“Uno studio” rivela la causa dei malori tra i giovani?

Analisi di un articolo che non mette i riferimenti agli studi che cita

maicolengel butac 25 Lug 2022
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Tra le segnalazioni del weekend una riguardava un articolo pubblicato su un sito che solitamente leggo sempre con interesse, Sanità Informazione. L’articolo, pubblicato il 21 luglio 2022 a firma Federica Bosco, titola:

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Come sapete su BUTAC scrive il dottor Pietro Arina per le questioni mediche, quando sono io dietro la tastiera più che medicina facciamo puro fact-checking, o, come in questo caso, un’analisi sistematica dell’articolo che ci è stato segnalato.

L’articolo viene da dichiarazioni fatte dal professor Alessandro Capucci, classe 1948, professore ordinario di Malattie dell’apparato cardiovascolare a Bologna e già direttore della clinica di Cardiologia dell’Ospedale Torrette di Ancona.

Nella prima parte dell’articolo viene raccontato (senza alcuna fonte a dimostrazione di quanto si sta riportando) di un aumento di malori nella fascia d’età tra i 12 e i 40 anni, aumento che viene giustificato da una parte con patologie congenite (senza chiarire se risultino in crescita, cosa che mi sembrerebbe molto strana e che, se fosse, andrebbe seriamente indagata) e dall’altra viene citato uno studio israeliano che avrebbe messo in evidenza questo aumento. L’unico studio israeliano in quel senso è quello che qui su BUTAC abbiamo già trattato in più occasioni, e che riporta bene in evidenza che:

Readers are alerted that the conclusions of this article are subject to criticisms that are being considered by the Editors. A further editorial response will follow once all parties have been given an opportunity to respond in full.

Come già detto in altri articoli, infatti, lo stesso Ministero della salute israeliano (che ha commissionato lo studio) ci ha tenuto a specificare che chi lo sta usando per sostenere un aumento di malori causato dai vaccini non ha approfondito la materia a sufficienza.

Ma aspettate, perché se prima si cita uno studio israeliano, subito dopo – sempre senza alcun link:

Per lo studio brasiliano sarebbe un eccesso di catecolamine circolanti a determinare il danno cardiaco

Ma quindi stiamo facendo riferimento allo studio israeliano, già smontato dai suoi stessi committenti, o a uno studio brasiliano non citato prima? Che confusione. Quello brasiliano ritengo – visto che non ci sono riferimenti precisi non posso fare altro – possa essere quello presentato come unico firmatario da Flávio Cadegiani, endocrinologo con PhD presso l’università di San Paolo, appunto in Brasile. Studio che dal 5 febbraio 2022 risulta essere in preprint, e che per ora pare non essere stato pubblicato da nessuna testata scientifica rilevante.

Titolo dello studio:

Catecholamines are the key trigger of mRNA SARS-CoV-2 and mRNA COVID-19 vaccine-induced myocarditis and sudden deaths: a compelling hypothesis supported by epidemiological, anatomopathological, molecular and physiological findings.

Non ho trovato altri studi che dicano le stesse cose e che abbiano come fonte medici brasiliani. Nelle conclusioni, come nel titolo, si continua a parlare di ipotesi, segno che nemmeno Cadegiani ha raggiunto una sufficiente certezza.

Sia chiaro, come detto in apertura non sono un medico e non sta a me giudicare la validità di queste affermazioni, ma credo che un singolo studio in preprint, con un solo firmatario che avanza quella che lui stesso definisce un’ipotesi, non sia sufficiente a giustificare un articolo su una testata italiana dedicata alla sanità. A meno che, ovviamente, non si voglia causare ulteriore confusione nel consumatore finale. Come ripetiamo da sempre – ben prima dell’inizio della pandemia – esistono enti delegati a occuparsi della sanità pubblica, quello italiano è l’Istituto Superiore di Sanità, quindi perché prima di pubblicare articoli che parlano di salute pubblica testate come Sanità Informazione non mandano copia dell’articolo per un commento ai medici dell’ISS? Sarebbe un sistema responsabile di fare informazione.

Dopo due anni di pandemia dovremmo aver capito che ogni notizia che viene pubblicata senza quel tipo di controllo rischia di essere malinterpretata, e di generare confusione, mettendo a rischio la salute di qualcuno.

Non posso aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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