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La Repubblica edizione di Genova qualche giorno fa titolava così:

Furti in casa, come cambia l’alfabeto dei ladri

I nuovi simboli usati: nastri e fiocchi al posto delle scritte

E ci raccontava per filo e per segno come oggi dai segni anni ’70 si fosse passati a lasciare dei fiocchi o nastrini colorati.

Assoluta novità per il giornalista di La Repubblica, ma basta fare un salto nel passato con quella stupenda macchina che è Google per accorgersi che:

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Se ne parlava già nel 2007, e ancora nel 2008,  e così via sino ad arrivare ad oggi. Il racconto è esattamente lo stesso, codifica colori, spiegazioni. Anche stavolta la fonte interpellata, spiega viene definita una qualificata fonte investigativa, senza che ci venga spiegato di chi si tratta.

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La storiella però è identica a quella sui segni degli zingari di tanti anni fa, sbufalata e spiegata più volte e che purtroppo ancora circola ogni anno. È vero, a volte su cancelli si possono trovare nastrini, succede da anni, è un sistema usato da tantissimi distributori di volantini per segnalare dove sono già passati, serve a chi li controlla per verificarne il percorso, ne esistono anche altri, dall’adesivo colorato, al segno col gessetto, fino ai famigerati segni degli zingari. Può essere che case segnalate con questo sistema siano ANCHE state visitate dai ladri. Non metto in dubbio che qualche funzionario delle Forze dell’Ordine possa aver collegato le due cose. Ma ad oggi non esistono prove di quanto sostenuto che colleghino realmente fiocchi, adesivi o segni a dei ladri.

Mentre esiste un ampio panorama di agenzie che fanno servizi porta a porta che possono confermare di usare sistemi di questo genere per segnare le abitazioni già visitate. La fonte di quanto riporto? Io stesso, lo so forse non sono così attendibile, ma nei miei primi anni universitari ho fatto anche un po’ di volantinaggio e altri lavori simili, guadagnare dell’extra senza dover chiedere ai miei genitori mi ha sempre fatto sentire più grande. E ho avuto una ex morosa che per svariati anni ha gestito un giro di volantinaggio in Emilia Romagna.

La casualità del “oggi c’era un fiocchetto stasera son venuti i ladri” è solo casualità. Non pensate a questi segni, ma alla vostra sicurezza in generale, troppe volte vedo aprire cancelli e portoni con scuse idiote, o addirittura senza nemmeno chiedere “chi è” al citofono. Siete in un condominio? Quante volte avrete visto volti sconosciuti aggirarsi per gli androni di casa? Io ho imparato, con educazione chiedo sempre chi cercano se posso aiutarli, se la risposta non mi convince non li mollo, e li invito ad uscire spiegando che si tratta di proprietà privata.  Non lo fanno? Chiamo la polizia, e vedi che la volta dopo non ci provano nemmeno ad entrare nell’androne.

Mentre la logica dovrebbe farvi capire che se fossero veri questi segnali visto quante volte sono già stati trattati dalla stampa volete che non siano già passati ad altro segnale?

Oltre al fatto che nel 2016 dei ladri così organizzati da segnare le abitazioni da visitare lo farebbero in modo discreto, magari usando una mappa personalizzata su Google Maps. No? Lo smartphone oggi ce l’hanno davvero tutti.

maicolengel at butac.it

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46 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre tremila articoli come autore, oltre a collaborazioni varie. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire, non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.