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Innanzitutto vorrei che aveste tutti ben presente che TUTTI i comunicati stampa che vengono pubblicati e che hanno come mittente AIDAA, Associazione Italiana Difesa Ambiente e Animali, con presidente Lorenzo Croce, vanno cestinati senza nemmeno degnarli di una lettura. È da un po’ che evito di parlare del signor Croce, un po’ perché mi è venuto a noia, un po’ perché so che gli dispiace quando nessuno lo degna d’attenzione.

Oggi per la gioia di grandi e piccini trattiamo due notizie che sono state diffuse dal nostro eroico animalista.

La multa per le ciotole d’acqua:

Questa potrebbe anche esser “vera” per quanto vere sono le storielle che l’animalista Lorenzo cerca di far circolare con continuità sui quotidiani e settimanali italiani.

Dopo le ordinanze per pulire la pipì dei cani il sindaco di Torri del Benaco ha ordinato ai suoi vigili di multare un commerciante di Torri del Benaco con una sanzione che può variare da 50 fino a 500 euro per aver messo fuori dal negozio un tappetino con appoggiate le ciotole per fare bere i cani. Il commerciante è stato multato in quanto avrebbe “occupato in maniera abusiva il suolo pubblico senza pagare la tassa di occupazione per aver appoggiato le ciotole dell’acqua per i cani”.

La questione è ora finita nelle mani dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che attraverso il suo presidente nazionale Lorenzo Croce annuncia azioni legali nei confronti del sindaco del paese della sponda veronese di Torri del Benaco. «E’ assolutamente ridicolo quanto accaduto»,  dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA. Il sindaco di Torri del Benaco – conclude Croce – va contro tutte le campagne di sensibilizzazione di questi anni a favore dei diritti degli animali».

Questo è quanto ci riporta Leggo, testata che potrebbe esser messa sul podio insieme al Daily Mail come incapacità totale nella verifica di quello che riporta nei propri articoli.

Perché vi dico che la notizia potrebbe anche essere vera? Ma perché quello che Leggo ci mostra nella foto che accompagna l’articolo è decisamente diverso da una ciotolina per far bere i cani (ciotola che anche io ho di fronte alla mia bottega, senza che a nessuno venga in mente di farmi la multa).

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C’è una pedana rialzata, ricoperta di verde, e forse (ma dalla foto così ristretta non si capisce) anche un paravento, magari per proteggere dal sole. Sia chiaro, il gesto di lasciare una ciotola per i pelosetti fuori da negozio in estate è sicuramente bello, ma bisognerebbe avere ben presente i regolamenti comunali. In tutte le città italiane esiste la tassa di occupazione di suolo pubblico, da anni, non è una novità. La struttura verde con le due ciotole per quanto possa esser piccola direi sia di un metro per un metro, non un piccolo vasetto. Se io commerciante devo pagare l’occupazione per una pianta che abbellisce il mio portico non vedo perché non debba pagare lo stesso chi occupa un quadrato di suolo pubblico così grande. Visto e considerato che il nostro commerciante di spazio ne occupa tanto su strada, e sono sicuro che per quello che si vede nella foto qui sotto paga la sua regolare tassa:

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Se le ciotole fossero rimaste all’interno dell’area già occupata dal negoziante nessuno avrebbe fatto alcuna multa, evidentemente la struttura per i cani era al di fuori dell’area per cui già viene pagata la tassa. Tutto quanto si può vedere nella foto qui sopra è occupazione di suolo pubblico, tutte le cassette sotto ai tendoni, sia su una facciata che sull’altra della palazzina sottostanno ai regolamenti comunali.

La cosa che mi fa però sorridere è che il verbale che ci viene mostrato da Leggo (e che evidentemente Lollo sta facendo girare) risale al 2014. Ma come, una multa del 2014 e ne parliamo oggi? Voglio sperare che la sanzione in questi due anni sia stata pagata, e che testate come Leggo smettano di dare spazio ad un fuffaro di cotanto livello.

Sì, perché pur essendo un bel gesto il dare da bere ai pelosetti, il cercare indignazione per la multa è da idioti. Lo capite che se si decide di chiudere un occhio per la struttura di questo commerciante poi chiunque potrebbe dire, perché lui si e io no? E tutti si sentirebbero in diritto di occupare portici e marciapiedi con piante, seggiole, insegne, mercanzie… insomma, le leggi sono fatte per esser rispettate da tutti.

Le orge con animali nel biellese

Ecco qua invece veniamo al pezzo forte della stagione, un evergreen per Lollo che da anni denuncia queste orge in giro per il paese. Sia chiaro, io non metto in dubbio che possano esserci soggetti malati che ritengono il sesso con animali una perversione accettabile, ma per poter provare questo genere di fatti occorrono prove, prove che Lollo non porta mai. Come non le porta nell’80% dei casi che sostiene di denunciare.

LA BIELLA E SANA PROVINCIA ITALIANA – PENSAVATE CHE BIELLA FOSSE UN POSTO NOIOSO? ECCO LA NOTIZIA CHE ASPETTAVATE: “ORGE CON CANI E CAVALLI NEL BIELLESE”. INCONTRI ORGANIZZATI ATTRAVERSO CONTATTI PRESI SU UN FORUM E ALCUNE CHAT EROTICHE

Questo il titolo pubblicato dai soliti acchiappaclick di Dagospia, che non vedono l’ora di ricevere comunicati da Lollo, perché sulla sua fuffa ci si fanno incassi pubblicitari, tanto fare verifiche è un optional.

Dagospia non fa altro che riprendere pari pari un articolo di Vice, eliminando però con attenzione il finale, dove Vice linkava noi di Butac spiegando che di Croce sarebbe meglio non fidarsi. Chissà come mai, dite che non gli sto simpatico? Ma andiamo oltre, l’articolo di Vice non fa altro che raccontarci i fatti riportati da Lollo:

Questa mattina è arrivata all’associazione la comunicazione della procura della repubblica  che informa di aver aperto un fascicolo di indagini con la quale annuncia di aver demandato al locale comando del corpo forestale dello stato le indagini e contemporaneamente chiede di fornire la documentazione in possesso del sodalizio entro la fine del mese.

La denuncia era scattata dopo i controlli effettuati e le segnalazioni che parlavano di rapporti sessuali con animali organizzati in diverse località del Piemonte.

Notate qual è il problema? Si citano documenti ma non li si mostra mai, si racconta d’indagini, ma senza mai riportare nomi e cognomi o indirizzi dei siti interessati dalle stesse, tutto come da copione AIDAA: s’imbastisce una notizia in maniera che possa girare molto, che possa venire presa per buona dalle testate che non fanno controlli, e la si lancia alla folla urlante. Così si raggiunge lo scopo principale di AIDAA, far girare il nome dell’associazione e renderla credibile ai più. Perché tanto lo scopo occulto è solo quello, non far del bene ai pelosetti, ma dare un’aura di credibilità ad un associazione (che tale non è) che raccoglie donazioni per gli animaletti anche se non è ben chiaro che fine facciano, il dubbio è che servano al suo “presidente” per campare.

Se volete fare del bene agli animali donate pure, ma fatelo ad enti riconosciuti o direttamente alle associazioni di volontariato (ma quelle vere, con statuto e bilancio) della vostra zona, non fidatevi della rete per questo genere di cose. MAI!

Non credo sia necessario aggiungere altro.

Per chi fosse curioso su chi siano AIDAA e Lorenzo Croce potete trovare ulteriori informazioni qui.

maicolengel at butac punto it

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