Le Iene sono sempre le stesse…

...la novità è che non abbiamo più parole per commentarle.

Il 6 aprile qui su BUTAC avevamo pubblicato un articolo dal titolo:

La post-verità e il plasma iperimmune

Articolo che hanno letto circa 5mila lettori. Le Iene il 13 aprile hanno trasmesso un servizio tv dal titolo:

Plasma iperimmune, De Donno aveva ragione

Il 13 aprile Le Iene hanno avuto quasi 1.3 milioni di telespettatori.

In un Paese normale il giorno dopo il servizio delle Iene tutti avrebbero fatto presente che quelle riportate erano imprecisioni scientifiche gravi che andavano smentite, e che quel “De Donno aveva ragione” dimostra soltanto che in redazione di scienza nessuno ne capisce un granché. E invece la loro trasmissione va avanti imperterrita, senza rendersi conto che tra un servizio sull’olistico porcone e uno sullo scherzo a pinco pallino questi soggetti diffondono post verità e fuffa a piene mani. Senza che certi divulgatori mainstream, quelli più noti, dicano nulla. Ché lo sappiamo bene che a certi soggetti piace essere amichetti con la TV, mai toccare chi potrebbe invitarci come ospiti e magari pagarci un gettone presenza.

Il servizio delle Iene del 13 aprile era sbagliato fin dall’inizio, quando a sostegno della terapia al plasma iperimmune dicevano:

Oggi la scienza ha radicalmente cambiato opinione sulla terapia al plasma

Una bugia, che serve a portare avanti il servizio e a trasformare il povero De Donno in vittima sacrificale. La scienza non ha cambiato idea sul plasma iperimmune, anche nel 2020 si riteneva che fosse una strada da testare, pertanto all’inizio nessuno ha ostacolato lo studio che era in corso. Il problema è che quello che Le Iene spacciano come nuovo studio che dà ragione a De Donno non dà affatto ragione a De Donno, ma conferma cose che in parte erano già note. Ovvero che il plasma iperimmune ha dimostrato scarsa efficacia e che per averne va comunque somministrato in pazienti non ospedalizzati e con sintomi lievi. L’unica testata che ha affrontato la questione subito dopo il servizio delle Iene è stata Open, purtroppo senza citarci anche se il nostro articolo era di una settimana prima. Nessun altro media mainstream si è occupato della questione per fare chiarezza. Pertanto se si escludono i tremila che hanno letto noi, e i non so quanti che avranno letto Open, ci sono facilmente almeno un milione di persone là fuori che, grazie a una trasmissione targata Mediaset, sono convinte che la cura al plasma iperimmune proposta da alcuni medici italiani nel 2020 fosse efficace.

Se non capite la gravità del problema la colpa è delle stesse Iene, quelle che per anni hanno diffuso fuffa medica di svariato genere per poi darsi l’aria di paladini della verità. Ma vorrei che ci ricordassimo tutti che le Iene sono stati anche i principali promulgatori della terapia Vannoni, del Blue Whale, della dieta mima digiuno, dell’auto magica, delle importazioni dei pomodori, per non dimenticare di quando spacciarono il China Study come uno studio scientifico validato e incontrovertibile… l’elenco potrebbe andare avanti a lungo, ma è inutile procedere.

Sia chiaro, ci sono alcuni servizi in ogni puntata che varrebbe la pena salvare, ma sono sempre di meno, non sufficienti a giustificare quelli fatti male.

Servizi come quello del 13 aprile rientrano appieno nel concetto di post verità, raccontano una bugia, spacciandola per sacrosanta verità a un pubblico che non ha gli strumenti per rendersi conto dei fatti, un pubblico che la mattina dopo si sveglierà ancora più incazzato col governo che, a suo dire, ha censurato una cura che avrebbe potuto salvare migliaia di persone…

Quello che facciamo qui su BUTAC è assolutamente inutile, finché esistono redazioni come quella delle Iene possiamo chiudere e smettere di intestardirci, la verità tanto è quella che dicono loro, dall’alto dei loro 1,3 milioni di spettatori.

Non crediamo di poter aggiungere altro.

la redazione di BUTAC

segnalazioni at butac punto it

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