La risposta di Strasburgo

che non ha bocciato l'Italia per il lockdown...

maicolengel butac 3 Nov 2020
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A noi di BUTAC Strasburgo non ha telefonato, ma siccome abbiamo importanti giuristi e testate nazionali che hanno riportato una certa notizia di cui ho parlato la settimana scorsa, ritengo sia importante riferirvi cosa mi ha risposto via email la Segreteria generale del Consiglio d’Europa in merito a questa faccenda.

Prima però facciamo un passo indietro. Il 6 ottobre su ByoBlu viene lanciato un video che racconta di un esposto contro il governo presentato con la collaborazione della Commissione Rodotà. Così lo presentava ByoBlu:

06/10/2020 L’Osservatorio sulla Legalità Costituzionale istituito presso il Comitato Popolare per la difesa dei beni pubblici e comuni Stefano Rodotà, composto da giuristi, avvocati, e professori universitari in discipline giuridiche, ha denunciato al Segretario del Consiglio d’Europa le gravi violazioni dei diritti e delle libertà individuali garantite dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo che a suo avviso sarebbero state perpetrate dallo Stato Italiano in occasione della pandemia da COVID-19, senza alcuna preventiva notifica ai sensi dell’art. 15 CEDU. Per discutere di questo argomento su #Byoblu24 sono intervenuti il professore Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università Federico II di Napoli, e l’avvocato Enrica Senini che si è occupata di redigere l’esposto. “Lo scorso 24 settembre l’esposto è stato ricevuto. Attendiamo una risposta entro fine mese”, ha spiegato l’avvocato. “Il Parlamento è messo in un angolo, superato dai Dpcm. Tutto ciò fa male alla democrazia”, ha dichiarato il docente che ha duramente criticato il modus operandi del governo durante questa emergenza.

Il 16 ottobre su Affari Italiani viene pubblicato un articolo così intitolato:

Violazioni delle libertà col lockdown. Governo italiano bocciato a Strasburgo

Accompagnato da un video (andato in onda anche su ByoBlu con gli stessi toni) dove il giurista Ugo Mattei dice:

Abbiamo ricevuto 48 ore fa una risposta da parte Consiglio d’Europa il quale ha dato una risposta estremamente interessante: ha detto e riconosciuto al fatto che il governo italiano era in difetto a non avere fatto le dichiarazioni che voleva fare e soprattutto ha detto che la conseguenza della mancata dichiarazione di sospensione dei diritti fondamentali previsti ai sensi della convenzione europea dei diritti dell’uomo comporta la piena vigenza della convenzione europea dei diritti dell’uomo anche durante l’emergenza stessa il che significa che il governo non l’ha sospesa non avendo dichiarato di sospenderla e quindi la convenzione oggi è pienamente vigente.

Noi avevamo pubblicato il nostro articolo, e in contemporanea avevamo anche scritto al Consiglio D’Europa, che ci ha risposto ieri pomeriggio. Non vi riporto tutta la mail, che è lunga, ma per chi la volesse è disponibile da visionare nella sua versione integrale. Ve ne riporto, tradotti, i punti più interessanti:

…questo Ufficio non ha detto che l’Italia ha violato la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (la Convenzione) non facendo una deroga ai sensi dell’articolo 15 CEDU.

Quindi il titolone di Affari Italiani, come spiegavamo la settimana scorsa, è una bugia. Ma non solo, perché la mail che mi ha inviato il Consiglio d’Europa afferma anche altre cose:

Pur riconoscendo che l’Italia non si è avvalsa delle sue prerogative ai sensi dell’Articolo 15 della Convenzione nell’ambito del COVID-19 (questa informazione è pubblica e disponibile sulla pagina speciale dell’Ufficio dei Trattati del Consiglio d’Europa), ci teniamo a sottolineare che questo Articolo concede agli Stati contraenti la prerogativa di derogare, in circostanze eccezionali e in modo limitato e controllato, ai loro obblighi di garantire determinati diritti e libertà ai sensi della Convenzione. In altri termini, non impone agli Stati l’obbligo di avvalersi di tale diritto durante un periodo di emergenza.

Ovvero: lo stesso Articolo 15 della convenzione prevede la possibilità di deroghe. Deroghe in cui il caso di una pandemia ricade alla perfezione, anche se non spetta al Consiglio esprimersi in merito bensì alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Corte che per ora non ha risposto alla denuncia della Commissione Rodotà, se lo farà ve ne daremo comunicazione. Quello che però mi premeva sottolineare è che il Consiglio d’Europa, interrogato su quanto ByoBlu, Affari Italiani e Ugo Mattei riportavano, mi ha risposto in toni cordiali dicendomi cose decisamente differenti da quanto riportato da due testate giornalistiche registrate. Non parliamo degli altri siti che hanno ripreso la notizia rilanciandola in giro. Questa è infodemia, questa è diffusione di disinformazione in malafede.

Io non so davvero come si faccia a fare finta di nulla, come sia possibile che un ByoBlu continui a raccogliere fondi a pioggia dai suoi lettori, come nessuno si accorga dell’avvelenamento del pozzo che viene sistematicamente messo in pratica.

Non credo di dover aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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