verifica dei fatti

Negli ultimi giorni sono tanti quelli che con tono di sfida, classico da leoncini da tastiera, hanno scritto a Butac perché ci impegnassimo a demistificare quelle che secondo loro sono notizie bufala. L’argomento principe è la Siria, secondo le segnalazioni che ho ricevuto tutto quanto viene riportato dalla stampa mainstream al momento è fuffa. Solo testate come Sputnik News o RT stanno dicendo la verità.

Fonte?

Le stesse Sputnik News e RT.

A me piacerebbe che chi mi ha fatto queste segnalazioni accendesse lo spirito critico prima di comunicare col mondo, come si può pensare di basare una demistificazione di notizie di politica internazionale usando come fonte due testate note per spacciare spesso disinformazione? Come si può pensare di avere un’unica fonte non verificabile a dimostrazione della veridicità di una notizia?

È un problema grosso, perché bene o male ci cadiamo un po’ tutti. Ci fidiamo di una testata o di un soggetto (politico o meno) e da lì ci abbeveriamo, quotidianamente. La pigrizia regna sovrana, un po’ perché, come dicevano i nostri genitori: “Se l’han scritto sul giornale, se l’ha detto qualcuno di famoso, ci sarà della verità, vuoi che nessuno controlli?”; un po’ perché le fonti da cui le notizie arrivano sono troppe, impossibile controllarle tutte.

Ma difatti non serve controllarle tutte per capire quando ci troviamo di fronte ad una fonte dubbia. Vi faccio un esempio pratico, questa è una delle segnalazioni ricevute:

“Aspettiamo articolo su questa roba, anche se per voi è sempre più comodo parlare di stronzate quali il pitone che mangia gli uomini.” Nella foto allegata si vedono due screenshot con una bimba in mezzo a delle macerie, nel primo il testo sostiene che la bimba sia in fuga da Aleppo dopo che tutta la sua famiglia è stata sterminata, nello screenshot più in basso invece si vede che si tratta di un frame di un video musicale.

Il problema più grosso di questa segnalazione sono le fonti. Come potete osservare nello screenshot superiore è stato volutamente tagliato fuori il logo/nome/brand di chi sta condividendo il post bufala. Potrebbe essere chiunque, magari una testata simile al Fatto QuotiDAINO o LiberoGiornale, siti che pubblicano per il 99% notizie inventate, siti che non vale la pena sbufalare. Io ho cercato la foto sui media mainstream, ma da nessuna parte l’ho trovata condivisa per vera su testate verificate. Ma allora come mai ci è stata segnalata? Perché la pigrizia del gentile lettore è tale e tanta che lui di verifiche non ne ha fatte, si è trovato quella foto già così assemblata e ha dato per scontato fosse corretta. Quindi di rimando si è convinto che tutta la stampa estera stia mentendo su quanto sta avvenendo in Siria. Io non sono qui a dirvi chi dica la verità e chi dica bugie, non ho la redazione di una grande agenzia di stampa, sono sempre il solito piccolo blogger in pigiama, ma so che di uno screenshot come quello qui sopra non mi fiderei mai.

Chi l’ha diffuso? Perché? Come mai ha deciso di tagliare la fonte?

Il lettore che mi ha segnalato la cosa  non si è posto il dubbio del come mai l’immagine fosse tagliata, e la spaccia per informazione da far circolare per buona ai propri accoliti (lo stesso gentile segnalatore è un leader di una forza politica della sua città). Avere una fede politica non significa dover diventare webeti, si può stare con destra, sinistra e centro senza per questo dover credere a notizie non verificate/verificabili. Si tratta di onestà, quella tanto sbandierata quando si fa campagna elettorale ma subito dimenticata quando i giochi sono fatti.

Probabilmente i politici si comportano così da sempre, non credo sia una novità che si menta, ma quella che è la novità che mi spaventa di più è che oggi per creare una notizia falsa ci vogliono cinque minuti d’orologio, per sbufalarla magari possono volerci ore, e in alcuni casi la demistificazione è impossibile visto che le fonti mancano, lasciando che chi l’ha presa per buona resti fermamente convinto della fondatezza della notizia.

Per convincere chi si è fidato del proprio amato leader ci vorrebbe una vita.

Lo vedo negli occhi di mio padre, quando la domenica ci sediamo a tavola, lui si fida, si fida di quello che sente al TG, non riesce a credere che alcune delle notizie siano state manipolate, più volte mi ha detto: “Ma mica siamo a Cuba o a Mosca, qui c’è libertà d’informazione, e questi sono TG nazionali, è impossibile dicano bugie”.

