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Questa volta siamo arrivati tardi, ma credo sia importante dare merito a chi perlomeno invece che cancellare di sana pianta la bufala dalle sue pagine ha scelto la via della smentita, come Repubblica:

Un articolo satirico è stato riportato inizialmente da Repubblica come dichiarazioni di cronaca. Ce ne scusiamo con i lettori. Forse gli eccessi della campagna elettorale possono portare a ritenere credibile quel che non lo è, ma in ogni caso l’errore di attribuzione c’è e ce ne prendiamo la responsabilità.

Una frase così vorremmo vederla più spesso su più testate, ma evidentemente l’aria non è ancora cambiata nei corridoi dove scrivono i veri giornalisti, e non i blogger in pigiama come qualcuno ci ha definito più volte.

Divago, e parto della fine senza avervi raccontato l’inizio. L’amico Lore, che chi legge la sezione commenti sul blog conosce bene, ieri mattina mi aveva segnalato prontamente una bufala che era stata ripresa dalle maggiori testate italiane.

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Purtroppo come molti di voi sanno io di giorno ho un lavoro diverso dal debunker, è la notte che mi metto in pigiama e opero. Ma qual era la notizia bufala? Ce lo racconta Google, che ha ancora in cache anche alcuni link ad articoli ora svaniti.

  • Trump: Statua libertà? Via da New York
    La più citata-Rai News-20 nov 2016
  • Trump contro la Statua della Libertà: «Incita all’immigrazione»
    tio.ch-20 nov 2016
  • Trump contro la Statua della Libertà: «Brutta, vecchia e invita all’immigrazione»
    Corriere della Sera2 giorni fa

Non sono andato a verificare chi oltre al Corriere abbia fatto sparire l’articolo, ho gradito vedere come Repubblica abbia recuperato un grosso passo falso.

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Su RaiNews, alle ore 00:05 del 22 novembre 2016 la notizia è ancora data per buona.

Ma ancor di più ho amato le testate che sin da subito hanno chiaramente detto che si trattava di una bufala, come il Post, che come sempre ha scelto la via della verifica dei fatti.

No, Trump non ha insultato la Statua della Libertà

Molti giornali italiani hanno preso per vero un articolo satirico americano, che immaginava una strampalata conferenza stampa del presidente eletto degli Stati Uniti

E ce lo raccontavano già il 20 novembre, mica ieri, com’è che molte testate ci hanno messo così tanto ad accorgersi della crepa? A me sorge il dubbio che visto il numero di condivisioni e la conseguente viralità del pezzo si sia scelto di attendere l’ultimo momento possibile per correggere il tiro. Ma io sono un debunker, sono malizioso di natura.

Non credo ci sia altro da aggiungere, ma una tirata d’orecchie dell’Ordine dei giornalisti a qualche testata ogni tanto ci starebbe bene.

maicolengel at butac punto it

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