Nel 2014 pubblicammo un articolo che parlava di Lyoness, in tanti mi chiedevate notizie su questo sistema “cashback” per risparmiare denaro.

Nel primo anno e mezzo dalla pubblicazione il nostro articolo aveva ricevuto qualche commento negativo dagli iscritti al sistema e qualche mail come questa:

Non ho mai trovato un blog in cui si parli bene di quel per cui si parla.

In merito a Lyoness mi farebbe piacere che chi si espone con giudizi negativi facesse 3 piccole considerazioni dopo di che può essere in grado di giudicare.
1)Quanti network durano più di 10 anni e sono in continua espansione
2)Leggetevi il libro SOCIAL NETWORK OFF LINE edito da Egea casa editrice della Bocconi di Milano è scritto dalla professoressa Carolina Guerini docente della stessa Bocconi
3)Leggetevi i contratti Lyoness e i pareri di studio Sutti di Milano per la parte giuridica e studio Consult per la parte fiscale
4)Chiedetevi come i grossi brand in Lyoness che non sbagliano una mossa di marketing hanno voluto far parte del circuito
5)Chi in Lyoness si da da fare vince e festeggia chi aspetta la manna dal cielo perde e spiega cosa non funziona in realtà non fa altro che confermare il suo fallimento
Per qualsiasi persona invece che vuol seriamente essere informata in Lyoness sono a sua completa disposizione
Gli appartenenti al mio team son tutti vincenti

O ancora:

Beh meno male che il recensore di Lyoness avverte che “non si pronuncia” neanche lui… ma in realtà è una insinuazione bella e buona. Conoscete una qualunque grossa azienda che non abbia nessun contenzioso legale in corso? Ovviamente questo non assolve tutti, ma così chiunque può essere preso per un filibustiere… non serve a far chiarezza.
Lyoness è un’azienda cerificata TUV (informatevi su questo gutesiegel, ne vake la pena!) e da uno stuolo di altri enti certificatori di ciascun paese. Anche in Italia, dove è appena partita una sventola di mezzo milione di multa dell’Antitrust a tre società di network marketing nostrane, che non erano formalmente fuorilegge, ma semplicemente non avevano dato a intendere troppo bene i loro piani di provvigione Non faccio nomi, ma Lyoness non c’è. Lyconet – e altri marchi collegati – stanno nascendo non per questioni di trasparenza, ma di massa critica (dividere le competenze). E’ giusto osservare con attenzione una società in crescita esplosiva (come diavolo fa?). E’ vero che talvolta ci sono retroscena poco edificanti (ma è questo il caso?). E’ meglio di tutto informarsi BENE: io sono in Lyoness da quasi due anni e sono un agente per le piccole-medie imprese. Avete dei dubbi? Ottimo: chiedete a me! Vi spiego un sacco di cose interessantissime, e se qualcosa non vi convince andiamo a chiederlo insieme in sede. Intanto vi iscrivo volentieri, imparerete un lavoro veramente dignitoso… il che di questi tempi non è poco…

Ci veniva suggerito di leggere un libro che citava Lyoness come esempio di buon sistema. Ci venivano mostrati video di un candidato di un partito politico che spiegava la bontà del cashback. Insomma volevano convincerci a rivedere il nostro articolo. Poi incominciarono ad arrivare minacce legali più dirette, fino a riceverle da uno studio legale per raccomandata. Al punto che nel 2016 avevamo deciso di rimuovere buona parte di quanto scritto, limitandoci a lasciare le coordinate per le tante pagine wiki che raccontavano le vicende giudiziarie legate a quella specifica azienda.

Una lettrice di BUTAC mi ha mandato nei giorni scorsi un link che ho letto con molto interesse. Credo possa essere interessante anche per voi che seguite BUTAC da tempo. Si tratta delle decisioni prese dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato in merito a una denuncia presentata dal Codacons (si proprio loro) nei confronti di Lyoness. Ve ne riporto solo la conclusione, ovvero la delibera sentenziata da AgCom:

DELIBERA
a) che la pratica commerciale descritta al punto II del presente provvedimento, posta in essere dalle società Lyoness Italia S.r.l., nella qualità di professionista ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo, costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai sensi degli articoli 20, 21 comma 1, lettere b) e c), e 22, nonché dell’articolo 23, comma 1, lettera p), del Codice del Consumo e ne vieta la diffusione o continuazione;
b) che le condotte descritte al punto II del presente provvedimento, poste in essere dalle società Lyoness Italia S.r.l. e relative alle carenze in ordine alle informazioni normativamente previste costituiscono, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, violazione degli artt. 49, lettere a), g), h) e v), e 66 bis del Codice del consumo e ne vieta la diffusione o continuazione;
c) di irrogare alla società Lyoness Italia S.r.l., per la pratica sub a) del presente dispositivo, una sanzione amministrativa pecuniaria di 3.000.000 € (tre milioni di euro);
d) di irrogare alla società Lyoness Italia S.r.l., per le condotte sub b) del presente dispositivo, una sanzione amministrativa pecuniaria di 200.000 € (duecentomila euro);
e) che il professionista comunichi all’Autorità, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica del presente provvedimento, le iniziative assunte in ottemperanza alla diffida di cui ai punti a) e b).

Le sanzioni amministrative irrogate devono essere pagate entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento, utilizzando i codici tributo indicati nell’allegato modello F24 con elementi identificativi, di cui al Decreto Legislativo n. 241/1997.

Avranno pagato entro i 30 giorni dalla notifica? Chissà, il documento porta la data del 19 dicembre 2018, vorrei sperare l’abbiano fatto. Anche perché sulle bacheche dei signori che mi scrivevano all’epoca di questa delibera di AgCom non c’è traccia, in compenso vedo che stanno proponendo sistemi pressoché identici con altri marchi.  Il nome delle nuove piattaforme non lo posso fare, come non posso dirvi chi sono gli autori delle mail (che conservo con cura, insieme ad altre). BUTAC non è un sito con fondi, le spese legali che comportano le querele tocca pagarle di tasca nostra, e ancora abbiamo alcune cause aperte che non sappiamo quando si concluderanno (finora quelle che si sono concluse sono sempre finte archiviate perché il fatto non sussisteva, ma i costi per pratiche legali tocca comunque pagarli a noi). Come spiegavo già nel 2014  se c’è un guadagno c’è sempre qualcuno che ci perde, quando l’offerta è troppo bella per essere vera il rischio molto alto è che quel qualcuno che ci perde sarete voi. Stateci attenti.

Non credo di dover aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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