veroperforza

Introduzione

Più volte mi è capitato di vedere alcuni commenti, soprattutto sulla nostra pagina Facebook, dove i nostri lettori si chiedono perché investiamo il nostro tempo a sbufalare certe notizie del web. Partendo dal presupposto che essendo il nostro un blog che facciamo per divertimento e passione possiamo sbufalare quello che ci pare e piace, a volte è utile sbufalare notizie che a primo acchito sembrano delle vaccate assurde per una serie di motivi validi.

A chi si pone questa domanda – cioè “perché avete dovuto sbufalare che tanto si capiva che non era vero?” -sappiate che non ci siete solo voi su internet. Il fatto che per voi fosse così chiaro essere una bufala non vuol dire che altri ci siano arrivati, altrimenti non girerebbero, che dite? Non è meglio sapere anche perché sia una bufala? È altrettanto inutile ribattere dicendo “tanto chi crede nella bufala non vi legge” perché, per quanto sia una constatazione ragionevole, anche chi ci è cascato, googlando, può finire su butac.it, anche per sbaglio, trovare la sbufalata e magari cambiare idea. Inoltre chi ha un amico che condivide una bufala ha un’arma in più per dimostrare quanto quella storia sia falsa o raccontata male e, se fa lo sforzo di leggerci, magari cambia idea davvero. Chi condivide la storia delle arance infettate con l’HIV ci crede. Quanta gente si è strappata le vesti ululando contro Cracco? Moltissimi. I rom con la macchina della Polizia? Migliaia a condividere spinti dalla indignazione.

Spesso leggo che sia inutile sbufalare Marcianò -personalmente l’ho fatto qui, qui e qui. Capisco l’osservazione, ma questo tipo di debunking serve più a far capire dove infilino la disinformazione o quali tecniche di manipolazione vengano utilizzate cercando di creare nei nostri lettori, anche casuali, un meccanismo di difesa. Molte persone vengono a contatto con certi siti e personaggi durante la diffusione di una bufala ed è nostro dovere/piacere spiegare perché la notizia sia falsa.

Un anno fa scrissi dell’attacco alieno in Texas. Ricordo che molti commentarono dicendo che fosse ovviamente una minchiata, ma a diffondere la storia era un sito che si vanta di fare informazione e questo è un problema. Alcune notizie, per quanto sciocche o inverosimili, senza mettere di mezzo alieni, se lasciate circolare arrivano anche alla informazione più potente, come i telegiornali, che raggiungono milioni di utenti contemporaneamente. Pochi giorni fa una mia collega scrisse questo commento

È vero Neil l’hanno detto ieri a studio aperto …..non posso credere alle bufale anche al tg

Si parlava del gatto morto dopo la tinta di rosa. Anche a me piacerebbe tanto che i canali di informazione principali dessero solo notizie verificate, ma questo problema lo abbiamo affrontato centinaia di volte sul blog. Siamo arrivati a 1500 articoli e più argomenti trattiamo più il nostro sito diventa utile.

Le fonti della controinformazione

Molti nostri articoli trattano storie assurde alle quali nessuna persona dovrebbe credere. Spesso queste bufale cominciano a circolare su siti, blog o pagine Facebook inguardabili.  Altri passano allo sciacallaggio, ricopiano senza citare la fonte iniziale e creano altre condivisioni col rischio di finire su siti che hanno una certa “autorevolezza” o che comunque si sono costruiti una certa reputazione. Questo meccanismo ha portato a moltissime notizie del Giornale del Corriere su testate nazionali e alcune sono rimaste così impresse che oramai sono diventate verità. Molte persone si fidano di alcune pagine Facebook, in parte spinti da un fortissimo bias di conferma, e finisce che oltre a condividere bufale e disinformazione si ritrovano a non essere in grado di riconoscere delle vere e proprie trollate, delle prese in giro insomma, facendo una figura pessima. Se non riescono a rendersi conto che queste notizie non sono solo finte, ma costruite apposta per essere delle scemenze, siamo messi veramente male e deve farci riflettere sulla loro capacità di fare informazione. Ecco di cosa vi parlo oggi:

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Di Scienza di Confine ne parlai già tempo fa. Se siete già pronti a scrivere commenti tipo “Perché perdete tempo a sbufalare robe di quella pagina?” rileggete l’introduzione e poi tornate qui che si ride un po’.  Il post che hanno condiviso è questo

Pubblicazione di Coscienza di rete.

