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Un’altra polemica, come quelle che ormai siamo abituati a leggere quotidianamente sulle pagine delle varie “testate” online lette e condivise dalla massa di soggetti che preferiscono l’indignazione alla razionalità.

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Messa vietata per non turbare gli islamici?

I fatti: a Malo, comune del Vicentino, il 4 novembre ci sarà la messa per celebrare i caduti. RiscattoNazionale (e altre testate dello stesso livello – basso, bassissimo, se le leggete non so perché siate anche qui su Butac) ci racconta così i fatti:

La messa alla cerimonia del 4 novembre ci sarà. Il supposto “no” alla messa per ampliare la partecipazione alla cerimonia da parte del Comune, invitandovi le scuole,  ha scatenato il web con critiche al sindaco. Venerdì alla cerimonia commemorativa il parroco don Giuseppe Tassoni celebrerà la messa con invito dell’amministrazione comunale del sindaco Paola Lain alle varie classi della scuola primaria e media a partecipare all’intera cerimonia nella versione originale (sfilata, orazione ufficiale, visita a una mostra sulla Grande guerra e messa): spetta a insegnanti e direttori didattici accettare o rifiutare tale invito e la decisione vi sarà nelle prossime ore.

La messa ovviamente ci sarà, la polemica che è scaturita ripresa anche da una certa stampa nazionale (vedi il Giornale, ad esempio) è di quelle create ad hoc per indignare cattolici e oppositori del governo. La spiegazione è davvero semplice, come spiega lo stesso sindaco di Malo:

“I bambini e i ragazzi delle scuole hanno partecipato alla cerimonia anche lo scorso anno – sottolinea il sindaco – proprio perché sono arrivati dopo la sfilata del corteo e dopo la Santa Messa. Questo per rispettare quanto prevede la legge in relazione alla laicità dello Stato, che pone una serie di limitazioni agli atti di culto, in questo caso particolare, fuori dalla scuola in orario scolastico”.

Quindi l’anno scorso i bambini che sono andati sono andati dopo la Messa, e la cosa va bene perché, come riporta anche AltoVicentino:

La normativa in vigore non consente che nelle scuole pubbliche statali vengano effettuate visite pastorali, preghiere, messe e benedizioni – recita la legge – La programmazione di atti di culto è consentita solo al di fuori dell’orario delle lezioni, come è chiaramente verificabile nelle leggi e nelle sentenze d.lgs. 16 aprile 1994, n.297, 11 agosto 1984, n.449, (…). La Corte Costituzionale – continua la legislatura in un altro passaggio – con la sentenza n.203/1989, dopo aver affermato che i principi supremi dell’ordinamento costituzionale hanno una valenza superiore rispetto alle altre norme o leggi, ha stabilito che la laicità dello Stato è un principio supremo che definisce la forma di Stato e che vanno sempre salvaguardati i principi di libertà religiosa, in un regime di pluralismo confessionale e culturale (cfr. le sentenze n.259/1990, n.195/1993, n.329/1997 della Corte Costituzionale)…

Non c’entrano gli islamici come non c’entrano le altre confessioni religiose nella scelta di non partecipare alla messa, c’entra la legge italiana, quella stessa legge che i nostri politici (di destra e di sinistra) dovrebbero strenuamente difendere. Siamo un paese laico, con una predominanza di cattolici, certo, ma la nostra Costituzione dice chiaramente che siamo laici e questa è una cosa che ci distingue da altri Paesi dove la religione ha perenne influenza sulle questioni di Stato. Quindi questa laicità andrebbe difesa a spada tratta, anche di fronte a chi parla di antiche tradizioni.

Io sono disgustato dai politicanti che sfruttano queste notizie per fare campagna elettorale, come sono stanco e sfinito di vedere testate un tempo importanti usare questi articoletti per manipolare l’opinione pubblica.

maicolengel at butac punto it

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