Non so se viene siete accorti, ma è in corso un acceso dibattito sull’omeopatia. Tutto comincia lunedì quando il portale dottoremaeveroche.it pubblica la scheda sull’omeopatia dal titolo “L’omeopatia ha effetti scientificamente dimostrati?”. Era attesa da settimane, divulgatori importanti del calibro di Roberto Burioni la chiedevano insistentemente da tempo. Come era da tempo che FNOMCeO non prendeva una posizione così definita sull’omeopatia. Una scheda scritta con la collaborazione di Luca de Fiore e Roberta Villa dal dottor Salvo di Grazia, noto al pubblico come Medbunker, da anni demistificatore di pesudomedicina ma in primis medico facente parte del SSN italiano e abilitato alla professione, che svolge come ginecologo in un ospedale pubblico.

La scheda è decisamente semplice, come tutte quelle su dottoremaeveroche: sono rivolte  prima di tutto ai pazienti, devono esser comprensibili da tutti, e Salvo in questo è bravissimo. Come sa riassumere e semplificare lui pochi lo sanno fare.

I due punti salienti di tutta la scheda sono questi:

L’omeopatia funziona?

Sebbene vi siano pubblicazioni di vari studi, allo stato attuale non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche (quella dei simili, la succussione o l’utilità delle diluizioni per potenziare i rimedi) secondo i canoni classici della ricerca scientifica.

L’omeopatia è sicura?

 Essendo una terapia basata su sostanze in quantità infinitesimali o inesistenti non vi sono rischi di effetti collaterali o pericolosi, ma sono comunque riportati eventi avversi gravi dovuti a errori di fabbricazione o contaminazione. Curare con la sola omeopatia malattie serie può inoltre esporre a problemi ulteriori, anche gravi, perché può ritardare il ricorso a medicine efficaci e curative.

Concetti semplici, che spiegano le cose come stanno. Purtroppo però ignoranza, disattenzione e pigrizia la fanno da padroni sui social, per cui da quando la scheda è stata pubblicata ne abbiamo viste di ogni genere. La prima polemica scoppiata è che siccome la scheda è firmata Salvo di Grazia non si tratti del parere di FNOMCeO. E questa è la sciocchezza più grossa, il sito su cui la scheda è pubblicata è un’emanazione della Federazione, ogni singola cosa che viene pubblicata lì sopra è frutto di discussioni di un gruppo di lavoro di FNOMCeO, e nulla viene pubblicato senza l’autorizzazione e il benestare della Federazione. Le parole di Salvo sono quelle della Federazione, che vi piaccia o meno. Come precisano anche su Repubblica, infatti, a commento delle critiche rivolte dalle associazioni degli omeopati:

quel testo è stato redatto già da alcune settimane ed è stato a lungo studiato dai vertici della Federazione degli ordini prima della pubblicazione.

Poi c’è stata la polemica sul fatto che negli stessi giorni, sul sito della Federazione, sia apparso un testo che titola:

La FNOMCeO incontra le associazioni dei medici omeopati in vista degli Stati Generali

Titolo che ad alcuni ha dato l’impressione di trovarsi di fronte a un Giano bifronte, che da un lato sottolinea la non scientificità dell’omeopatia e dall’altra accoglie gli omeopati come interlocutori qualificati. Ragazzi, suvvia, se siete medici dovreste sapere bene che lo sono anche gli omeopati, e che la Federazione raccoglie tutti insieme sotto lo stesso tetto. L’articolo apparso sulla pagina della Federazione rimarca bene la scheda e spiega:

Ferma restando, sulla base delle evidenze ad oggi accettate dalla comunità scientifica, la posizione sulla non scientificità del metodo, si è convenuto di avviare una revisione sia delle modalità di esercizio – che, poiché parte da una diagnosi, deve comunque rimanere in capo al medico – sia della letteratura scientifica stessa.

