Le parole nuove: Russophobia

maicolengel butac 20 Gen 2018
article-post

russophobia

Nel mondo della disinformazione c’è un termine che in pochi hanno sentito nominare, Russophobia, fobia della Russia, ma sarebbe il caso di avere bene a mente di cosa si tratta. È con quelle parole che alcune testate stanno spacciando la stessa disinformazione che gira dalle nostre parti, ma al contrario. Come da noi viene mostrata una realtà in cui gli immigrati sono il problema principale mentre la Russia è il paradiso terrestre, queste testate sostengono che noi occidentali siamo in mano agli ultranazionalisti e che i nostri Paesi sono alla sbando, oltre a dipingerci come anti-russi.

Voi lo capite che questo genere di tattiche non sono una bella cosa? Questo tipo di informazione distorta è quella che porta solo a pessimi rapporti tra i Paesi. Voi direte che sto esagerando, ma forse non avete fatto un giro sulla versione russa di RT o di Sputnik news. I titoli a volte ci ricordano cose che abbiamo visto girare in Italia, e che abbiamo dovuto trattare per quello che erano: bufale.

Zrušit euro v hotovosti a umístit pod kůži čip?

Eliminare l’euro in contanti e inserire un chip sottopelle?

O altre un filo complottiste:

Ex-French Economy Minister Macron Could Be ‘US Agent’ Lobbying Banks’ Interests

L’ex ministro dell’economia francese Macron potrebbe essere “Agente Americano” per tutelare gli interessi delle banche

Quelle fatte tanto per gettare un po’ di fango:

Sociální sítě našly selfie Merkelové s předpokládaným sebevražedným atentátníkem

Hanno trovato su un social network un selfie della Merkel con un presunto attentatore suicida

Quelle scritte per allarmare:

Sweden tells municipalities to prepare for war

Le municipalità svedesi hanno detto ai cittadini di prepararsi per la guerra

Quelle inventate di sana pianta:

Олланд заявил, что сожалеет об антироссийских санкциях

Hollande ha detto che si rammarica delle sanzioni anti-russe

Insomma ce n’è per tutti i gusti, ma quelle peggiori sono quelle fatte per indignare:

‘Visa genocide’: Senior diplomat blasts European restrictions on Crimea residents

Il “genocidio dei visti”: un anziano diplomatico denuncia le restrizioni per i residenti in Crimea

A volte sono fake, a volte sono solo manipolazione dei fatti fatta ad hoc per indignare. Proprio queste sono quelle che più mi preoccupano, tanto quanto la disinformazione sul terrorismo islamico e sull’immigrazione. Indignare con la rabbia popoli già allo stremo delle forze per colpa di crisi economiche significa scommettere su quanto faranno in fretta a infiammarsi. Perché c’è questo disperato bisogno di vedere quanto in fretta?

Non ho nulla contro la Russia

Io non ho nessuna fobia nei confronti della Russia, dei suoi cittadini, come non ce l’ho delle sue tradizioni e della sua cultura. Posso non amare la politica del suo attuale presidente in carica, ma questo non mi trasforma in un denigratore del Paese. Non amo nemmeno Trump, eppure apprezzo gli Stati Uniti e quella cultura un po’ pop e un po’ redneck. Ogni paese è un mondo a sé, la rete ci ha permesso di avvicinare i confini della comunicazione bypassando i confini politici. Oggi possiamo davvero permetterci di verificare quasi con mano i fatti, chiedendo a conoscenti reperiti online, verificando in base a geolocalizzazioni e traduttori automatici cose che fino anche solo dieci anni fa erano per “adepti”. Oggi più che mai è importante usare questi strumenti per comunicare che queste tensioni non sono tra i popoli ma tra chi li governa, chi ha da guadagnarci. I russi non sono nemici, come non lo sono gli americani o gli ebrei, ma nemmeno i musulmani e i cinesi.

Manipolare le masse

Usare la disinformazione per manipolare le masse può essere pericolosissimo, e non sono qui a dirvi che sia colpa di questo o quest’altro politico, non so chi muova quest’onda di letame, non è compito mio arrivare a scoprirlo, ma è compito dei giornalisti, quelli che ancora credono nella verifica dei fatti, nella corretta informazione, cercare di arginare il problema, moderare i toni, non alimentare il fuoco con ulteriore informazione fuori controllo.

Preferirei dire che il problema bufale è risolto e chiudere BUTAC, che dovere essere qui a combattere questo genere di informazione quotidianamente.

Ho finito, so bene che nei commenti arriveranno pattuglie di indignati che non avranno minimamente compreso il senso del mio articolo, che cercheranno di fare le pulci ai link che ho pubblicato sostenendo che sono tutte notizie vere. Lasciateli fare, quelli che esagerano verranno bannati, gli off topic silenziati, ma non ingaggiamo anche qui una battaglia sull’odio, ve ne prego.

Per i denigratori che sostengano che quanto riportato è solo frutto della mia immaginazione rimando a un articolo in russo, pubblicato su RBC. Prima di commentare siate buoni, leggetelo.

maicolengel at butac punto it
Se ti è piaciuto l’articolo, puoi sostenerci su PayPal! Può bastare anche il costo della Pravda!

Svariati profili del panorama complottistico internazionale stanno condividendo la notizia delle accuse formali mosse verso David Morens, ex dipendente del Niaid e collaboratore di Anthony Fauci. Vengono fatti circolare estratti di un’interrogazione del 2024, quello che ci avete inviato come segnalazione è questo: [meride embed=”27484″] La notizia è reale: il 28 aprile 2026 il Dipartimento […]

maicolengel butac | 30 apr 2026

Quanti di voi vedendo Donald Trump “dottore” che cura le malattie ci hanno visto un tentativo di paragonarsi a Gesù Cristo? Direi molti, e non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ed è lo stesso Trump a parlare di religione molto più spesso di quanto non facessero la maggioranza dei suoi predecessori, specie […]

maicolengel butac | 29 apr 2026

Nei giorni scorsi il sito La Fionda, che nella sua pagina Chi Siamo si definisce sito di un gruppo di studiosi impegnati “nella lotta contro il femminismo”, ci ha dedicato ben due articoli firmati da Vincenzo Moggia. Il loro scopo è smontare i pezzi sull’educazione sessuale e sugli standard OMS che abbiamo pubblicato nelle scorse […]

Redazione Butac | 28 apr 2026

A distanza di qualche giorno dalle ultime elezioni ungheresi e del loro clamoroso risultato, pubblichiamo l’ultimo capitolo della serie di articoli dedicati alla Rivoluzione Ungherese, il cui settantesimo anniversario cadrà proprio quest’anno. In Ungheria, come si può facilmente intuire, la ricorrenza rappresenta un importante momento di partecipazione popolare e chissà che quest’anno non lo sarà […]

RC | 24 apr 2026