La “propaganda gender” e il ministro Valditara
Dopo anni di propaganda ideologica, la politica esulta per aver bandito qualcosa che non esiste

Oggi ce la caviamo davvero con poco, ma non potevamo stare zitti di fronte a questo posterino che vedete qui sotto condiviso dal ministro Giuseppe Valditara. Quanto segue non è un fact-checking, ma un editoriale che riporta il mio spassionato parere su una materia che su BUTAC, da fact checker, ho trattato talmente tante volte che mi è venuta a noia.

Con la legge sul consenso informato non sarà più possibile la propaganda gender nelle scuole. Tuteliamo i bambini, rafforziamo il patto educativo tra la scuola e la famiglia. Giuseppe Valditara
Siamo di fronte a pura disinformazione politica, fatta apposta per parlare alle pance di chi non conosce la materia. Che lo facciano politicanti locali vari posso capirlo, che lo faccia la nostra presidente del Consiglio meno – ma sta appunto promuovendo la sua linea politica, basata anche sulla disinformazione. Ma che a disinformare su una materia così delicata sia il Ministro dell’Istruzione è a mio avviso il segnale più forte e chiaro che questo Paese sta prendendo una piega sbagliata.
La “propaganda gender” non esiste nei programmi ministeriali, come non esiste nelle linee guida o nella letteratura scientifica. Purtroppo è uno dei cavalli di battaglia delle destre in giro per il mondo. Perché spaventare i genitori che votano a destra dandogli a intendere che la scuola voglia insegnare ai loro figli ad avere un atteggiamento di apertura verso il mondo LGBTQ+ aiuta a fidelizzare il voto. Voto anche di quelle donne, ad esempio, che non si rendono conto di come in realtà quei corsi servirebbero tra le altre cose a ridurre la disparità di genere e le molestie, insegnando ai ragazzi a non discriminare le ragazze in quanto ragazze, a non insistere con attenzioni indesiderate, e così via.
Come abbiamo più e più volte ripetuto:
…la “teoria gender” non esiste in alcun corpus scientifico riconosciuto, non è una materia scolastica, non è un contenuto previsto da alcuna linea guida ministeriale o internazionale. È un’etichetta polemica, nata e cresciuta nel dibattito politico e religioso, usata per accorpare arbitrariamente studi di genere, educazione al rispetto, lotta alle discriminazioni e persino la semplice esistenza di persone non conformi agli stereotipi e alle aspettative di genere che consideriamo tradizionali.
Il ministro Valditara con il suo posterino dimostra solo una cosa: la sua inadeguatezza a rivestire un ruolo di quell’importanza. Un ministro dell’Istruzione che diffonde una categoria concettualmente inesistente non è solo inadeguato, ma diventa dannoso per chi le scuole le gestisce e le frequenta.
maicolengel at butac punto it
Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!
Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.
BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti.