STUPROGRUPPO

Mi immagino come debba essere scrivere su un blog populista. Nell’arco della giornata usciranno due o tre notizie che puoi distorcere per fomentare gli animi rivoluzionari, che siano di estrema destra, di estrema sinistra o religiosi. Che fare quindi? IDEONA! Peschiamo cose a caso che hanno fatto grande successo negli anni passati e riproponiamoli così come sono, dei copia/incolla d’autore e vediamo quanti riusciamo ad aizzare anche oggi.

Un bellissimo blog, Adessobasta – che riesce ad avere un’area Bufale e un’area NWO nello stesso sito e che ha una pagina Facebook dal poetico nome di Fuori dai coglioni – pubblica in data 9 Marzo 2015 questo articolo

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 NIENTE CARCERE PER CHI STUPRA IN GRUPPO: LO HA DECISO LA CASSAZIONE

Per i ragazzi del branco imputati di stupro non si devono spalancare le porte del carcere. Non necessariamente. Il giudice può applicare misure cautelari alternative, se lo ritiene opportuno. Anche gli arresti sotto il tetto di casa, per esempio. Lo ha stabilito ieri la Corte di cassazione

Ieri? La fonte, o meglio l’originale, di questo articolo è stranamente linkato e si trova qua, articolo del 1 Gennaio 2013

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 Carcere non obbligatorio per chi stupra in gruppo

Ho dei seri dubbi che la Corte di Cassazione abbia lavorato il 31 Dicembre, infatti questo famigerato “ieri” è il 01 Febbraio 2012, per la precisione è la sentenza numero 4377/2012 (il sito della cassazione al momento non funziona). Per creare un po’ di sdegno nella gente sono andati a pescare una notizia di 3 anni fa, gli hanno tolto qualsiasi riferimento temporale e, cosa ancora più grave, la notizia era già stata sbufalata subito dopo essere uscita sui giornali e sul web, ben prima di quel primo Gennaio 2013. Ma a loro che gli frega? Mica vogliono fare informazione, vogliono solo le vostre views.

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La notizia così come veniva riportata nei primi giorni era il solito stracciarsi le vesti senza aver capito assolutamente nulla della sentenza. Titoli totalmente fuorvianti da ogni parte. Un bel post che spiega nella maniera più semplice possibile la questione lo potete trovare su L’indifferenziato, dove trovate anche altri link per approfondire, che già il 10 di Febbraio 2012 aveva risolto il mistero. Ovviamente sia i copioni di Adessobasta che quelli di Pressnews – non so loro da dove abbiano copiato, ma poco importa –  mica potevano googlare per vedere se la notizia fosse vera, hanno benaltre cose da fare.

Cerchiamo di dare un ordine al discorso e partiamo da una legge, detta “decreto-Maroni” o “Carfagna-Maroni”, la legge 23 aprile 2009, n. 38. Questa legge ha sancito che per alcuni reati, tra cui la violenza sessuale commessa da un singolo (art. 609bis del c.p.) o da più persone (art. 609octies c.p.), l’unica misura cautelare che il Giudice può disporre è la custodia in carcere. Attenzione: si parla di una misura cautelare, non della pena: mentre quest’ultima serve a punire un reato accertato da una sentenza, reprimere il crimine e dissuadere tutti dal commettere altri reati, la misura cautelare serve asalvaguardare il corretto svolgimento delle indagini o di un processo penale, prima della suaconclusione e addirittura prima che ci sia una sentenza.

Quello su cui la Cassazione si è espressa riguarda la misura cautelare da applicare a chi è accusato di un reato, non la pena per l’averlo commesso. Ancora troppo difficile?

Quella legge, infatti, lasciava al giudice una scelta troppo radicale: o il carcere o la libertà assoluta. Ma è evidente che questo può rappresentare un pericolo tanto per la vittima quanto per l’indagato: se gli indizi non sono gravi, ma comunque rilevanti, il Giudice correrebbe un duplice rischio: “arrotondando per eccesso”, manderebbe in carcere una persona innocente e non fortemente indiziata; “arrotondando per difetto”, lascerebbe comunque a spasso un soggetto colpito da una serie di indizi.
Ecco perché, prima della legge Maroni-Carfagna, al Giudice era lasciata la libertà di optare anche per altre misure cautelari, meno drastiche ma soprattutto meglio commisurate al caso concreto: arresti domiciliari, divieto di dimora in un particolare luogo etc. Ed ecco perché l’art. 275 c. p. p., che ho citato prima, stabilisce non solo che la carcerazione preventiva dev’essere l’extrema ratio, ma anche che ogni misura cautelare scelta dal Giudice dev’essere proporzionata al fatto e alla potenziale sanzione: due princìpi che, di fatto, la legge Maroni-Carfagna neutralizzava.

Per chi verrà ritenuto colpevole del reato di stupro, che sia commesso da un singolo o da un gruppo, non cambia nulla, le pene non sono state variate. La sentenza ha semplicemente reintrodotto la possibilità di scelta per il giudice, durante le indagini e il processo, di utilizzare misure alternative alla galera o alla libertà dell’indagato.

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Ultima citazione dal pezzo di Carlo Nalli

Riassumendo: 1. Non è vero, come dicono molti link, che non esiste più la custodia cautelare per gli stupratori. I Giudici possono decidere di non applicarla per i “non gravemente indiziati”, il che è molto diverso e, direi, giusto: vi piacerebbe finire in carcere accusati di stupro sapendo non solo di essere innocenti, ma anche che non ci sono forti indizi contro di voi?

Concludo con la solita morale: smettetela di seguire certi siti spazzatura che

  1. non vi linkano le fonti e se per caso lo fanno sono a loro volta sbagliate
  2. rimuovono riferimenti temporali per rendere immortale la bufala
  3. decontestualizzano gli argomenti per poter creare ancora più sdegno

Adesso basta. Se questi siti continuano ad esistere e proliferare è perché c’è gente che li legge. Basta.

Noto ora che anche quella grande chiavica leggenda di JedaNews ha riportato il 10 Marzo questa “notizia” nel suo oramai proverbiale stile

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 Stupro di Gruppo?!? Da oggi non è più scontato il carcere…La pena portebbe non esserci! Assurdo

dimostrando di non aver capito una favazza della questione – in realtà lo sanno benissimo, ci fanno anche loro come tutta la combriccola complottaropopulista – dato che in nessun modo la Cassazione si è espressa sulla pena. JedaNews però ha copiato da altra fonte, CrimeBlog, che spiega correttamente ma si affida ad un titolo sbagliato, strano molto strano, e fa riferimento a quanto espresso dalla Consulta successivamente alla sentenza della Cassazione, confermandola. Articolo comunque del Luglio 2013, ANNI fa. JedaNews condisce l’articolo scopiazzato con la solita dose di ggentismo e populismo con l’unico scopo di aizzare la gente.

BASTA SEGUIRE QUESTI SITI OSCENI.

 

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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