Furto al Louvre: gioielli, passaporti e caos informativo

L'ombra del Cremlino sul furto del secolo: la rapina al Louvre è diventata una mossa nel gioco geopolitico su X, a colpi di bufale e complotti

Beatrice 24 Ott 2025
article-post

Un passaporto russo, una rapina da film, i soliti profili fake che generano scompiglio e disinformazione su internet. Il furto avvenuto al Louvre lo scorso 19 ottobre non smette di far parlare di sé, ma l’attenzione di tutti non è più su i gioielli napoleonici trafugati.

A far discutere migliaia di utenti su X è infatti un dettaglio costruito ad arte in una contorta ma efficace operazione di manipolazione mediatica. Pochissime ore dopo la rapina al museo è iniziata a circolare una voce secondo la quale, a detta di molti utenti di social media e siti web, un passaporto russo sarebbe stato ritrovato sul posto dalla polizia francese.

Ora: razionalmente risulta davvero improbabile che professionisti così abili da riuscire a svaligiare uno dei luoghi più controllati del mondo dell’arte in soli sette minuti perdano poi così sbadatamente un documento sulla scena del crimine. Tuttavia, la bufala è rimbalzata da una parte all’altra dei social senza troppa difficoltà. E il motivo è più contorto di quanto potrebbe sembrare.

Infatti, come analizzato da NewsGuard, a far circolare la notizia disinformativa sono stati in realtà profili filo-russi che attraverso meme e comunicazione d’impatto hanno accusato Parigi di aver deliberatamente inserito il passaporto sulla scena del furto con l’obiettivo di incastrare il Cremlino.

In realtà non c’è alcuna prova della storia del passaporto russo. Un comunicato stampa del 19 ottobre del Ministero della Cultura francese, pubblicato sull’account X del Louvre, ha dichiarato che i ladri hanno lasciato “dietro di sé la loro attrezzatura e uno degli oggetti rubati, ovvero la corona dell’Imperatrice Eugenia”. Nessuna dichiarazione ufficiale ha fatto riferimento a un passaporto trovato sulla scena, o a sospetti di coinvolgimento da parte di cittadini russi.

Alcune fonti hanno persino pubblicato un’immagine della scena del crimine che mostrava per terra un passaporto con scritte in cirillico, ma è stato verificato che l’immagine era una versione fotoshoppata di una foto scattata dall’Agence France-Presse, che nell’originale non mostrava alcun documento.

Va detto che molti articoli nei giorni successivi all’evento hanno analizzato come l’azione dei ladri abbia rappresentato un’ insopportabile umiliazione per il Paese, soprattutto per il suo presidente Emmanuel Macron. Tra questi non sono mancati commenti di analisti che hanno suggerito come il furto, data la sua rapidità e precisione, fosse un possibile “tassello di un più ampio sistema di traffici internazionali, dove i confini tra ricettazione, finanza e geopolitica si intersecano”.

Una notizia di cronaca si è così rapidamente trasformata in una forma di disinformazione geopolitica. In un periodo di forte tensione internazionale, il furto ha messo in luce non solo le vulnerabilità di un’istituzione simbolo della Francia, ma anche la facilità con cui gli eventi possono essere dirottati per manipolare e alimentare il dibattito sull’instabilità francese. Il vero bottino, in questo caso, sembra essere stato il caos informativo.

Beatrice D’Ascenzi

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti e il gruppo di discussione, segnalazione e quattro chiacchiere con la nostra community.

Ci avete segnalato l’ennesimo video che dovrebbe dimostrare che la Stazione Spaziale Internazionale non esiste e che non siamo mai andati nello spazio. Il video – che risale a ben tredici anni fa – mostra una parte del tour della ISS fatto da André Kuipers, astronauta ESA olandese, dove a un certo punto sembra che […]

maicolengel butac | 30 apr 2026

Ci è stato segnalato un dei millemila post sponsorizzati su Facebook per chi sta cercando lavoro, un post che recita: Leggendo il post sponsorizzato ci viene spiegato che: LAVORO BEN RETRIBUITO, NESSUNA ESPERIENZA RICHIESTARispondi a una domanda e aggiungi il membro dello staff su WhatsApp. Hai bisogno di un lavoro part-time che puoi svolgere da […]

maicolengel butac | 23 apr 2026

No, non è BUTAC a cercare collaboratori – specie visto quanto sarebbe la paga oraria che viene proposta dall’annuncio che ci avete segnalato, questo: Salve, sono Nakisa, project manager di Hand made. Cerchiamo 15 collaboratori 55EUR/h. Contatto via Whatsapp: https:/wa.me/393508573007 Curioso che se apro WhatsApp e cerco l’account associato a quel numero, invece di Nakisa, […]

maicolengel butac | 07 apr 2026

Ormai siamo abituati ai deepfake di varo genere, e BUTAC ci ha abituato a non sorprenderci, ma ammetto che quella di oggi è una “prima volta”. La segnalazione che abbiamo ricevuto su WhatsApp è questa: Buonasera, vengono condivisi su Facebook dei video di un noto cardinale che parla di ricette miracolose per la vista, ma […]

maicolengel butac | 26 mar 2026