Christian Perronne e i convegni antivaccinisti in Lussemburgo

Anche all'estero si fanno convegni politici sul Covid, e finiscono più o meno come in Italia

maicolengel butac 27 Gen 2022
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Nella stessa identica maniera con cui in Italia al Senato i contrari a vaccini e green pass organizzano convegni e conferenze dove invitano a parlare quei quattro gatti con titoli accademici che gli danno corda, lo stesso avviene anche all’estero.

Il 12 gennaio 2022 alla Camera dei Deputati del Lussemburgo è stato invitato Christian Perronne, personaggio che qui su BUTAC abbiamo già conosciuto a inizio pandemia: nel 2020 era infatti uno dei sostenitori dell’idrossoclorochina come cura per la COVID. Perronne da tempo viene contestato dalla comunità scientifica in Francia per le sue posizioni non solo sulla COVID-19, ma anche sulla malattia di Lyme.

In Lussemburgo ha tenuto un discorso che in Italia gira, già sottotitolato, negli ambienti boh vax. La conferenza a cui ha partecipato Perronne era un dibattito a seguito di due petizioni che sono state fatte in Lussemburgo:

  • Petizione n. 1950  “contro la vaccinazione obbligatoria COVID19 per i cittadini”
  • Petizione n. 1916  “Stop ai vaccini per terapia genica (COVID-19) per i nostri bambini”

Perronne è stato ospite della Camera dei Deputati, invitato proprio dai sostenitori della petizione, in compagnia di un altro calibro da 90 nella comunità boh vax: Luc Montagnier.

Le due petizioni hanno raccolto sufficienti firme per venire discusse alla Camera, quindi il governo lussemburghese ha dovuto accettare il dibattito, che è previsto dalle regole del Paese. Basta vedere come alcuni degli organizzatori delle petizioni indossano le mascherine col naso di fuori per rendersi conto con che genere di soggetti si ha a che fare.

Non sta a me commentare il discorso di Perronne, non sono un medico, non sono uno scienziato. La sua posizione antivaccinista è nota da inizio pandemia, quello che però dovrebbe bastare a far capire il tenore del dibattito è quanto hanno lamentato i deputati lussemburghesi subito dopo. Come riporta il portale del governo:

In generale, i deputati si rammaricano del fatto che alcune domande poste ai firmatari non abbiano ricevuto risposta. Allo stesso modo, si rammaricano di non aver potuto prendere atto di alcune informazioni trasmesse dai firmatari prima del dibattito pubblico e di reagire in modo adeguato.

A questo vorrei aggiungere che Perronne è stato licenziato a dicembre 2020 dal suo ultimo incarico come capo del dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’ospedale Raymond-Poincaré di Garches. Il comunicato stampa dell’ospedale è da leggere.

Lo so, arriverà sicuramente qualcuno a dire che non abbiamo smontato nulla delle tesi di Perronne, ed è vero, non l’abbiamo fatto. Ma vedete, per smontare quegli otto minuti di nulla che si sentono nel video dovremmo perdere qualche ora, che preferiamo occupare in maniera differente. Tanto se siete tra coloro che ritengono Perronne un genio incompreso, ogni cosa che diremmo su di lui per voi sarà carta straccia, se siete razionali e leggete le fonti vi renderete conto che Perronne (come altri prima e dopo di lui) ha fatto una figura barbina in Lussemburgo senza essere capace nemmeno di rispondere alle domande dei deputati, come i deputati stessi hanno lamentato.

Non voglio aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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