questi espedienti di produzione e lavorazione, sconosciuti ai cittadini, spesso nascondono sofisticazioni alimentari, o sostanze tossiche non dichiarate, che non fanno male nell’immediato, se non si è allergici. Ma dove finiscono nel nostro corpo? Quali danni cumulativi provocano?
E non mi interessa che siano autorizzati da chicchessia, sono faccende NASCOSTE. E a me non piace per nulla che qualcuno mi nasconda qualcosa, solo perchè non è obbligatorio inserirlo in etichetta, specie se devo mangiarlo!

>> Morfolina
“La morfolina è una sostanza additiva per la cera lucidante delle mele ed è in conflitto con le
norme di sicurezza alimentare dell’Unione Europea che la considera nociva. I blocchi attuati
dall’UE ha fatto registrare, in questa stagione, un calo del 55% delle spedizioni di mele dallo
Stato di Washington verso il Regno Unito. Ma le importazioni in Europa arrivano in gran misura
dall’America del Sud, che fa abbondante uso delle sostanze additive per lucidare le mele.”
( da “saluteme”: associazione di dipendenti della sanità ed altri cittadini … per la divulgazione di notizie, opinioni, considerazioni ed idee; liberi da condizionamenti di qualsiasi genere.)
http://www.saluteme.it/…/2071-mele-cerate-con-composti-canc…

>> Cere con Ammine
“… L’uso della ammine nelle cere a base acquosa è legato da una parte alla migliore capacità di emulsificare la cera carnauba, dall’altra alla maggiore persistenza del film di rivestimento sui frutti, rendendolo resistente all’acqua.”
http://www.freshplaza.it/…/CEDAX-presenta-i-suoi-prodotti-s…

>> Cera ad alcool per mele (senza ammine) Xedasol L
“Frutto della ricerca nella formulazione in assenza di ammine è lo XEDASOL L, additivo alimentare a base di gommalacca naturale sciolta in alcool etilico: dopo l’asciugamento crea un film protettivo semi permeabile ai gas che, mentre migliora la presentazione dei frutti, rallenta allo stesso tempo i processi di maturazione.”
http://www.corriereortofrutticolo.it/…/focus-retarder-sull…/
http://www.retarder.it/…/conservaz…/cera-per-mele-e-drupacee

>> Impianti per la Ceratura
http://www.futura-technology.com/…/impianti-di-lavorazion…/…
http://marioparola.it/…/79-linea-confezionamento-ceratura.h…

Ma mi stavo godendo il freddo del Nord e quando sono in vacanza stacco il più possibile da tutto, tecnologia compresa, altrimenti che vacanza è?

Il nostro lettore F.C. non deve essere uno dei più affezionati lettori di BUTAC e nemmeno uno dei sostenitori. Come gli è stato fatto notare Maicolengel già a suo tempo, un paio di anni or sono, aveva trattato l’argomento delle mele cerate, ma evidentemente non è sufficiente.
Vorrei pertanto approfondire ulteriormente l’argomento spiegando non solo a F.C. ma anche a tutti i lettori che possano avere dei dubbi cosa sia, a cosa serva questa pratica e quali sostanze si possono impiegare.

Innanzitutto partiamo dalle sostanze ammesse: il REGOLAMENTO (UE) N. 1129/2011 DELLA COMMISSIONE dell’11 novembre 2011 che modifica l’allegato II del regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio istituendo un elenco dell’Unione di additivi alimentari è di facile consultazione per tutti e a pagina 51/52 si trovano gli additivi alimentari ammessi, con le eventuali quantità massime, nei prodotti ortofrutticoli freschi interi, cioè banalmente la frutta e la verdura che compriamo in negozio sfusa. Tra questi non compare la morfolina. Certo altri stati al di fuori della UE possono utilizzarla, primi tra tutti gli USA, infatti come riportato qui:

Morpholine may be safely used as a component of food, subject to the following restrictions.

(a) It is used as the salt(s) of one or more of the fatty acids meeting the requirements of §172.860, as a component of protective coatings applied to fresh fruits and vegetables.

(b) It is used at a level not in excess of that reasonably required to produce its intended effect.

Forse a F.C. sfugge che gli stati terzi (cioè extra UE) che vogliono importare in UE devono rispettare i requisiti della normativa vigente in UE. Quindi se in USA utilizzano la morfolina come additivo delle cere ad uso alimentare a noi europei la cosa non tange più di tanto. Alla frontiera le autorità preposte ai controlli eseguiranno campionamenti e analisi per cercare e quantificare, a seconda del prodotto ovviamente, tutte le varie sostanze indesiderate/proibite in UE. Nel caso in cui qualcosa non rispetti le normative vigenti entra in funzione il sistema RASFF, sistema di cui vi avevo già parlato.
A me sono bastati 5 minuti scarsi per andare sul sito, compilare un paio di campi e scoprire che:

  • dal 2008 ad oggi la morfolina compare 3 volte, 2 nel 2010 e una nel 2011
  • non è mai scattata un’allerta ma sono state emesse sempre e solo “information”
  • dopo il 2011 il silenzio totale sulla morfolina e di controlli ne vengono fatti (dal 1979 ad oggi tra allerte, border rejection, information varie sono state emesse 46323 notifiche; questo numero non è indicativo del numero di controlli totali effettuati perché quelli ad esito positivo non sono, ovviamente, riportati.

