I dati sulla criminalità – Vol. 3
Il Viminale pubblica i dati sulla criminalità aggiornati, e noi cerchiamo nuovamente di fare chiarezza sul tema

Sono passati pochi mesi da un articolo in cui trattavamo i dati sulla criminalità nel nostro Paese ed ecco che ci tocca ritirare fuori quegli stessi numeri, perché tra giornalisti e politici sono pochi quelli che cercano di fare vera informazione.
Il 12 ottobre il Sole 24 Ore ha pubblicato l’edizione 2025 dell’Indice della criminalità, su dati del Viminale. Il giorno dopo, puntuale come un orologio svizzero, ecco Libero che titola:
Toh, gli immigrati delinquono cinque volte più degli italiani
La Verità, con un pezzo di Maddalena Loy:
Criminalità in calo. Ma un terzo dei reati viene commesso da soggetti stranieri.
Qui su BUTAC non abbiamo particolare stima di nessuna delle due testate e non partiremo dai loro articoli per cercare di smontarli, tanto chi legge LIbero e la Verità difficilmente leggerà mai in vita propria un sito di fact-checking come BUTAC.
A noi interessa solo una cosa, far chiarezza sui numeri, in questa eterna campagna elettorale del governo Meloni. Per fortuna di questi numeri sapevo che ci eravamo già occupati quest’anno, per ben due volte a distanza di poco tempo. A giugno con il video del “2% che commette il 50% dei crimini” e a luglio con l’editoriale di Belpietro sui bus di Bologna. Rileggendoli per scrivere questo pezzo ho trovato due errori che avevo fatto. Sono già corretti, con una nota in testa a ciascun articolo, ma li raccontiamo anche qui, perché chiediamo agli altri di trattare i numeri con rigore e dobbiamo farlo per primi.
Prima i nostri errori
Scrivevamo che erano state segnalate 828714 persone, ma era una valutazione sbagliata: ci sono state 828714 segnalazioni relative a persone, ma ci sono soggetti che sono stati denunciati più volte nello stesso anno, chi viene denunciato tre volte ad esempio conta appunto tre volte, anche se il denunciato è sempre lo stesso. Anni di fact-checking ci hanno insegnato che correggere gli errori è qualcosa che va fatto, ma va anche segnalato ai lettori, per permettere quella trasparenza che spesso denunciamo mancare negli altri. Il secondo errore riguardava un calcolo nel pezzo su Belpietro: lo trovate spiegato nella nota di correzione in testa all’articolo.
Veniamo ai dati di oggi
Nel 2025 le segnalazioni relative a cittadini stranieri denunciati o arrestati sono state 292.820, il 35,1% del totale, contro il 34,7% del 2024. I crimini denunciati nel 2025 sono invece circa 2,3 milioni, e – come potete verificare con un semplice calcolo matematico – si evince che nella maggioranza dei casi l’autore resta ignoto. Quei reati senza autore non sappiamo chi li abbia commessi. Non lo sappiamo noi, non lo sa Libero e nemmeno Maddalena Loy de La Verità: non lo sa nessuno. Sostenere quindi, come fa La Verità nel titolo, che un terzo dei reati viene commesso da stranieri è sbagliato. Il dato corretto è che un terzo delle segnalazioni di presunti autori riguarda stranieri.
Facciamo un esempio semplice, immaginiamo le multe alle auto che non hanno pagato il parcheggio in una determinata zona, che ha 1000 posti. Se 350 di quelle multe riguardassero auto con targa straniera ci verrebbe da dire che un terzo delle auto multate è straniera. Ma potrebbe essere che la stessa auto sia stata multata più volte durante l’anno. Io davanti a dove lavoro ho un SUV con targa rumena, parcheggia tutti i giorni in divieto di sosta in mezzo alla strada, da tre anni. Ogni settimana gli fanno almeno tre multe, e una o due volte al mese lo portano via col carro attrezzi. Alla fine dell’anno probabilmente risulterà che le multe alle targhe rumene sono cresciute moltissimo negli ultimi tre anni, ma nella realtà dei fatti è sempre lo stesso SUV che viene conteggiato qualche centinaia di volte all’anno.
L’altra cosa che andrebbe ripetuta alla noia è che una denuncia o un arresto non sono una condanna, ma tant’è.
Libero, come avete visto nel titolo, dice che gli stranieri delinquono fino a cinque volte di più degli italiani. Ma anche qui siamo di fronte a una semplificazione che ritengo vada spiegata meglio. Nel 2025, infatti, ci sono state circa 293mila segnalazioni relative a crimini compiuti da stranieri, e gli stranieri residenti in Italia sono circa 5,6 milioni: fa più o meno 5 segnalazioni ogni 100 stranieri. Le segnalazioni relative a italiani sono circa 541mila, su circa 53,5 milioni di italiani: più o meno 1 ogni 100 italiani. Quindi il conto tornerebbe; i problemi difatti non sono nei numeri, ma appunto in come gli stessi vengono raccontati. Tra le segnalazioni di crimini fatti da stranieri ci sono anche quelle relative agli irregolari, o a chi comunque nel Paese non risiede, oltre al fatto che, come detto poco sopra, uno non vale uno, lo stesso soggetto può essere indagato e/o colpevole per ben più di una delle denunce fatte.
Grandezze differenti
Per arrivare alla stessa considerazione che abbiamo già fatto in precedenza: si stanno confrontando grandezze differenti. I reati, ovunque nel mondo, li commettono soprattutto maschi giovani. L’insieme “gli stranieri” in Italia è composto in gran parte proprio giovani adulti, mentre l’insieme “gli italiani” comprende anche milioni di bambini e anziani. Quando abbiamo fatto il confronto sui detenuti, guardando solo persone della stessa età, la distanza tra le due categorie si è ridotta parecchio. Per le segnalazioni purtroppo non si può fare con precisione lo stesso confronto, perché il Viminale non pubblica i dati divisi per età e cittadinanza insieme. Ma l’idea è che si vada nella stessa direzione.
Sia chiaro, questo non significa che la differenza sparisca del tutto. Come abbiamo visto parlando di detenuti, anche facendo il confronto corretto, resta quasi il triplo. Ma tutti gli studi indicano che la sovrarappresentazione riguarda soprattutto gli stranieri irregolari, circa 320mila persone, poco più dello 0,5% della popolazione. Mentre invece, come spiegato nell’articolo di giugno, gli stranieri regolari hanno tassi in linea con quelli degli italiani. La cosa che fa “sorridere” è che lo ammette perfino La Verità, a metà dello stesso articolo che titola sul “terzo dei reati”.
Concludendo
È un problema reale, ma riguarda una categoria precisa, non “gli immigrati” in generale. Perché non abbiamo trovato quotidiani che lo spiegano con dovizia? Perché nessuno si è preoccupato di interrpetare quei numeri nella stessa maniera che abbiamo usato qui sopra?
La risposta non la può dare un fact checker, dovrebbero darla i politici, quegli stessi politici che troppo spesso fanno orecchie da mercante alle domande dei cittadini.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Emiliano Bar su Unsplash