carrozzina

Ci risiamo, cosa non si è disposti a raccontare per aiutare il lettore a indignarsi un po’:

Se l’Europa è totalmente immersa nel degrado del multiculturalismo, la Svezia è già affogata. E noi tra qualche anno, se non agiamo.L’ultimo tremendo e angosciante caso che arriva dalla Scandinavia è lo stupro di gruppo di una ragazza disabile. La ragazza, che è sulla sedia a rotelle, è stata costretta da 5 immigrati islamici – non è chiaro se siano o meno profughi – ad avere rapporti sessuali con loro. È accaduto nella città di Visby.

cattura

Così comincia un breve articolo su VoxNews (ripreso da svariati giornali), il sito da cui (insieme ad ImolaOggi) i razzisti di casa nostra copiano la maggioranza delle notizie. VoxNews però è di quei siti che la verifica dei fatti non ha la più pallida idea di dove stia di casa, e ama sempre molto riprendere pari pari notizie trovate su altri siti, sempre razzisti, in lingua inglese.

Tanto ben sanno che i loro lettori neppure Google sanno usare, a che serve fare verifiche se tanto chi leggerà è un uTon to (o webete che dir si voglia).

Le verifiche

Io, purtroppo per VoxNews, rientro in quelli che le verifiche invece ama farle. Andiamo a cercare cosa si dice sul web svedese di questa brutta storia.

Subito trovo una testata svedese in lingua inglese che spiega:

Five men were arrested earlier this week after a woman in her thirties reported that she had been raped in a property in the medieval town of Visby on the Baltic Sea island Gotland, off the east coast of Sweden.

They were released on Wednesday after the prosecutor judged that there was not enough evidence to ask the court to have them remanded in custody (according to Swedish law, a prosecutor can detain someone up until noon on the third day after the arrest, after which a court decision is required to remand them).

Da nessuna parte parlano di immigrati, si riporta solo che cinque persone sono state prima fermate e poi rilasciate sulla base di una denuncia. Una donna sui trent’anni ha denunciato alla polizia di esser stata stuprata dai cinque nella città di Visby. I cinque sono stati rilasciati perché non c’erano prove a loro carico sufficienti per tenerli in carcere. L’articolo parte da un pezzo della testata AftonBladet, che spiegava in parte la storia.

Il racconto è decisamente strano.

In pratica la donna sarebbe stata al ristorante, e sulla via del ritorno avrebbe accettato di dividere un taxi con uno degli uomini, avendo però bisogno del bagno avrebbe accettato l’offerta di scendere dal taxi e andare a casa dell’uomo con cui avevo diviso il taxi per usare i servizi. Una volta lì, mentre era in bagno, l’uomo avrebbe cominciato ad abusare di lei. Nel frattempo altri quattro soggetti sarebbero arrivati in casa e avrebbero partecipato allo stupro.

La donna, che ha una disabilità che la costringe all’uso della carrozzina per lunghi tragitti (mentre sul breve percorso riesce a camminare da sola), sostiene che le sia stata tolta la carrozzella, ma che una volta terminato l’abuso le sia stata restituita. A parte le parole della donna la polizia in tre giorni non ha trovato altre tracce di questo stupro, o perlomeno nulla che sia stato sufficiente a mantenere i cinque uomini in stato di fermo. È davvero avvenuto lo stupro? Chissà, purtroppo le informazioni si fermano qui, la polizia non avendo trovato prove ha rilasciato i soggetti, e non risultano aggiornamenti sui fatti.

Polemiche nel Gotland

La storia però non finisce qui, a Visby sono scattate subito le polemiche, soprattutto da parte di politici di destra che hanno subito attaccato il procuratore che ha ordinato la scarcerazione dei cinque individui. Si è arrivati (forse) anche a una visita notturna a casa del procuratore con relative minacce. La situazione sembra decisamente tesa. Alcune testate svedesi ritengono che ci sia una corrente politica che stia cercando di influenzare la magistratura, e la cosa, se fosse verificata, sarebbe davvero grave.

Il fatto che qualcuno abbia sostenuto gli assalitori fossero immigrati richiedenti asilo ha fatto sì che il centro d’accoglienza della zona venisse preso d’assalto da un centinaio di persone. Lo spiega l’Indipendent che dedica l’11 ottobre un approfondimento alla storia.

A refugee centre in Sweden has been attacked after a wheelchair-bound woman was allegedly gang raped.

People living on Gotland, Sweden’s biggest island, protested and reportedly threw stones at the site after suspects in the case were released by police.

Swedish police have not provided any details about the suspects and removed a post on Facebook about the alleged incident after citing “bad language” in the responses.

“We are restricted from specifying ethnicity, description, or other information, such as age, appearance and addresses,”

Quindi non è chiaro da dove provengano i sospettati, potrebbero essere immigrati come no, mentre è chiaro che per ora non esistono prove contro i cinque arrestati e poi rilasciati. In compenso il linciaggio mediatico (e anche vero e proprio) è cominciato. I soggetti che hanno assalito il centro accoglienza dite che avranno compreso che non è lì che può risiedere il signore che ha offerto il bagno alla signora? Che comunque vada a finire il primo ad avere avuto contatti con la donna è un residente (magari straniero, non dico di no) che va al ristorante, gira in taxi e ha un’abitazione privata.

Effetto nostalgia?

Una testata della zona interessata, l’Hela Gotland (centro/liberale), riporta alla memoria un triste passato, dove era possibile vedere copioni simili a quanto sta avvenendo in Svezia (e non solo). Sia chiaro, quelle che vi riporto sono solo le considerazioni del giornalista Erik Fransson dell’Hela Gotland, ma credo sia giusto condividerle con voi. Senza costringervi a imparare lo svedese cerco di riassumerle in parole povere. Erik Fransson suggerisce che ci siano movimenti che stanno cercando di far sì che la popolazione svedese si convinca che la polizia non è in grado di proteggerli, movimenti che sfruttano ogni canale possibile (minacce e menzogne incluse) per poter destabilizzare l’opinione pubblica. Esattamente come succedeva all’epoca dei fasti nazisti, con stampa faziosa che dipingeva gli ebrei come nemici, usando bugie e manipolazione dei fatti per portare acqua al proprio mulino.

La notizia di questo sturpo non è la prima ad avere per (supposti) protagonisti degli immigrati, sempre nella stessa zona. Giusto una settimana prima un gruppo di ragazzini (tra i 13 e i 15 anni) erano stati assaliti da due uomini adulti. I due adulti erano svedesi, i ragazzini stranieri. L’assalto era causato solo ed unicamente dal loro non esser originari dell’area, sui social la polizia si è vista costretta a chiudere i commenti visto la piega che stavano prendendo. A me tutto questo preoccupa.

L’unica ragione per cui ce la si è presa con gli immigrati è che una testata svedese (l’Expressen) ha deciso di parlare di immigrati, senza fornire alcuna prova a sostegno dell’accusa, la polizia aveva postato uno status dove suggeriva difficoltà di comprensione linguistiche, ma lo stesso è stato rimosso e sostituito con questo.

Concludendo

Noi non sappiamo da dove vengano i supposti assalitori, e neppure se sia ad oggi confermato lo stupro, le informazioni della polizia del Gotland ad oggi restano molto vaghe, come è possobile che la storia sia stata ripresa da così tante testate in Italia? Non è che anche da noi c’è voglia di un effetto nostalgia?

Io spero che siano supposizioni errate, voglio, devo sperarci. Un rigurgito di odio razziale fomentato da neonazi non è qualcosa da prendere alla leggera.

maicolengel at butac punto it

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