L’orrore non ha fine – Un video dal kibbutz

Un video attribuito alle stragi del 7 ottobre risolirebbe invece al 2018, nella faida tra due gruppi di narcos sudamericani...

maicolengel butac 6 Nov 2023
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A distanza di ormai un mese dall’inizio del nuovo conflitto tra Palestina e Israele ci avete inviato un video da verificare, video che, secondo quanto riportato, sarebbe stato diffuso subito dopo l’incursione palestinese nel kibbutz israeliano di Be’eri.

Il video non posso riportarvelo, non è uno spettacolo che ritengo abbia alcuna utilità mostrarvi. Mi limito a questo screenshot censurato:

Ma il testo con cui viene condiviso sì:

THE NEXT VIDEO SHOWS ONE OF THE MOST HORRIFIC TERROR FOOTAGE KNOWN TO MANKIND. IT’S EXTREMELY HARD TO WATCH BUT IN ORDER TO KNOW THE TRUTH, YOU HAVE TO WATCH IT!

a group of Hamas terrorists entered the Israeli Kibutz Be’eri, encountering a pregnant woman, her mouth was taped so she would not scream and they cut out her unborn child while she was alive

Quello che posso dirvi è che grazie a InVID ho potuto analizzarne i fotogrammi e arrivare alla fonte del video, che non è quella raccontata. Si tratta di un video, vero e terrificante, del 2018, e arriva dal Messico. Il video completo mostra l’epilogo di una guerra tra criminali messicani: gli uomini del signore della droga Ismael El Mayo Zambada che mutilano e uccidono due appartenenti a un’altra formazione criminale, la Guardia Guerrerense. Nel video completo, che dura nove minuti e rotti, si assiste prima alla decapitazione di uno dei due, e poi alla stessa scena che oggi viene spacciata come una tortura fatta dai guerriglieri di Hamas durante l’assalto al kibbutz. Solo che quella nel video non è una donna incinta a cui viene strappato il feto dal corpo mentre è ancora in vita, bensì un giovanissimo a cui viene tolto il cuore dal petto mentre è ancora vivo. L’orrore.

Purtroppo di pagine social e gruppi Telegram che stanno condividendo il video con la descrizione errata se ne trovano tante. Perché l’idea è sempre la stessa: se porta acqua al proprio mulino non c’è interesse a verificare, anzi. Ma questo è uno dei più grossi errori si possano fare quando si condividono immagini provenienti da territori di guerra, da cui è sempre complesso avere informazioni verificate e attendibili. Gli attori in gioco ovviamente mirano a diffondere disinformazione sull’avversario, e noi che assistiamo da lontano dovremmo imparare a prendere con le pinze tutto quanto arriva da quei territori, sia che sia narrato dai media mainstream sia che ci arrivi per altre vie.

Sarei tentato di non linkare la fonte del video, ma come BUTAC vi abbiamo abituato a non fidarvi mai, e quindi, solo per chi davvero ne sentisse la necessità, qui potete trovare l’articolo messicano del 2018 su El Blog de Narco.

maicolengel at butac punto it

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