Nel mese di gennaio tanti appassionati del mitico codino di Roberto Baggio mi hanno segnalato svariati articoli con cui ritenevano che il loro beniamino non avesse nulla a che fare. Purtroppo molte delle segnalazioni avevano link che erano già stati disabilitati e quindi non mi è stato possibile controllare di cosa si trattasse. Oggi, scrollando la mia bacheca Facebook, questo post sponsorizzato mi è apparso davanti:

Il mio occhio però, prima di vedere che si trattava di un post sponsorizzato (primo indizio della fuffa) era caduto su quel “Le nostre preghiere per Roberto Baggio”. Baggio ha giocato nel Bologna e all’epoca l’avevo anche conosciuto tramite un’amica comune. Il pensiero che potesse stare male mi dispiaceva molto. Per fortuna la cosa è durata una frazione di secondo, visto l’indirizzo web e il post sponsorizzato ogni dubbio si è subito dissolto: ero di fronte al solito post acchiappaclick sfruttato per pubblicizzare qualcosa.

L’oggetto della pubblicità è sempre il solito, un programma d’investimento collegato a Bitcoin che promette guadagni esaltanti. Stavolta si chiama Bitcoin Pro, ma chi fa questa robaccia sono sempre gli stessi che abbiamo visto in precedenti occasioni.

Cliccando sul link si viene rimandati a un sito che mostra prima di tutto il marchio Caffeina Magazine, e poi i loghi di altre testate note. Sono tutti specchietti per le allodole, come ho già tentato di spiegarvi più e più volte. Servono a convincere il malcapitato lettore di trovarsi di fronte a qualcosa di serio, che è stato appunto ripreso da famose testate.

Ma sono tutte sciocchezze, Bitocoin Pro è una truffa, come lo era Bitcoin evolution. L’idea che Facebook ancora oggi non sia riuscita a bloccare questo genere di post sponsorizzati mi lascia sempre allibito. Una delle prime cose da fare sarebbe bloccare i conti di chi paga per queste pubblicità, segnalando alle autorità dei vari Paesi in cui le stesse vengono mostrate i dati di chi ha pagato, in modo da aiutarli a raggiungere meglio i truffatori.

Ma è evidente che a Zuckerberg queste piccole truffe interessino poco, al momento a quanto leggo è impegnato con l’eliminazione delle bufale sul nuovo coronavirus, anche se ho paura che non sarà una cosa facile, visto che alcune delle bufale sono state messe in giro da media nazionali (per non parlare dei politici).

Non credo che serva aggiungere altro, la truffa è sempre la stessa, bisogna che sviluppiate anticorpi per riconoscerla da lontano.

Prima che me lo segnaliate, sappiate che i nostri cari amici truffatori hanno pronto anche l’articolo copia e incolla dove invece che il codino abbiamo Totti a sponsorizzare Bitcoin Pro.

Se questi volti noti cominciassero a denunciare Facebook per pubblicità ingannevole con la loro faccia sopra, forse, prima o poi, Facebook avrà lo stimolo a sviluppare al meglio gli algoritmi che selezionano la pubblicità che può andare e quella che invece va rifiutata.

maicolengel at butac punto it

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