Ci risiamo, dopo un mese in cui l’unica inserzione sponsorizzata che mi capitava in bacheca su FB era il faccione di un signore (in varie pose, sempre in ambienti chic e di lusso) che mi proponeva i suoi manuali per investire meglio, è tornato Bitcoin Code!

Dopo Soros, Berlusconi, Musk, e i tanti altri sfruttati per far circolare in maniera virale questa truffa, ora siamo passati alle ricche famiglie industriali italiane. Il titolo del post sponsorizzato che mi è passato in bacheca oggi difatti è:

La famiglia De’Longhi è in conflitto con la decisione del figlio che di rivelare la verità

A questo giro i truffatori di Bitcoin Code hanno scelto di usare il marchio di Caffeina Magazine per dare credibilità al loro articolo. Caffeina Magazine ovviamente non ha nulla a che vedere con la truffa, anzi, fossi al loro posto mi farei avanti con le autorità. Ma sappiamo purtroppo che i truffatori sono scaltri, si tengono lontano dal nostro Paese e riescono a veicolare la loro truffa sfruttando al meglio i social network.

Vi riporto la prima parte dell’articolo:

Imprenditore e uomo d’affari italiani, Fabio De’Longhi, si è fatto un nome grazie alla sua capacità di parlare senza peli sulla lingua, e non ha paura di svelare come guadagna i soldi.

La scorsa settimana, è stato ospite di Pomeriggio Cinque, annunciando una nuova “scappatoia della ricchezza” che, a parer suo, può far diventare milionario chiunque, nel giro di 3-4 mesi. De’Longhi ha consigliato a tutti gli italiani di approfittare di questa incredibile opportunità, prima che le grandi banche la blocchino per sempre.

E, come era ovvio, alcuni minuti dopo la sua intervista, Mediobanca ha chiamato per bloccarne la messa in onda, ma era troppo tardi.

È tutto falso: Fabio De’ Longhi non è stato ospite a Pomeriggio Cinque a parlare di Bitcoin Code, e Mediobanca non ha cercato di bloccare la sua intervista. Tutte bugie raccontate per convincervi a cliccare sui soliti link che promettono ricchezza. Link che servono prima di tutto a monetizzare il vostro click, poi se siete così sprovveduti da inserire i vostri dati monetizzano anche quelli, e infine se accettate di fornire la carta di credito per acquistare il software è facile venga clonata e usata non appena avrete installato il tutto.

Segnalate questi post sponsorizzati a Facebook, sono loro che dovrebbero avere filtri sufficientemente evoluti da bloccare sul nascere queste pubblicità.

Non credo di dover aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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