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L’ammorbidente è tra i prodotti più tossici in ambito domestico, le sostanze chimiche impiegate risultano non biodegradabili e neanche i depuratori riescono ad eliminarle dall’acqua. Inoltre è nocivo per l’uomo nel lungo termine. Se già stai pensando a come poter rinunciare all’ammorbidente e ottenere lo stesso risultato esistono dei metodi naturali e più economici, che salvaguardano la tua salute e quella del pianeta.

Questo è quanto ci raccontano in tante testate, partendo da un articoletto pubblicato tre giorni fa su Dionidream. Io vorrei tanto smettere di dover trattare roba che parte da Dioni, direi che negli ultimi anni abbiamo ampiamente dimostrato come si tratti di un sito fatto solo per boccaloni: antivaccinista, animalaro, estremista senza che pubblichino mai nulla che abbia veramente valenze scientifiche. Ma non c’è verso, finché leggerete siti che ribloggano gli articoli di Dioni continuerete a segnalarmeli, e a me tocca occuparmene.

Andiamo a vedere le fonti di quanto riporta Dioni:

Un carico tossico a basso dosaggio ripetuto nel tempo può generare conseguenze estremamente nocive per la salute, lo ha ribadito Peter Ohnsorge, presidente dell’Accademia Europea di Medicina Ambientale.

L’unico nome collegato ad eventuali ricerche nel settore è Peter Ohnsorge, presidente dell’Accademia Europea di medicina ambientale. Ohnsorge esiste, non è frutto della fantasia di qualche complottaro, come esiste l’Accademia, ma Ohnsorge non ne è (più) il presidente, solo un membro del consiglio. Già questo dovrebbe darvi la dimostrazione di quanto poco seria sia la verifica dei fatti di Dioni. Se non riescono a scrivere giusta nemmeno la carica di chi avrebbe detto quanto da loro riportato è possibile che anche il resto sia fuffa. O no?

La ricerca di Peter Ohnsorge e qualsiasi documento relativo ad ammorbidenti (in italiano ed in inglese) non mi ha portato alcun risultato verificato. Ohnsorge non ha ricerche pubblicate sull’argomento. Ma cercando mi accorgo che Ohnsorge era presidente dell’accademia sei anni fa. Quindi mi viene un dubbio, non è che come al solito Dioni invece che scrivere farina del proprio sacco ha sfruttato l’ormai vetusto trucchetto di copiare tradurre ed incollare che vediamo fare alla maggior parte dei siti di “controinformazione”? Perché allora si spiegherebbe la mancanza totale di fact checking.

Purtroppo di articoli dove compaiano Peter Ohnsorge e l’unico altro nome citato da Dioni (Robert Sharp) non ne saltano fuori, come non salta fuori nessuna ricerca a firma Ohnsorge sui comuni ammorbidenti da casa. Ma una cosina la trovo: entrambi i soggetti vengono citati in svariati siti dove si parla di sensibilità chimica multipla e malattie simili, roba di cui su Butac abbiamo già parlato in abbondanza. Vi riporto quanto a suo tempo avevo tradotto dall’inglese:

MCS non è riconosciuta come una malattia causata dalla chimica dall’Organizzazione Mondiale della Sanità,  dall’ American Medical Association, e da altre organizzazioni. Studi clinici in cieco hanno dimostrato che i pazienti con MCS reagiscono nella stessa identica maniera ai placebo esattamente come fanno con gli stimoli chimici; l’esistenza e la gravità dei sintomi è correlata alla percezione che lo stimolo chimico sia presente. Depressione, ansia , disturbi somatoformi, e simili condizioni di salute mentale sono comunemente associate con i rapporti di MCS .

Ma vediamo di andare un po’ oltre, perché pur titolando in maniera allarmistica e facendo tanta sana disinformazione Dioni qualcosa di corretto lo dice: è infatti vero che gli ammorbidenti sono una delle cause più comuni delle dermatiti da contatto, se si è allergici ad uno degli ingredienti può succedere. Ed è la ragione per cui esistono prodotti che hanno composizioni diverse, più o meno “aggressivi”, sta a voi capire quale sia da usare o meno.

Esattamente come con i prodotti di bellezza, ci sono persone che sono allergiche e intolleranti alla loro composizione, capita, come c’è gente che non può mangiare le arachidi e chi invece non può mangiare le melanzane. Ma fare allarmismo generico è errato, bisogna fare corretta informazione.

Quindi, se vi accorgete che dopo aver cambiato marca di ammorbidente avete una reazione cutanea strana, beh prima di pensare che stiate per morire magari provate a tornare alla marca precedente, o magari fate senza ammorbidente per un po’. La dermatite passa? Probabilmente la causa era nell’ammorbidente. La dermatite resta? Andate da un buon dermatologo e sentite che vi dice.

Sta a voi capire se l’ammorbidente che state usando sia o meno la causa di pruriti e dermatiti. E da lì agire di conseguenza. Tutti abbiamo reazioni diverse ai prodotti con cui veniamo in contatto, e sta ad ognuno di noi cercare di stare alla larga da quelli che vediamo che ci hanno causato una reazione rispetto a quelli che non ci hanno dato alcun fastidio, senza bisogno dell’allarmismo di Dioni.

Ma l’articolo di Dioni è un mix di informazione salutistica ed ambientale, perché oltre a metterci in guardia sulla nostra salute ci spiegano che una delle principali ragioni per cui l’ammorbidente andrebbe evitato è per i danni che fa al pianeta in quanto inquinante. E su questo probabilmente mi posso trovare d’accordo al 100%.

Ma non è facendo allarmismo nei titoli che si risolve il problema ambientale.

maicolengel at butac.it

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