E invece.

Quanti di voi sono convinti che l’Italia sia il paese che accoglie più immigrati? Moltissimi lo sono sicuramente, visto sulle loro pagine gli unici due problemi sono gli immigrati e l’euro. Sull’euro non posso pronunciarmi, sono europeista convinto e nulla mi farà cambiare idea, ma posso capire che ci sia chi non la pensa come me. Ma sugli immigrati? I numeri sono disponibili a tutti, verificare quanti ne arrivino da noi e quanti ne siano arrivati nei Paesi a noi vicini non è difficile, eppure tanti non lo fanno. Basta sentire “sbarchi di 15mila immigrati” per convincersi che arrivino solo qui…

E invece.

La segnalazione del lettore ha ricevuto una risposta direi abbastanza chiara:

Ma un link dove l’abbiano condivisa per davvero come buona ce l’hai, so solo lo screenshot senza riferimenti alcuni, perché è un po’ poco per parlare di bufala. Qui sei tu che sostieni che sia stata presa per buona, mi devo fidare? Non ti sei domandato come mai non ci sia l’intestazione della pagina che l’ha messa in giro? Su testate note straniere non ne trovo traccia. Sii un minimo diffidente anche tu. Detto ciò su Butac si è sbufalato il pitone, ma anche disinformazione da Siria, Iran, Israele, Medio Oriente in generale, il modo in cui segnali non rende ben disposta la gente. Un abbraccio!

Ma evidentemente non abbastanza se a questa mia risposta lui replica così:

In alternativa potreste sbufalare l’articolo dove repubblica dice che ad Aleppo Russi e Siriani brucino vive donne e bambini.

E anche qui la fonte che sostiene siano bufale è la stessa di prima, fonte non verificata, ed è l’unica a sostenere che siano bufale. Sarà vero? Io non posso certificarlo, non sono là, e neppure il nostro lettore può farlo, neppure lui è là, sta comodo a casa sua davanti allo schermo del pc.

Ma allora perché questo inacidirsi? Perché si deve discutere su fatti così distanti e difficili da verificare? Perché è importante cercare di rendere ridicolo il demistificatore agli occhi dei propri supporters, è importante denigrarlo il più possibile in modo che chi ci segue si convinca che i debunker sono dei falsi. Sia mai che ci leggano e si accorgano che non è proprio così.

Denigrare, cambiare argomento, diffamare, questi sono solo alcuni dei sistemi con cui oggi si fa politica nel nostro paese, perlomeno sui social network. Credo che in tanti abbiate notato che negli ultimi giorni è cominciata una campagna antibufale, gli amici e colleghi David Puente e Paolo Attivissimo hanno denunciato pubblicamente una delle tante reti esistenti in Italia e alcuni dei siti ad essa legati sono svaniti dal web. Il problema è che non spariranno i tantissimi siti “seri” come quelli di cui parliamo qui, non spariranno i soggetti che manipolano l’informazione di parte per portare acqua al proprio mulino. No, questi resteranno dove sono, finché avranno accoliti e lettori che li supportano avranno mercato, finché voi lettori non vi sveglierete continueranno a fare danni.

Purtroppo non è facendo chiudere i siti di notizie false e manipolate che si ripulisce la rete, perché come ben sappiamo domani riapriranno sotto nuovo nome e agenzia pubblicitaria. No, purtroppo la rete la si può ripulire solo partendo dal basso, con un lavoro certosino. Vanno introdotti corsi nelle scuole medie, corsi nei licei, corsi nelle università, corsi che insegnino ai giovani come si naviga in rete, come si fa verifica dei fatti, come dubitare di una fonte. Solo così si può davvero sperare in un futuro migliore, fatto di soggetti alfabetizzati che non cascano in ogni dannata sciocchezza che hanno visto girare sul web.

Butac non è un sito di news, ma vorrebbe da sempre essere un sito educational, a noi non interessa il pubblico che ci cerca solo e unicamente per verificare se una notizia è vera o falsa, a noi interessa che ci leggiate per imparare anche voi a riconoscere la fuffa.

Don’t just read Butac, be BUTAC!

Spero di esser stato esauriente, spero che siate arrivati fino in fondo, spero sinceramente di avervi dato spunti di riflessione e non di discussione.

Michelangelo Coltelli aka

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!