Il tribunale di Lisbona e la COVID-19

Redazione Butac 1 Lug 2021
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Sono tanti i soggetti che cavalcano la disinformazione negazionista sulla pandemia. Tanti che colgono ogni possibile notizia nella maniera che più gli fa comodo. Tanti che evidentemente non hanno alcun interesse a fare corretta informazione, che l’unica informazione che conoscono è quella che fa comodo a loro.

Martedì un amico che non vive in Italia ci aveva segnalato un lungo testo in portoghese che lui vedeva girare sulle bacheche di svariati negazionisti. Io quel testo non l’avevo ancora visto arrivare in Italia, e onestamente non avevo modo e tempo per trattarlo.

Ma il 30 giugno ecco arrivare quel testo in Italia anche grazie a canali Telegram da black list. Sulla bacheca di un soggetto che non nomineremo, visto che è risaputo che essendo lui avvocato querela chiunque osi contraddirlo, è apparso questo testo:

COLPO DECISIVO ALLA FICTION SARS COV 2 E RELATIVA MALATTIA COVID 19 : IL CONTRATTACCO PERVIENE ALLA CONQUISTA DI UN AVAMPOSTO ESSENZIALE IL NUMERO EFFETTIVO DEI MORTI DA COVID 19 DOVRA’ ESSERE ACCERTATO DAL TRIBUNALE ANCHE IN ITALIA Il tribunale di Lisbona, con sentenza di qualche giorno fa, ha accertato che rispetto ai morti dichiarati ufficialmente dal governo in Portogallo per Covid del 19, che sarebbero stati pari ad oltre 17.000, quelli effettivamente accertati per quella causale sarebbero stati solo 152 vale a dire lo 0,9%. La causa della morte per il 99,1% sarebbe stata provocata da altre patologie.
Il medesimo accertamento forma una delle prospettazioni che abbiamo sollevato nella causa di risarcimento danni contro il governo la cui prima udienza è per il giorno 8 settembre 2021. Tra l’altro nella predetta causa ho prodotto una PEC da me inviata a maggio 2020 al Ministero della Salute, alla protezione civile, all’ Istituto Superiore di Sanità,nella quale contestavo proprio la falsità manifesta dell’attribuzione al covid 19 di decessi evidentemente non ad esso riconducibili. Chi ha alterato i dati della mortalità farà la stessa fine di chi ha alterato i dati della contagiosità : dovrà pagare danni e subire processi ed è già citato in Tribunale! E’ importante supportare la causa di risarcimento danni contro il governo a cui ogni cittadino italiano può e deve partecipare, non solo per essere ristorato della libertà persa in passato, ma, altresì, per impedire che si ripeta il medesimo scenario.

In fondo al testo c’era un riferimento al suo canale Telegram dove ha riportato tutta la sentenza. Ma la stessa l’abbiamo anche noi, già letta e tradotta grazie appunto all’aiuto di un amico.

La sentenza non dice quanto riportato dal caro avvocato, e ripreso anche su siti come CorrierePL – che è una testata registrata al tribunale di Bari e iscritta nel registro regionale della regione Puglia come associazione di promozione sociale, quindi credo riceva contributi regionali e forse statali, che a mio avviso sono immeritati. Sul CorrierePL riportano la notizia con queste parole:

Una petizione pubblica ha costretto il tribunale amministrativo di Lisbona a dare il numero effettivo dei morti di moti di covid in Portogallo e secondo la sentenza, il numero di decessi verificati per COVID-19 da gennaio 2020 ad aprile 2021 è solo di 152, non di oltre 17.000 come sostenuto dalle autorità e dal governo. E insomma solo lo 0,9 per cento dei “casi verificati” è effettivamente morto di covid.

Peccato che sia l’avvocato che il CorrierePL non abbiano fatto nemmeno il tentativo di verificare la notizia. Sarebbe bastato cercare tra i colleghi fact-checker portoghesi per trovare la pappa bella e pronta.

Come difatti spiega l’Observador portoghese:

La sentenza del Tribunale amministrativo di Lisbona fa riferimento ai dati del DGS. Il numero è reale, ma riguarda una piccola frazione del totale dei certificati di morte per Covid nell’ultimo anno e mezzo.

La sentenza del Tribunale di Lisbona è datata 19 maggio 2021, l’articolo dell’Observador è del 24 giugno, l’avvocato col gruppo Telegram di negazionisti e il Corriere PL invece ne parlano il 30 giugno. Dite che ci sarebbe stato il tempo per fare due verifiche? Io credo di sì. E mi piacerebbe se mi arrivasse all’orecchio che tutti i colleghi milanesi dell’avvocato abbiano preso le distanze da lui.

Pertanto, nella sentenza del Tribunale di Lisbona non si fa alcun riferimento agli oltre 17mila morti portoghesi certificati per COVID. Si parla solo dei 152 certificati dei medici dell’INMLCF (Instituto Nacional de Medicina Legal e Ciência Forense). Ma quei medici si occupano solo di un determinato tipo di morti, quelli che servono per supporto ad esempio a delle indagini penali, una minuscola parte dei morti per COVID in Portogallo.

Quindi, la sentenza è reale, ma non dice affatto quanto riportato dai gruppi negazionisti che vediamo condividere in Italia. Non fatevi prendere per i fondelli.

Non credo di dover aggiungere altro, l’articolo dell’Observador è completo di dati e aggiornamenti. Sarebbe bello vedere almeno l’avvocato vergognarsi un po’ di quanto va diffondendo…

Redazione at butac punto it

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