Scandalo, vergogna, il PD fa campagna pubblicitaria all’estero inviando agli iscritti all’AIRE pubblicità elettorale insieme alle schede.

Lo scandalo

Sono già due i post che parlano di questo nuovo “scandalo” italiano. E la gente fa come gli viene detto, fa girare e condivide! Ma forse sarebbe il caso leggere le cose con attenzione. Vediamo cosa ci racconta SavonaNews:

Titolo:

Savonese che vota all’estero: “Insieme al plico consolare i santini di due candidati”

Le prime righe dell’articolo:

Un giovane di Savona che si trova per lavoro a Edimburgo, iscritto all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, come tanti altri in questi giorni ha ricevuto il plico dal consolato. Ma insieme al plico elettorale e alle schede, ha ricevuto anche “due bei volantini”

Foto di poco interesse e poi articolo vero e proprio che spiega:

Il savonese, nella sua abitazione nella capitale scozzese, si è visto arrivare due stampati di promozione elettorale, di due candidati del Partito Democratico; i messaggi di propaganda non erano nel plico consolare, ma gli sono stati consegnati contestualmente. “In un’altra busta, che mi è stata recapitata insieme al plico, senza francobollo. Anche se non è illegale, di certo è stato un atto immorale”, commenta il giovane residente in Scozia.

Altra busta

Calma e gesso, quindi i “santini” elettorali sono arrivati in altra busta, senza francobollo come è normale che sia se sono stati consegnati con corriere. Sì, perché il sistema di consegna delle schede elettorali avviene o tramite corriere o per raccomandata. Nel caso della raccomandata ci dovrebbe essere un bollo/timbro oltre alla ricevuta da firmare, nel caso del corriere è facile che non ci sia nulla, io ricevo posta via corriere privato ogni giorno al lavoro, ne arriva da banche e altre attività, insieme. Ma non è che se mi vengono consegnati insieme l’estratto conto e il mio certificato d’assicurazione significa che siano stati spediti dalla stessa persona. La mia assicurazione usa lo stesso corriere della mia banca. Ci sta che i candidati abbiano spedito le loro pubblicità elettorali usando lo stesso sistema del consolato.

Stesso fatto, diversa fonte

Ma non c’è solo SavonaNews a raccontarci i fatti, ci sono altri che lamentano lo stesso episodio, uno è Francesco che sul suo profilo scrive:

È normale che insieme alla lettera mandata dal consolato arrivi anche questa spazzatura? Alla faccia delle regole!

Post aggiornato successivamente aggiungendo:

( preciso.. non erano nella stessa busta… ora rendo pubblico sto post così da togliere ogni dubbio!! )

Dal tono è facile intuire che Francesco non voti PD, ma è curioso vedere che Laura Garavini risiede a Berlino, mentre Francesco è a Londra. Quindi non credo sia potuta andare a Londra a prendere accordi con il corriere perché consegnasse direttamente nelle mani degli elettori plichi e pubblicità. Vorremmo forse dare a intendere complicità tra consolato e partito di governo? Suvvia, esistono spiegazioni molto più semplici.

Non arrovelliamoci

Purtroppo dei tanti amici sparsi per il mondo in questo momento non ho nessun italiano in UK da contattare, ma ho sentito amici in Germania e in Olanda, tutti hanno ricevuto il plico senza alcuna pubblicità all’interno, ma nemmeno consegnata insieme.

La cosa mi fa sospettare la casualità degli eventi, o la poca accuratezza nei racconti. Per esser più chiari: o è successo per caso, o siamo di fronte a un falso, creato ad hoc. Purtroppo non è possibile per me sbufalare sino in fondo, dicendovi come siano andate le cose. Questo lo sanno solo il ragazzo savonese e Francesco, e gli altri che arriveranno, perché state tranquilli: se siamo nella fase in cui è normale che si diffonda questo genere di disinformazione, post simili li vedrete arrivare da vari angoli del pianeta.

