La scatola nera in auto

Lola Fox 1 Ott 2016
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

scatola-nera-600x314

Scatola nera: conviene installarla? Abbiamo fatto luce su tante chiacchiere da bar.

A seguito di numerose segnalazioni da parte dei nostri lettori, facciamo oggi un po’ di chiarezza a proposito delle scatole nere per automobili che farebbero risparmiare sui costi dell’assicurazione RCA.

Le domande più gettonate sono a riguardo delle eventuali possibili rivalse da parte delle compagnie e degli effettivi minori costi del premio.

Insomma: il gioco vale la candela?

Da tempo è allo studio una legge per rendere obbligatori questi dispositivi: i ritardi con conseguenti rimpalli tra Camera e Senato della proposta di legge sono stati generati dai problemi di conformità con le attuali normative vigenti in materia di privacy. È quindi fortemente probabile che in futuro la legge passi come tanto auspicato dalle compagnie, che in questo modo conterebbero di porre termine alle truffe assicurative.

Ma come funziona una di queste scatolette?

In essa vi è un tracciatore satellitare permanentemente collegato a una centrale telefonica che registra parecchi dati, quali le coordinate, la velocità e le accelerazioni/decelerazioni. In caso di incidente l’allarme viene dato in automatico, ma molti si domandano se si potrebbero verificare falsi allarmi per esempio prendendo un dosso artificiale a velocità eccessiva.

In ogni modo l’auto sarebbe costantemente monitorata, e in caso di sinistro si potrebbe risalire facilmente alle dinamiche così come in caso di furto, ammesso che i ladri non disattivino la scatola nera, si potrebbe facilmente localizzare l’auto.

Le compagnie promettono sconti per chi adotta la scatola nera ma è davvero così, e soprattutto in che termini? Posso rinunciare ad un po’ di privacy per un certo risparmio sulla polizza? E se sì, di che entità?

liberalizzazioni-polizze-auto-quel-pasticciaccio-brutto-della-scatola-nera_h_partb-600x359

Ovviamente le voci sono tante: le compagnie sbandierano 30-40-50% in meno, gli scettici e gli avversi dicono invece 10-20%.

Inoltre, sono le stesse compagnie che ammettono che la scatoletta sarebbe loro più utile (economicamente) se fosse adottata da automobilisti con un alto bonus malus piuttosto che da quelli che ne hanno uno basso: l’apparecchio (in comodato d’uso) e la sua installazione hanno un costo totale quantificabile in circa € 2-300 a carico della compagnia, che ovviamente preferisce spenderle a fronte di un premio ad esempio di € 800-1200 quale potrebbe essere quello di un automobilista in classe 8-14 più che di uno in classe 1, che spende ovviamente molto meno, diciamo €250.

Questo fa presupporre che con la black box i maggiori risparmi (in percentuale) siano proprio sulle classi alte.

Noi, fedeli seguaci di San Tommaso, abbiamo deciso di… metterci il naso: come avremmo potuto non farlo?


Abbiamo simulato un preventivo on line inserendo i dati di una persona di 45 anni, residente in provincia di Bologna, che vuole assicurare una Fiat Panda che percorre 10.000 km all’anno, attualmente in classe di merito bonus malus 8, senza incidenti pregressi per cinque anni.

Il risultato ci ha un po’ stupito:

Naturalmente i preventivi di cui sopra dicono tutto e niente: solo che se dalla provincia di Bologna vi spostate a quella di Isernia risparmierete già parecchio, così come al contrario avrete una bella maggiorazione se siete residenti a Napoli. Incide molto anche la sinistrosità regressa, così come altri parametri quali l’età, il sesso, i km percorsi, il modello di auto ecc…

Bisogna comunque evidenziare come pur trattandosi di un bonus malus 8, solo due preventivi prevedano l’adozione della scatola nera, ma soprattutto per questo profilo di automobilista non sembrano esserci grossi vantaggi economici, poiché la prima compagnia “satellitare” appare al quinto posto con quasi € 150 in più rispetto al miglior prezzo. Alla faccia del risparmio!

Naturalmente bisognerebbe ripetere il test simulando altri bonus malus per altre province e altre auto, tuttavia ci saremmo davvero aspettati più convenienza accettando di installare la scatola nera.

Ma se anche si trovasse davvero conveniente installare queste scatolette, quali sarebbero gli eventuali svantaggi?

Innanzitutto bisogna sempre chiarire in anticipo se la loro rimozione è a carico della compagnia assicurativa. Negli esempi sopra sì, ma non è detto che lo sia con tutti e può diventare un costo consistente.

Inoltre se in città qualcuno passa col rosso investendovi, e dai dati registrati dalla black box viene accertato che viaggiavate ad esempio a 53 km/h, avrete un concorso di colpa, situazione che potreste evitare senza scatoletta poiché diventerebbe estremamente difficile dimostrare che superavate i limiti di pochissimi km/h. E qui è da notare anche un dato prettamente legato alla privacy: se siete in giro per lavoro e venite pescati “fuori zona” magari per un piccolissimo incidente da due graffi sulla portiera, sarà più complicato dare spiegazioni al vostro capo. Idem se dichiarate in famiglia di intrattenervi sino a tardi per quella noiosissima riunione aziendale, mentre invece dirottando per altri lidi decisamente più piccanti un distratto guidatore vi danneggi l’auto: aggiustarsi a parole tra conducenti è ben più facile che aggiustare dei dati praticamente pubblici.

Se la proposta parlamentare diverrà legge, verremo a conoscenza anche dei dettagli in merito ma soprattutto quelli oggi più in discussione, cioè quelli in materia di privacy, sui quali non si è ancora trovato un accordo che possa diventare legge.

Al momento questi sono i fatti.

Non ci rimane che concludere sottolineando come il miglior modo di risparmiare sulla polizza, sulle contravvenzioni e sui consumi di carburante, sia sempre il solito: rispettare il codice stradale e non causare incidenti. Daremmo il più grande dispiacere a tutti quei Comuni che fanno cassa sulla categoria più tartassata: gli automobilisti.

Lola Fox

Ricordatevi di votarci ai MIA Macchia Nera Awards!

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!

Scatola nera

Ci è stato segnalato un post che circola sulle più svariate bacheche social: la classica condivisione fatta più con la pancia che con la testa. Ho scelto di usarlo per un articolo che mostri i rischi delle condivisioni fatte così, anche se vorrei che non servisse più. Il post che ha condiviso riporta l’immagine che […]

maicolengel butac | 13 ott 2026

Ci scrive un amico di BUTAC che da anni segue con passione il tema della preparazione civile per le emergenze. La segue con passione anche perché, vivendo all’estero, si accorge della grossa differenza che c’è tra molti Paesi europei e quello in cui viviamo noi. Pertanto ci ha segnalato un articolo de Il Giornale uscito […]

maicolengel butac | 01 ott 2026

La prima volta che mi sono occupato di una notizia che aveva a che fare con la Russia e che sembrava essere disinformazione era il 2014, BUTAC aveva aperto i battenti da poco e io ancora non mi ero fatto le ossa a sufficienza da capire che forse le cose non erano come sembravano. La propaganda […]

maicolengel butac | 23 set 2026

In una discussione online ho letto alcune affermazioni che mi hanno fatto riflettere su quanto poco evidentemente si comprenda cosa sia BUTAC e come funzioni in generale un sito di debunking – o di fact-checking, che poi è il termine corretto. Capita con regolarità che qualcuno riassuma il nostro lavoro con frasi che suonano più […]

maicolengel butac | 23 set 2026