La settimana scorsa dopo che molte testate avevano riportato il comunicato dell’Unione Italiana Food sul consumo di pasta di sera avevo attaccato la notizia con un articolo che avete letto in tanti.

Il mio articolo faceva riferimento allo studio pubblicato su Lancet, che da tutte le testate veniva usato come riferimento, studio che diceva molte altre cose, non riportate in forma completa dai media che avevano ripreso il comunicato.

Altri studi

Durante il weekend però ho avuto un gentile confronto con la stessa Unione Italiana Food scoprendo che in realtà loro facevano riferimento a più studi, non citati sui giornali, e a linee guida ben precise. Non sono ironico, il confronto è stato con una persona gentile, corretta, e che ci ha tenuto a spiegare le cose in maniera esauriente. Avercene di responsabili così…

Amo la pasta, come moltissimi italiani, e se posso spezzare una lancia in suo favore lo faccio volentieri. Nessuno dice che non si possa mangiare la pasta di sera, cosa invece molto radicata nella cucina attuale, il problema sta nel quanto ne si mangia, e a che ora.

Moderazione e reflusso

Come spiegava l’esperto contattato da Unione Italiana Food, Luca Piretta:

Attenzione però a non esagerare con le porzioni e andare a letto subito dopo averla mangiata, perché bisogna aspettare almeno 1-2 ore per evitare sintomi correlabili al reflusso gastroesofageo

La porzione dev’essere di 80 grammi. Ma c’è di più, un altro studio che non era citato nel primo comunicato di Unione Italiana Food, risalente al 2014 e pubblicato sull’European Journal of Nutrition mostrava come un consumo di carboidrati la sera e proteine a pranzo fosse da preferirsi nel caso di persone in sovrappeso in relazione alla regolazione della glicemia.

Il sonno

Ed esistono altri studi che indicano che seguire un regime alimentare come quello Mediterraneo possa modificare in maniera positiva la durata del sonno e ridurre i sintomi dell’insonnia.

…a Mediterranean-style diet is associated with adequate sleep duration, less insomnia symptoms, and less likely to have insomnia accompanied by short sleep

Altri studi spiegano come una dieta bilanciata può aiutare nelle apnee notturne. Il comunicato di Unione Italiana Food inoltre evidenziava una cosa curiosa:

…la mangia il 99% degli italiani, ma il 65% dei consumi di pasta avviene a pranzo, mentre solo il 35% si concentra sulla cena. Cosa che non accade, ad esempio, per pane, frutta, verdura, carne e perfino dolce, consumati in quantità più o meno equivalenti tra i due pasti.

Giusto per capirci, se consumate meno pasta la sera perché vi han detto che fa male e poi la sostituite col pane cambia poco eh. Sempre carboidrati sono.

Fa dimagrire?

Sul fatto che la pasta faccia dimagrire c’è da fare una breve spiegazione, la pasta di per sé ovviamente non fa dimagrire. Il concetto che Unione Italiana Food voleva far passare è che mangiare carboidrati la sera (nelle giuste dosi e aspettando prima di coricarsi) può in parte conciliare il sonno, dormire le giuste ore aiuta nel combattere l’obesità. Quindi se i carboidrati conciliano il sonno i carboidrati possono aiutare non farci ingrassare.

Concludendo

Spero sia tutto chiaro, ho apprezzato il confronto con Unione Italiana Food per il tipo di approccio basato su evidenze scientifiche che hanno avuto. Continuo a ritenere i titoloni sfruttati dai tanti giornali sensazionalismo errato, ma mi fa piacere aver potuto approfondire la tematica.

Ovviamente il mio consiglio se avete problemi d’insonnia e di alimentazione è sempre il solito, prima di consultare google, prima di auto medicarvi e prescrivervi diete da soli: andate da un medico.

E se volete farvi una spaghettata a mezzanotte ricordatevi che sarebbe meglio attendere almeno due ore prima di andare a nanna. Aglio olio e peperoncino? PS Nel caso l’esperto di Unione Italian Food dice meglio pasta integrale…

maicolengel at butac punto it

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