Se volete ve lo traduco, non è così complesso. Il succo è: l’omeopatia non ha validità scientifica, ma chi negli anni passati ha fatto la cappella di darle una parvenza di scientificità oggi è costretto a relazionarsi con la stessa. Non è che una mattina il presidente della Federazione si sveglia e decide che può cancellare i percorsi di studi che per anni sono stati obbligatori per chiunque volesse diventare medico omeopata. La strada per liberarsi del fardello è lunga. Fino a che non si potrà fare occorre fare i conti con i medici che hanno intrapreso quel percorso, spiegare loro attentamente che devono attenersi al codice deontologico della professione (che comprende anche lo spiegare ai pazienti che tipo di preparato gli si sta prescrivendo, tramite il consenso informato). Che non si può scegliere di prescrivere acqua e zucchero così alla boia d’un giuda. Certo che sarebbe bellissimo poter fare piazza pulita da farmacie e studi medici di tutti questi preparati inutili e costosi. Ma non si può fare senza incontri, riunioni, coinvolgimento di ministeri e università.

L’altra polemica invece arriva proprio da quei medici che l’omeopatia la praticano e la difendono a spada tratta, medici che hanno attaccato la scheda di Salvo in maniera feroce. Quello che è interessante notare però è che invece che attaccarne il messaggio si sono ribellati al messaggero. Come tanti piccoli leoni da tastiera. Vedete, se lo faccio io per sbugiardare una bufala è un conto, perché a volte le notizie inventate non sono smontabili proprio perché inventate. Ma se l’attacco ad personam lo fa un medico, uno scienziato, qualcuno che ha idea di cosa sia il metodo scientifico significa che non ha proprio nulla da dire, se non aria fritta. Ed è così che la polemica prosegue, con gente che perde il lume della ragione.

Un noto omeopata, di cui eviterò il nome, ad esempio rivolge una lettera aperta a FNOMCeO, e la comincia così:

…ho rilevato delle notevoli inesattezze, per non dire degli errori madornali, che potrebbero indurre in errore i lettori che ivi cercassero una parola chiara e ben documentata su tale bicentenaria disciplina medica

Le inesattezze le avrà rilevate, ma in tutto il testo che riporta non dimostra alcun spirito scientifico. Si tratta di un lungo attacco a Salvo, senza particolari riferimenti scientifici, cherry picking, attacchi ad personam, mezze verità…

È triste. Molto triste, perché dimostra come questi professionisti non siano prima di tutto medici e poi omeopati, ma l’esatto contrario. A loro non interessa curare il paziente, ma solo propugnare la loro passione. Non metto in dubbio che ci siano alcuni che ci credono fino in fondo, ma la maggioranza per me (lo so, mi ripeto) è come i guru di una setta. Hanno un certo potere sui propri seguaci, non vogliono perderlo, e continueranno a spacciare pseudomedicina finché il Ministero glielo permetterà. Peccato.

La polemica poi prosegue con un articolo come quello de Il Salvagente, che dovrebbe difendere i consumatori e che riporta come titolo:

L’omeopatia solo un placebo? Il cortocircuito della FNOMCeO

Non sto a riportavene il testo, non serve, è un’ulteriore ripresa del comunicato emesso dalle varie società di medicina omeopatica presenti sul territorio italiano. Purtroppo pubblicandolo senza alcuno spirito critico il Salvagente dimostra quello che da tempo sostengo: non esistono associazioni che difendono i consumatori, esistono associazioni che nel farlo curano attentamente i propri interessi. Evidentemente l’omeopatia rientra tra quelli de il Salvagente. basta pensare che riportano con grande evidenza la frase:

Inoltre, non è affatto vero che non esistono prove scientifiche di efficacia a sostegno dell’omeopatia: gli studi rintracciabili sulla banca dati medica PubMed che ne dimostrano la maggior efficacia rispetto al placebo…

Chiunque conosce PubMed sa che è possibile trovarci pubblicato tutto e il contrario di tutto. Insistere col dare a intendere ai propri lettori che gli studi a cui si fa riferimento siano seri è prenderli in giro.

Detto ciò, Dottoremavereoche.it è un portale ufficiale di FNOMCeO contro la pseudomedicina, ribadiamo – se ce ne fosse bisogno – che ogni scheda che viene pubblicata è stata vagliata dal comitato della Federazione, non si tratta di un sito autogestito dove chiunque può pubblicare quello che preferisce.

Non credo serva aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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