Le testimonianze dei coinvolti

Uno dei candidati coinvolti ha pubblicato un post su Facebook per chiarire la sua posizione:

L’altra candidata PD presente nella foto incriminata, Laura Garavini, ci ha scritto quanto segue:

“Come è noto, le buste del consolato arrivano sigillate, quindi è impossibile che questa persona abbia trovato all’interno il mio materiale. Tutti i partiti, non solo il PD ma anche i 5stelle, inviano il materiale elettorale negli stessi giorni in cui arrivano i plichi. Si chiama TRASPARENZA, io ti invio il mio programma. E tu, se lo apprezzi, puoi votarmi. E’ ovvio che te lo invierò nei giorni in cui ti arrivano le schede, altrimenti sarebbe inutile.”

Qualcuno ha fatto il birbante

Non pensate però che sia tutto qui, perché nei giorni scorsi a Londra è successo anche altro. Alcuni candidati del centrodestra (Codoro, Billi e Fantetti) hanno pensato bene invece di spacciarsi per l’AIRE e contattare via email degli elettori italiani residenti in UK. L’ambasciata italiana a Londra ha anche diramato pochi giorni fa un comunicato nel quale fornisce informazioni utili anche al nostro “caso”:

Con riferimento ad alcune segnalazioni pervenute al Consolato Generale d’Italia a Londra in relazione a comunicazioni di posta elettronica a contenuto propagandistico apparentemente provenienti da un indirizzo denominato “A.I.R.E.”, il Consolato Generale d’Italia a Londra ricorda a tutti gli elettori presenti nella circoscrizione di riferimento che IN NESSUN CASO il Consolato invia agli elettori materiale di propaganda elettorale.

La normativa

Possono quindi i candidati all’estero avere accesso ai dati dei loro potenziali elettori? Non siamo riusciti a reperire molto, ma da un commento su Facebook siamo risaliti a una pagina del Garante della Privacy che affronta questo esatto argomento:

In materia elettorale, una segnalante ha ipotizzato la violazione del Codice da parte di un candidato al Senato italiano, il quale aveva utilizzato i dati tratti dall’anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero – Aire (d.P.R. 2 aprile 2003, n. 104) – per sostenere una candidatura in relazione alle consultazioni elettorali del Canton Ticino. In proposito, è stato interpellato il Dipartimento per gli affari interni e territoriali-Direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell’interno, secondo il quale a rappresentanti dei partiti o forze politiche che ne facciano espressa e motivata richiesta viene fornito, per le sole finalità inerenti all’esercizio dell’elettorato attivo e passivo, l’elenco degli elettori residenti all’estero compilato ai sensi dell’art. 5 della l. del 27 dicembre 2001, n. 459 e dell’art. 5 del d.P.R. 2 aprile 2003, n. 104. Alla luce di tali considerazioni, non sono stati ravvisati i presupposti per adottare specifici provvedimenti da parte dell’Autorità.

Concludendo

È normale che i “santini elettorali” arrivino a ridosso del voto, tramite poste private o corrieri. La necessità che la gente sappia per chi votare in concomitanza dell’evento è basilare per i candidati. Tutti i partiti rappresentati spediscono nello stesso identico periodo, è casuale che due buste arrivino insieme ma non è affatto raro. Si usano corrieri privati per avere la certezza della consegna nei tempi stabiliti.

Perché siamo ancora qui a parlarne?

Spesso quelli che cascano in questa disinformazione sono gli stessi che cadono nelle truffe più becere. Dai prodotti sottocosto venduti via social network ai sistemi per fare soldi in poche settimane. Voi direte: ma è pieno di analfabeti digitali, lasciamoli nel loro brodo. No, perché poi sono gli stessi che magari non arrivano a fine mese (e ci credo, a furia di cascare in truffe) non pagano le multe (governo ladro) e l’affitto (padrone ladro) non vaccinano (Big Pharma) e si indebitano per acquistare il depuratore dell’acqua da mille mila euro.

E alla fine chi paga per i loro danni è la collettività.

maicolengel at butac punto it

con la sempre pronta collaborazione di Neil Perri

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