Putin, gli imprenditori e gli operai

maicolengel butac 13 Ott 2016
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Da qualche tempo gira un video de “La Cosa” sul presidente russo Vladimir Putin, il video in realtà risale a molti anni fa.

Incredibile! Putin viene a sapere che centinaia di operai non ricevono lo stipendio da mesi, di conseguenza i proprietari della fabbrica vogliono licenziare tutti gli operai! Guardate la sua reazione!

Qui lo trovate nella sua versione con sottotitoli inglesi:

La storia risale al 2009, la raccontava anche Repubblica all’epoca, quello che vedete è Vladimir Putin, che in barba a qualsiasi legge o normativa in merito ordina ai proprietari di alcune fabbriche di pagare i salari arretrati dei dipendenti e di riaprire le fabbriche in crisi.

La crisi non è passata

Quelle fabbriche hanno continuato a operare sotto la minaccia del premier, in perdita per qualche anno, e oggi a una prima ricerca risultano chiuse. Su Google Maps potete vedere quello che è della fabbrica Allumina di proprietà di Deripaska (milionario russo a cui nel video viene imposta la firma al documento per la riapertura).

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Le fabbriche hanno chiuso

Questo nel 2013: cancelli malmessi, muri malmessi, cancellate rimosse. Le fabbriche, da quel che colgo, hanno retto qualche anno in perdita, per poi dichiarare fallimento. I soldi che Putin aveva fatto dare ai creditori venivano a loro volta da prestiti fatti accendere su imposizione dello stesso Vladimir, prestiti che se non sono stati ripagati prima della chiusura sono diventati ulteriori debiti contratti.

Non so cosa ci sia da glorificare, io sono un libero professionista, se domani la mia azienda andasse male vorrei poterla chiudere e non venire costretto da un politico a tenerla aperta anche se le cose non vanno, a mio avviso non è questo il compito di chi mi governa, al massimo deve creare le condizioni per cui io possa lavorare meglio.

Conclusioni

Sia chiaro, che nella gestione economica delle fabbriche in questione ci siano state magagne risolvibili prima è possibile, che gli imprenditori siano attaccati al soldo e sfruttino i propri operai pure, ma non è così che un Governo può e deve intervenire.

L’imposizione di Vladimir non ha risolto molto, solo posticipato il problema, da Pikalevo infatti gli abitanti hanno continuato a fuggire, tanto che se nel 2008 c’erano circa 25mila abitanti ora sono 4mila di meno. Siamo davvero convinti che sia questo il sistema corretto per agire in caso di crisi del sistema? Siamo così sicuri che manovre del genere vadano glorificate? A me sembra che ai ragazzi de La Cosa piaccia raccontare le storie a metà, magari spinti da chi vorrebbe Vladimir come nostro unico sovrano.

L’amore di alcuni italiani per Vladimir Putin mi lascia davvero sorpreso.

Non credo ci sia da aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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