Marcatori chimici e nanoparticelle sui manifestanti

maicolengel butac 16 Apr 2019
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Quanto mi diverto a leggere certi blog davvero non avete idea. Oggi trattiamo una di quelle notizie che ci sono state segnalate più volte ma che non comprendo come possa essere presa sul serio. La fonte è InvictaPalestina che a sua volta copia, traduce e incolla da un blog francese completamente anonimo che si chiama Strategika51, entrambi da inserire in Black list direi.

Titolo della notizia:

Francia: il governo usa per la prima volta marcatori chimici e nanoparticelle sui manifestanti

La parola nanoparticelle piace moltissimo ai complottisti, specie se sono anche no vax. Non vi sto a riportare ogni affermazione fatta nel lungo articolo tradotto da InvictaPalestina, non ha senso. La questione si racconta davvero in poche righe.

In Francia si è scelto, a quanto riportano le cronache più affidabili, di utilizzare un marcatore sulla folla. Nulla di così strano, i marcatori si usano da tempo, senza che nessuno se ne sia mai lamentato. Non si tratta di qualcosa di magico o misterioso, ma solo di un composto che spruzzato insieme all’acqua (utilizzata dai cannoni per respingere la folla) o diffuso in altra maniera (anche con piccole bombolette spray in mano agli agenti mischiati ai manifestanti) permette di identificare facilmente chi era presente a un evento.

Si tratta dell’equivalente dell’inchiostro invisibile che viene spruzzato sulle banconote quando si vuole tracciarle senza che chi ne è in possesso se ne accorga. Un composto chimico, che ha una certa resistenza al lavaggio e permette, anche a distanza di tempo, di riconoscere chi è stato marchiato con esso, in maniera da identificare i luoghi di aggregazione dove è stato. Pare che sui capelli possa persistere fino a sei mesi, sui vestiti dicono per sempre mentre sul corpo qualche giorno (e qualche doccia).

Nel mio settore (gioielleria) esistono da anni sistemi d’allarme che una volta scattati provvedono a spargere nel negozio questo tipo di marcatori, così una volta che il ladro se ne è andato con la refurtiva è possibile identificarlo tra un gruppo di sospettati.

Voglio tranquillizzare gli amici complottari preoccupati dalla notizia. La legge prevede che il marcatore non basti a giudicare la colpevolezza di un soggetto, servono anche prove concrete a suffragio dell’ipotesi. Quindi anche se trovati ricoperti da un marcatore, per potervi condannare per qualcosa devono avere altre prove. Ma ovviamente il poter selezionare in una folla chi era presente in un punto piuttosto che in un altro è importante.

L’uso dei termini “nanoparticelle” & “DNA” stuzzica la fantasia, ma se vi dicessi che sono l’equivalente di questo?


Secondo me sareste meno in ansia…
Non credo sia necessario aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
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