ENELCONTATORI

La notizia è di quelle che vengono lanciate regolarmente su qualche pagina o blog che vuole portare un attacco all’Enel.

PARTONO I SEQUESTRI PENALI DEI CONTATORI ENEL: RIPORTANO MARCHI CE CONTRAFFATTI E NON SONO A NORMA

Si sostiene che i contatori ENEL non siano a norma e che così essa lucri sulle bollette. La cosa circola da tempo e ne avevamo già parlato qui. Avevamo spiegato in che modo qualsiasi compagnia elettrica che opera in Italia potrebbe lucrarvi sopra, se il contatore non fosse a norma.

A distanza di mesi la storia torna fuori senza mai avere davvero una fonte, con foto che mostrano contatori sequestrati, ma non si riesce a leggere il come e perché. Va bene censurare il nome di chi ha subito il sequestro, ma il fatto che vi sia un sequestro implica comunque una comunicazione pubblica: per onore di cronaca, sarebbe il caso di lasciar leggibile il contenuto del verbale di sequestro. Se si vuole fare informazione, occorre mostrare prove di quanto si asserisce; invece si collega una storia a un’altra di vecchia data, ripescata dal web e pubblicata come nuova.

Abbiamo un comunicato da TermoliOnline proveniente da Enel stessa, datato Ottobre 2013. La testata aveva pubblicato, il giorno prima, lo stesso articolo pubblicato da Liberazione Italiana in questi giorni. Così rispondeva Enel:

L’affermazione  “contatori elettronici che, del valore di pochi euro, sono stati progettati da una ditta americana…” è totalmente errata. I contatori elettronici teleletti e telegestititi, un primato mondiale Enel, sono un’eccellenza tutta italiana a partire dalla progettazione. Non corrisponde al vero, poi, che i contatori non siano mai stati “omologati scrupolosamente…” e “…spesso marchiati con un “CE” identico nella grafica al marchio “China Export” che solleva più di un dubbio sulla loro conformità alla legislazione europea”.

Infatti, anche i contatori elettronici prodotti ed installati prima dell’entrata in vigore del DLgs n. 22 del 2 febbraio 2007, che recepisce la Direttiva Europea MID, sono stati realizzati conformemente alle norme tecniche in vigore nel periodo e certificati dall’ente di certificazione accreditato, Istituto Marchio Qualità (IMQ), il tutto secondo le normative tecniche italiane, europee ed internazionali vigenti, al fine di garantire la conformità e la qualità di TUTTI i contatori prodotti ed installati. Non essendovi differenziazioni tecnologiche tra i contatori ante MID e post MID, le garanzie aggiuntive fornite dalla certificazione MID sono da considerarsi operanti appieno anche sui contatori Enel realizzati prima dell’entrata in vigore di tale direttiva. Il marchio CE non sta quindi per “China Export”, ma indica invece la conformità con le norme comunitarie di tutti i contatori Enel, sia quelli prodotti ante MID, sia quelli prodotti successivamente e recanti anche il marchio M.

Va poi ricordato che il contatore elettronico Enel è progettato e certificato per la classe di errore B (corrispondente a +/- 1%) migliore di quella dei contatori elettromeccanici e di quella che la Direttiva Europea MID, e il relativo dlgs di recepimento citato prima, stabilisce per i contatori destinati alla clientela diffusa, ovvero la classe A. Tale classe, peraltro utilizzata in diversi paesi europei, è equivalente alla classe di errore +/- 2%, come nel caso dei vecchi contatori elettromeccanici. Un ulteriore elemento questo, a riprova dell’attendibilità delle misure rilevate dal contatore, che non esclude ovviamente la possibilità da parte del cliente di verificarne il corretto funzionamento. Riguardo quest’ultimo punto, Enel si attiene scrupolosamente a quanto disciplinato dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas a tutela soprattutto del cliente, che può effettuare controlli in proprio e/o con l’ausilio di esperti, poiché il contatore Enel è accessibile ai clienti finali, una pratica che in molti paesi europei non è consentita.

Avete letto tutto? Enel spiegava chiaramente come la cosa fosse un prodotto italiano, progettato e realizzato in Italia. Allora la foto del contatore sequestrato? Il sequestro non dimostra nulla senza la perizia di un tecnico che certifichi differenze tra un contatore e un altro. In Italia succede che ne vengano sequestrati parecchi, ma di solito per manomissione da parte dell’utente e non dell’azienda che fornisce il servizio.

A parte pagine di dubbio gusto, un’interrogazione parlamentare di qualche anno fa e una puntata di Report del 2005, non esiste traccia di questo scandalo su nessuna testa nazionale. Nessun utente – eccetto quelli che commentano su quelle solite pagine – sembra essersene lamentato. Insomma, a me pare un caso di disinformazione al soldo della pseudopolitica che circola da anni. Non vedo alcun estremo per indagare oltre.

maicolengel at butac.it

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