…e più stupidi di prima!

1400euro

Uno degli aspetti eccezionali di questo blog sono i fans e gli assidui lettori. Li riconoscete subito: sono attivi, si pongono domande e segnalano notizie che ritengono inesatte, truffaldine o, più semplicemente, bufale. Quel che fa male è vedere come certe bufale che crediamo morte e sepolte tornino in vita per il puro gusto di alimentare i soliti stereotipi di stampo xenofobo.

Circola questa immagine sul social network blu.

 

 

A prima vista si direbbe una fotografia scattata dal sito de La Repubblica, il giornale fondato da Eugenio Scalfari. Il titolo è violento, aggressivo e mordace.

 

SCANDALO: AGLI IMMIGRATI 1400€ AL MESE, ALLOGGIO, BUS GRATUITO E BUONI PASTO.

 

L’articolo non è da meno: fa presa sull’emozione popolare e propone il classico paragone “immigrato privilegiato – italiano affamato” a cui siamo tanto abituati.

 

Secondo questa legge, gli extracomunitari guadagnano oltre 1400€ al mese senza fare nulla, alloggiano in case dagli affitti agevolati e incassano ulteriori agevolazioni. Tutto questo mentre un italiano precario o con una partita IVA uno stipendio così possono sognarselo. Essere Italiani ed Europei deve essere una colpa davvero grave.

 

Si prosegue così, con toni denigratori. Viene addirittura offerta la possibilità di visionare gli estratti conto di “due cittadini”, genericamente chiamati “un Marocchino e un Tunisino”, rei di ricevere “oltre 2000€ al mese” e di godere, sebbene vivano nelle case popolari, di numerosi privilegi.

C’è anche una foto allegata. Protagonisti un gruppo di extracomunitari appartenenti a varie etnie, disposti curiosamente in fila indiana. Alcuni di loro sorridono alla fotocamera. La foto suscita nel lettore indignato un’emozione di disgusto: è come se sapessero che la stanno facendo franca, per un motivo o per un altro.

In sovrimpressione, in colori così rossi da dare fastidio a un daltonico, campeggia lo slogan “Il popolo non si piega ma si ribella”.

E no, cari miei. Il popolo qui si è ben chinato. Per prendere un calcio nel sedere con la rincorsa. Come si fa a essere così boccaloni?

Saltano subito all’occhio due elementi di disturbo. Il primo è abbastanza ovvio: la barra di Facebook che sovrasta la pagina del portale informativo.

Per come stanno le cose adesso, è impossibile vedere un articolo di Repubblica direttamente sul social network blu. Esiste la pagina di Repubblica e i suoi post contengono i link ai loro articoli. Nulla di più. Perché quando si clicca sui link, Facebook passa immediatamente al sito in questione, spesso anche avvertendo.

Il secondo elemento è ancora più curioso. Il titolo poco sotto la barra di Facebook riporta la categoria “Cronaca”, eppure più sotto c’è una linguetta evidenziata in arancione dove sta scritto “Spettacoli”. Immediatamente sotto di essa, piccola e in rosso, di nuovo la parola “Cronaca” e, proseguendo, la dicitura “Sei in Repubblica > Cronaca”. E da quando la cronaca trova posto tra le notizie dello spettacolo?

Ma c’è di più. La foto fa riferimento a una pagina di Repubblica precedente al restyling grafico, del quale ha goduto di recente. Sono un assiduo lettore del giornale di Ezio Mauro; usufruisco spesso della sua versione web. Vi garantisco che mai, e dico MAI, ho visto un titolo su questo giornale con toni così scandalistici. (Casomai più subdoli, ma tant’è).

Repubblica si è sempre inquadrata nell’area del centrosinistra – quel centrosinistra che molti desumono sia vicino all’immigrazione, eterno cavallo di battaglia dei partiti di destra. La cosa che più stupisce è che quest’articolo non è firmato – la firma si trova di solito in basso a sinistra, subito dopo il titolo. Un titolo che, comunque, salterebbe immediatamente all’occhio per il suo essere controcorrente con la linea editoriale. Questi sono alcuni dei “giornali” che fanno leva sul titolo “gridato”, per darvi un esempio.

Tralasciando i toni violenti del testo, creati ad arte per fomentare l’odio xenofobo verso la categoria degli immigrati, portiamo la nostra attenzione sulla foto. In alto, sopra la testa del presunto immigrato che sorride all’obbiettivo, c’è un cartello con una scritta blu su campo giallo. Esatto: è il cartello delle Poste Italiane, in questo caso corredato da un cielo azzurro.

(Ipotizzo sia quello che gli utenti delle Poste vedrebbero ogni giorno alzando gli occhi, date le file chilometriche fuori dagli edifici).

 

 

Una ricerca con Google Images ci porta indietro nel tempo – giuro, stavolta non l’ho scritto apposta. Sempre Repubblica fa i conti sull’immigrazione e la regolarizzazione. E cosa troviamo? A quanto pare la foto è stata scattata davanti alle Poste e quelli sì, sono immigrati… ma la notizia risale al 2008, l’immagine forse anche ben prima. Quegli “immigrati” erano in fila perché aspettavano di poter regolarizzare la propria posizione! Una realtà ben diversa da quella fotografata dall’immagine! Probabilmente la foto è stata scattata durante inverno: lo possiamo dedurre dai giubbotti indossati e dall’albero riflesso sul vetro nell’angolo a sinistra.

Tutto confermerebbe che si tratta di una bufala. Per provarlo in via definitiva, ho cercato la notizia sul sito del giornale di Largo Fochetti. Risultati? Zero. Ho provato anche con la ricerca avanzata. Stesso risultato.

 

 

È stato tutto troppo facile. Sembra quasi che l’abbiano fatto apposta a sbagliare. Sento puzza di burla.

… e infatti scavando tra le ricerche di Google si scopre che questa bufala era già stata “sbufalata” da Alberto Sofia nel 2013 per Giornalettismo.

Una foto taroccata, con un presunto articolo di Repubblica.it, che annunciava una legge attraverso cui agli immigrati sono concessi «1400 euro al mese, alloggi, bus gratuito e buoni pasto». Con tanto di titolo “gridato”: «Scandalo». Peccato che, come spiega anche il gruppo su Facebook “Il Muro dei boccaloni“, si trattava di un fake. […]

Spiega anche il “Muro dei Boccaloni”, noto per ricercare in rete falsi e panzane di vario tipo: « A prima vista sembra una pagina del quotidiano Repubblica. Solo che dai dettagli si vede che è un fake (bufala) buono per provocare migliaia di condivisioni e di commenti indignati. Naturalmente qualsiasi ricerca fatta non porta a nulla. Chi ha diffuso questa bufala? La solita pagina dei bufalari», si legge. Tutto mentre, nel link che riporta il fake, i commenti con stile razzista impazzano: «Quando ci uniremo per riprenderci l’Italia?», azzardano alcuni. Altri se la prendono con i politici o invitano a ribellarsi contro gli immigrati, con i soliti slogan. Solo pochi fanno notare come sia molto semplice capire che l’articolo sia soltanto un fake.

In sintesi, si è trattato di un’opera volutamente esagerata creata ad hoc da un’altra pagina Facebook. Tutto questo per portare a galla un malcostume italiano – e, permettetemelo, mondiale. È davvero così facile indignarsi a comando? È davvero così facile trovare un pretesto per tirare fuori il peggio di noi?

È davvero così facile per qualcuno credere a una bugia per giustificare il proprio timore infondato verso qualcosa che non conosce? Quel timore che porta l’uomo a commentare con il vecchio adagio, “Non sono razzista ma…”?

Il Ninth