Dura la confessione di questo professore universitario britannico che rivela la situazione all’estero che a quanto pare promette molto bene.. ma in Italia quando inizieremo a notare i primi segni di risveglio? La strada è lunga ma noi sentiamo che un giorno tutti questi nostri sforzi per svegliare la gente sui grandi temi ultrascottanti (geoingegneria clandestina,signoraggio bancario,haarp, controllo mentale, microchips,ufo, 11 settembre, israhell,debitopubblicotruffa,eccetera) saranno ripagati e potremo raccogliere i frutti. L’importante è non mollare. Informiamo tutto e tutti!!! AVanti!!!!!!!

Questa la confessione

SONO SEMPRE DI PIU’ GLI STUDENTI CHE SOLLEVANO LA QUESTIONE SIGNORAGGIO BANCARIO DURANTE LE LEZIONI. NOI PROFESSORI NON SAPPIAMO PIU’ IN CHE MODO DOBBIAMO AFFRONTARE LA COSA, ANCHE PERCHE’ I RAGAZZI IL PIU’ DELLE VOLTE INSISTONO E DIVENTANO ANCHE VIOLENTI.

CHIEDIAMO UN AIUTO ALLE ISTITUZIONI.. LA SCUOLA STA ATTRAVERSANDO UN PERIODO DI PROFONDA CRISI A CAUSA DI TUTTO CIO’. LE NUOVE GENERAZIONI SI STANNO SVEGLIANDO

Frank Mokassini

Monetarista & docente di economia presso l’università “La Sapiente” in Gran Bretagna

Partiamo dall’inizio. Hanno condiviso un post di una pagina con meno di 400 like, che ha pubblicato anche questa immagine

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nel post precedente a quella del professore… Quanti neuroni servono per rendersi conto della affidabilità della pagina? Se entriamo nel merito del post in questione la cosa non fa che peggiorare. A meno che non si è vissuto sotto una pietra è impossibile non riconoscere quella faccia: trattasi di Osho, mistico e maestro spirituale indiano di fama mondiale. Essendo una pagina di una tendenza pseudoscientifica non mi capacito del fatto che non lo abbiano riconosciuto subito. Considerando che dovrebbe essere un professore inglese, di chiare origini italiche, anche senza riconoscere il personaggio nella foto non è forse il caso di accendere altri due neuroni – era la risposta corretta alla domanda precedente – e farsi due domande?

Se avessero speso 0.45 secondi su Google avrebbero scoperto non esserci nessun riferimento a Frank Mokassini online, così come non ci sono per l’Università la Sapiente. Scienza di Confine è una pagina convinta delle cose che condivide, non lo fa per divertimento. Questo è sia apprezzabile che tremendamente spaventoso, ma in questa ottica è estremamente deprimente vedere che, accecati dalle proprie convinzioni, non siano in grado di rendersi conto di che tremenda vaccata abbiano condiviso.

È in linea con i miei preconcetti?———->Pubblicabile.

Verifiche effettuate?

Zero assoluto, non ce n’è bisogno, conferma le nostre idee quindi è tutto vero per forza. VERO PER FORZA.

Spero che questo “incidente” serva a far riflettere quelli che a volte pensano che la verità stia nel mezzo. La verità non ha parti dove stare. La verità sta solo dalla parte della verità. Queste pagine o blog, Tutte queste pagine di “controinformazione” non fanno altro che seguire una propria “personal agenda” che non è quella di rendervi più informati, su questo non c’è alcun dubbio.

Neanche noi abbiamo la verità a portata di mano e non è nostra presunzione poterla rivelare. Noi ci accontentiamo di presentare il più possibile la realtà, cosa che questa gente cerca in tutti i modi di manipolare e nascondervi. Ricordatevi di controllare la Black List se avete dubbi su un sito, può aiutare.

Dopo qualche segnalazione si sono accorti di aver condiviso una cagata e hanno rimosso il post. Per fortuna che ho fatto lo screenshot.

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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