In UE gli additivi ammessi per la ceratura delle mele sono: cera d’api, cera carnauba, cera di candelilla, gommalacca; prodotti che si possono definire tranquillamente “non artificiali, non di sintesi”. Prodotti che probabilmente si usano, sia in campo alimentare sia in campo cosmetico, da parecchi secoli e ritenuti “safe” per la nostra salute.

Mi chiedo perché anche il caro F.C. non abbia speso qualche minuto del suo preziosissimo tempo in questa ricerca e ne abbia speso parecchio per mettere link decisamente datati. Sempre rimanendo nel “datato” ho trovato l’abstract di un articolo pubblicato nel 2010 che dalle premesse potrebbe essere interessante:

Fruit coating formulations of bleached and unbleached shellac were developed that support survival of the yeast Candida oleophila . These and commercial formulations based upon sucrose esters were evaluated for their ability to promote surface colonization of citrus for the biological control of post-harvest decay. The type of shellac did not affect yeast survival in the liquid formulation; however, a pH 7.6 was essential for satisfactory recovery from the liquid over 24 h. The replacement of morpholine and aqueous ammonia, which aid dissolution of shellac, with equally efficacious sodium or potassium hydroxide improved yeast survival, as did replacing the surfactant oleic acid with polyoxyethylene (20) sorbitan monooleate ( polysorbate 80). When formulations were applied to grapefruit, those that initially facilitated higher numbers of yeasts on the fruit surface later developed epiphytic populations that were significantly greater during the most critical first 2 weeks after harvest. As a group, coating formulations that incorporated sucrose esters favored the development of yeast populations to a greater extent than those based upon shellac and, over 6 months, grapefruit with these coatings were slower to decay. However, shellac formulations incorporating sodium hydroxide significantly extended the storage life of grapefruit compared with similar formulations with morpholine.

In buona sostanza: “Tuttavia, le formulazioni [a base] di gommalacca che incorporano idrossido di sodio hanno significativamente esteso la durata di conservazione del pompelmo rispetto alle analoghe formulazioni con morfolina”. Ordunque sono passati 6 anni, quasi 7 dalla pubblicazione di questo articolo, in rete si trova ben poco sulla morfolina come additivo alimentare, Google rimanda ad articoli di siti poco affidabili come Jedanews o ad articoli parecchio datati. Una ricerchina su pubchem ci rivela che gli usi industriali della morfolina sono:

Industry Uses

  1. Corrosion inhibitors and anti-scaling agents
  2. Functional fluids (closed systems)
  3. Functional fluids (open systems)
  4. Intermediates
  5. Processing aids, not otherwise listed

…nulla a che vedere quindi con le mele o con altri frutti.

Ma perché alcuni frutti vengono “cerati”? Per proteggerli una volta raccolti dall’attacco di funghi che potrebbero essere pericolosi per la nostra salute, ricordate le micotossine di cui vi ho parlato su BUTACmag? La Patulina è una di queste e pare adorare le mele. La ceratura dei frutti però ha anche un aspetto estetico, soprattutto in quei mercati (UK e USA in primis) dove “l’aspetto estetico” della frutta è molto importante, il consumatore vuole che la frutta sia bella, lucida e “sbrilluccicosa”.
Una volta raccolti i frutti sono portati negli stabilimenti di confezionamento dove seguono più o meno tutti questi passaggi:

  • Ingresso del prodotto nella linea
  • Prima selezione:  se necessaria, viene effettuata una prima selezione manuale per eliminare lo scarto o seconda qualità.
  • Lavaggio, spazzolatura, asciugatura
  • Ceratura e asciugatura (di solito per agrumi e mele)
  • Calibrazione elettronica
  • Confezionamento

Oltre a Maicolengel comunque due anni fa anche Il Fatto Alimentare aveva trattato l’argomento:

Lo strato ceroso che appare sulla cuticola delle Red Delicious […] è prodotto del tutto naturalmente dal frutto, per proteggersi dagli attacchi fungini. La quantità di cera cambia da varietà a varietà, e anche a seconda degli ecotipi, della selezione e del microclima: di norma è superiore nelle aree a forte escursione termica, come in quelle di montagna. Se si espone alla fiamma, questa cera fonde (intorno ai 50°) come quella prodotta dalle api e poi brucia, emanando odore come tutte le sostanze organiche che bruciano”. A conferma della naturalità di questa sostanza c’è un’altra fonte, l’Assessorato agricoltura della regione Lombardia, che specifica: “La lucentezza di alcuni frutti non deve indurre in inganno: non è legata a particolari trattamenti chimici, ma è un fenomeno naturale, dovuto al fatto che, per proteggersi dagli agenti atmosferici, i frutti producono delle cere naturali, con le quali ricoprono la buccia. Queste cere, se strofinate contro una superficie morbida… si lucidano, proprio come la cera che si dà ai pavimenti” (leggi la scheda tecnica).

Vi suona “poco probabile”? Leggete allora questo studio del 1998 (purtroppo non riesco a copiarvi l’abstract, dannati file .pdf salvati come immagini) sulla “Composizione delle cere epicuticolari nelle [diverse] cultivar di mele”.

Quindi il nostro caro lettore può continuare a mangiare la mela con la buccia: la morfolina non viene utilizzata tra gli additivi ceranti e, sorpresa delle sorprese, spesso le mele sembrano cerate artificialmente mentre invece lo sono per loro natura.

Thundestruck @ butac.it

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