Stephen Hawking alla marcia contro il Vietnam?

maicolengel butac 16 Mar 2018
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Come capita spesso quando muore un personaggio famoso, tutti cercano di cavalcarne la dipartita per raggranellare qualche like in più. Alcuni lo fanno in buona fede, altri in cattiva, poco conta: tutti, ma proprio tutti, vogliono essere tra quelli che ricordano il caro scomparso. Succede da sempre.

Quello però che succede sempre più spesso è l’uso indiscriminato di informazioni reperite in rete, senza che venga fatta la benché minima verifica dei fatti.

È il caso di questa foto che circola da giorni nei post che vogliono ricordare il grande Stephen Hawking.

I problemi con l’immagine che viene messa in circolazione da Potere al Popolo sono due.

Quello nella foto non è Stephen Hawking, non è ancora stato identificato chi sia, ma non è Hawking. All’epoca difatti era già troppo colpito dalla sua malattia per poter partecipare a una marcia come quella. La fonte che sbufala il tutto è Tariq Ali, il signore a fianco di Vanessa Redgrave nella foto, che ha subito spiegato che:

THE MAN IN THE 1968 PIC IS NOT STEPHEN HAWKING

Sad that Stephen Hawking has left us…he opposed the Vietnam war and the genocidal adventure in Iraq. BUT he is not in the 1968 demo pic. Repeat NOT. An illiterate caption by the National Portrait Gallery has created this myth. Wish it was him but it isn’t so please no more emails on my FB regarding this…..

Ma nell’immagine di Potere al Popolo abbiamo un altro errore, la citazione:

Non ci devono spaventare i robot ma il capitalismo

Sia chiaro, Hawking ha espresso un concetto simile, ma in maniera decisamente migliore:

If machines produce everything we need, the outcome will depend on how things are distributed. Everyone can enjoy a life of luxurious leisure if the machine-produced wealth is shared, or most people can end up miserably poor if the machine-owners successfully lobby against wealth redistribution. So far, the trend seems to be toward the second option, with technology driving ever-increasing inequality.

che tradotto:

Se le macchine producono tutto ciò di cui abbiamo bisogno, come staremo dipenderà da come verranno distribuite. Ognuno potrà godere una vita di svago lussuoso se la ricchezza prodotta dalle macchine verrà condivisa, o la maggior parte della gente potrà finire miseramente povera se i proprietari delle macchine riusciranno a fare pressioni contro la redistribuzione della ricchezza. Finora, la tendenza sembra essere verso la seconda opzione, con la tecnologia che guida un’ineguaglianza sempre crescente.

Diffondere imprecisioni quando il soggetto è un genio come Hawking è triste.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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