Dove eravamo rimasti…

[Parte I]

[Parte II]

Siamo arrivati a un punto in cui ci sono pochi acquirenti possibili e molti venditori. La probabilità di vendere anche solo uno dei nostri prodotti o di far entrare nel business un’ulteriore persona è molto bassa, anche con molteplici tentativi. E badate bene: ho fatto un esempio per spiegarvi come il sistema diverga rapidamente anche in condizioni ideali, pensate se invece – come accade nella realtà – la percentuale di persone interessate fosse più bassa.


Cosa succede allora? Diciamo che i 125 venditori dell’ultimo livello, non riuscendo a guadagnare abbastanza,  lasciano il business divenendo solo compratori o nemmeno quello, abbandonando di fatto “ariaFritta-Padelle”. Si liberano quindi alcuni posti, i quali verranno riempiti di nuovo da altre persone. Le persone che sono entrate nel business al momento della sua saturazione perderanno, nella maggior parte, i soldi investiti inizialmente.

La realtà è che molti incaricati lasciano durante il loro primo anno; lo fanno per vari motivi, potrebbe non piacere come lavoro o potrebbero incontrare difficoltà, magari perché hanno una cerchia ristretta di conoscenti interessati o perché vi è una saturazione nella loro zona di influenza. Questo comporta una crescita più che lineare ma non esponenziale. Ci vogliono infatti diversi anni prima che una nazione risulti satura. Su quest’ultima frase si sono basate delle affermazioni che poi smentiremo. La saturazione avviene in due modi:

  1. Non ci sono più persone da coinvolgere
  2. Pur essendoci persone disponibili esse non entreranno a far parte della downline a causa dell’esperienza di un conoscente che era entrato in un momento di saturazione precedente il quale le convincerà a desistere, generando di fatto un punto di saturazione slegato dal numero di persone ma legato all’opinione che in quel momento la società ha di quel sistema.

Pensiamo per un’attimo a come si applica questo modello nell’era dei social network. Un networker ha una zona di influenza molto più ampia grazie ai social, quindi sarà facilitato nel trovare nuovi acquirenti, contattare conoscenti o reclutare networker senza dover per forza muoversi porta a porta come un tempo. Quindi ai primi networker di una zona potrebbe essere più facile diffondere il loro business, ma questo va poi a inficiare la probabilità che chi sta sotto di loro riesca a fare la stessa cosa in quanto, proprio a causa dei social, chi viene dopo troverà grosse difficoltà a cercare “aree vergini” dove prosperare. Inizia di fatto una guerra “interna” tra gruppi diversi (due downline diverse) della stessa società, un po’ come buttare una bistecca nella gabbia dei leoni.

LEGGI ANCHE:  Una guida al network marketing – Parte V

Di seguito una lista dei fatturati e del numero di venditori a livello locale o globale di alcune aziende. Purtroppo non ho tempo di cercarle tutte, mi sono concentrato su alcune delle più importanti di cui ho trovato i dati in poco tempo, ma mi affido alla volontà del lettore di approfondire. Si ricordi che il fatturato NON è il profitto, ma solo il volume di vendite, quindi è un valore lordo a cui si devono sottrarre i costi e sommare eventuali bonus per ottenere il ricavo del networker.

Azienda (Anno)

Fatturato

Venditori

Rapporto F/V

Amway – Italia (2016)

65,3 milioni di €

Oltre 35.000

Inferiore a €1865

Amway(2016)
[2017]

8.8 miliardi di $
[8.6]

>3milioni

<$2933

Amway China (2017)

2.6 miliardi di $

1.5 milioni

$1733.33

Herbalife(2011)

3.5 miliardi di $

2.7 milioni

$1296

Mary Kay(2015)

3.7 miliardi di $

3,5 milioni

$1,057.14

Tupperware(2015)

2.8 miliardi di $

3.1 milioni

$903

Herbalife (2015)

4.47 miliardi di $

4.0 milioni

$1117

Avon (2016)

5.7 miliardi di $

6.4 milioni

$890

La lista delle principali aziende di NM è disponibile qui. Ma ce ne sono molte altre.


Al prossimo weekend!

La Redazione

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