Praticamente tutte le testate italiane hanno pubblicato un articolo nei giorni scorsi che riportava un titolo così:

Pasta di sera: non fa male anzi. Combatte insonnia e non ingrassa

Il titolo scelto è quello usato da Sputnik News (e già il fatto che l’agenzia filo russa leader nella distribuzione di fake news abbia riportato la storia dovrebbe accendervi svariate lampadine). Ma davvero tutti i giornali italiani hanno riportato quello che è un comunicato stampa di una associazione italiana (legata ai pastai del nostro paese). Quindi per capirci i giornali hanno riportato in forma acritica un testo che sostiene quanto faccia bene mangiare pasta di sera, testo redatto dai produttori di pasta. Altre lampadine si dovrebbero accendere, piccoli segnali di allarme su una notizia che potrebbe essere un filo di parte.

Nessuno dei testi che ho trovato ci linka lo studio a cui fanno riferimento. Ma qualche indizio ci viene dato. Lo studio dovrebbe essere stato pubblicato sul Lancet Public Health ed è stato fatto da ricercatori del Brigham and Women Hospital di Boston.  Con questi due dati trovo un solo studio pubblicato recentemente su Lancet:

Dietary carbohydrate intake and mortality: a prospective cohort study and meta-analysis

Lo studio, pubblicato ad agosto 2018,  come potete intuire dal titolo, non fa alcun riferimento al consumare la pasta di sera o di giorno. No, lo studio è stato fatto solo ed unicamente per valutare quanto influisca l’apporto di carboidrati sulla mortalità. E le conclusioni dicono quello che già si sapeva, la moderazione è la giusta via. Chi consuma pochi carboidrati e chi ne consuma troppi hanno aspettative di vita accorciate. Lo capite vero che è molto diverso dal sostenere che fa bene mangiare pasta di sera?

Da nessuna parte nello studio si parla di differenze nel consumare pasta di giorno o di sera. Ma è evidente che lo scopo della pubblicità indiretta è farci aumentare il consumo di pasta.

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Anzi, se si legge il testo su The Lancet si trovano conclusioni di questo tipo:

Nella meta-analisi di tutte le coorti (432 179 partecipanti), sia il consumo a basso contenuto di carboidrati (<40%) che il consumo elevato di carboidrati (> 70%) hanno comportato un rischio maggiore di mortalità rispetto all’assunzione moderata, che era coerente con un’associazione a forma di U

Quindi consumare meno del 40% di carboidrati o più del 70% comporta un rischio mortalità più elevato rispetto al consumarne una quantità che sta nel mezzo. Lo studio inoltre ha riportato come la situazione sia ulteriormente diversa se,  chi consuma meno carboidrati, li sostituisce con proteine animali o vegetali.

… i risultati variavano dalla fonte dei macronutrienti: la mortalità aumentava quando i carboidrati venivano scambiati con grassi o proteine ​​di derivazione animale (1 · 18, 1 · 08-1 · 29) e la mortalità diminuiva quando le sostituzioni erano a base vegetale (0,82 , 0 · 78-0 · 87).

Io spero che sia chiaro che diffondere pseudoscienza come hanno fatto tutte le testate italiane basandosi sul comunicato stampa di un’associazione di parte sia un male per il lettore finale. Che magari si convince che sia vero e decide di abbuffarsi di pasta e pane ogni sera, aumentando di fatto i suoi rischi per una mortalità più precoce.

Negli articoli si fa anche un preciso riferimento al fatto che consumare pasta possa aiutare coi disturbi del sonno. Lo studio però a cui si fa riferimento non è quello del Lancet del 2018, ma un altro del 2007 (anche se evitano di citarlo o linkarlo).

Lo studio del 2007 non parla mai di salute e mortalità, ma solo di disturbi del sonno, evidenziando come un consumo di carboidrati ad alto contenuto glicemico riduca il tempo necessario per addormentarsi. Parliamo di una differenza di 6 minuti, non da strapparsi i capelli per avere trovato una nuova cura per l’insonnia eh…

Davvero è questo il giornalismo che vogliamo? Senza nessun controllo redazionale se le notizie che vengono riportate al grande pubblico possano o meno essere dannose?

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Non credo serva aggiungere altro.

Mi è venuta fame, spaghetti alla carbonara o tagliatelle al ragù? Ora vedo cosa c’è in casa…

maicolengel at butac punto it

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