Susanna Ceccardi e le lezioni gender

Parte la campagna elettorale e con essa anche la nuova circolazione di vecchie bufale e spauracchi

maicolengel butac 4 Lug 2025
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Cosa dicevamo a proposito del “sembra di esser tornati nel 2017“?

Ci è stato segnalato un post dell’europarlamentare Susanna Ceccardi pubblicato sui suoi profili social. A noi è stato segnalato su Threads:

Lezioni gender a bambini della scuola primaria? No grazie!Nel Fiorentino spunta l’ennesimo progetto ideologico su stereotipi di genere, orientamento sessuale e identità fluida, rivolto a piccoli alunni di neppure 10 anni.Lo fermeremo. Giù le mani dai nostri figli!

Post che circola con quest’immagine:

Di cosa sta parlando la politica leghista? Di un progetto rivolto alle classi IV e V primarie e II, III e IV secondarie, promosso da Città Metropolitana di Firenze e Università degli studi di Firenze. Progetto di cui esiste un .pdf completo che potete leggere qui.

Il progetto “GEnder BUdgeting e DIffusione della CUltura di Genere – Ge.Bu.Di.Cu.”, mira a educare alla parità di genere nelle scuole (per le classi IV e V primaria e secondarie di II grado) tramite attività ludiche e laboratori (per i bambini) e dibattiti e testimonianze (per i ragazzi più grandi). Gli obiettivi sono superare gli stereotipi, promuovere il rispetto e il pensiero critico, e affrontare temi come linguaggio, inclusione, consenso e violenza di genere. Nessuna “identità fluida imposta”, ma educazione al rispetto delle diversità.

Parità di genere

Chissà se qualcuno dello staff delle leghiste Susanna Ceccardi e Susi Giglioli proverà a spiegare loro cosa significa quest’arcaica parola. Noi l’abbiamo già riportato più e più volte in vecchi articoli che trattavano progetti e corsi identici a quelli per cui Ceccardi ha pensato bene di far perdere tempo al Parlamento europeo. Ricordiamo che quel tempo è pagato dalle tasse di tutti i cittadini europei, non credete che in questo momento storico avrebbero ben altre cose di cui occuparsi? Nel 2024 scrivevamo:

I programmi educativi che vengono accusati di propagandare la “teoria gender” in realtà mirano a insegnare ai bambini il rispetto reciproco, l’importanza dell’uguaglianza e la comprensione delle differenze. Ad esempio, il “Gioco del rispetto” è un’iniziativa che incoraggia i bambini a superare gli stereotipi di genere attraverso attività ludiche, senza alcuna intenzione di confondere l’identità di genere dei partecipanti​. E invece è solo su quest’ultima narrazione che si concentra la disinformazione dei detrattori, dando a intendere a genitori ignari che a scuola si cerchi di confondere i bambini, spingendoli forzatamente a diventare quello che non sono.

E concludevamo così:

La “teoria gender” come presentata da alcuni media e politici è un mito creato per alimentare disinformazione e paura. Gli studi di genere e i programmi educativi mirano a promuovere una società più equa e rispettosa delle differenze, basandosi su evidenze scientifiche e ricerche approfondite. Per un’analisi dettagliata e ben documentata sulla questione, consigliamo di recuperare gli articoli di BUTAC linkati poco sopra, che smontano sistematicamente queste falsità con dati e fatti concreti.

Qualche fonte extra BUTAC:

Onestamente non ci viene da aggiungere molto, se non ripetere quanto stiamo dicendo da qualche settimana: siamo entrati in campagna elettorale, e certi movimenti politici stanno spingendo nuovamente vecchie bufale e notizie disinformative per manipolare l’opinione dei propri elettori e convincerli dei soliti spauracchi: dagli immigrati che ci invadono alle lezioni gender per farci diventare tutti gay. La cosa che ci lascia sempre più sorpresi è vedere come, pur di tenersi attaccate alle poltrone del potere, ci siano donne che remano contro ai corsi sulla parità di genere dando a intendere che si tratti di tutt’altra cosa.

redazione at butac punto it

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