Durante questo lungo weekend col ponte in tanti mi avete segnalato un video, pubblicato da svariate testate e presente su La Gazzetta della Sera, il “blog” del simpaticissimo amico che abbiamo visto alle Iene.

Il “Sarin di Assad” a Idlib nell’aprile 2017: una bufala che rischia di scatenare la Terza Guerra mondiale (e/o far vincere un altro Premio Oscar a George Clooney e ai suoi White Helmets). Per analizzarla in molti dei suoi aspetti, questo video (postato sia su Dailymotion che su Facebook).

Il tutto con una linkografia (in continuo aggiornamento) di riferimento.
Il video dura 10 minuti e rotti, se volete potete trovarlo qui, si parla di Siria, si difende il governo Assad, lo si fa purtroppo malamente usando tutti i trucchi possibili dei professionisti delle fake news, ma chi guarda, chi condivide, non è in grado di rendersene conto.
Partiamo dal minuto 3:09, l’introduzione è ricca di opinioni ed enfasi, ma senza nessuna reale prova. Mentre invece al minuto 3:09 si fa un’affermazione importante:
Tutte le armi chimiche che lo stato possedeva come possibile rappresaglia ai bombardamenti atomici di Israele e gli impianti per produrlo sono stati distrutti sotto la supervisione dell’agenzia delle Nazioni Unite, e tutte le successive ispezioni operate dalle Nazioni Unite hanno confermato il rispetto del trattato firmato nel 2014 dal governo di Damasco.
Analizziamo i fatti, questo è quanto riportava Reuters nel 2013:

Whether international inspectors can neutralize chemical weapons dumps while war rages in Syria remains open to question. Western states believe Syria has a vast undeclared chemical arsenal. Sending inspectors to destroy it would be hard even in peace and extraordinarily complicated in the midst of a civil war.

Subito prima che la Siria accettasse di firmare la Convenzione sulle armi chimiche i dubbi sul suo arsenale erano tanti da parte dei paesi occidentali, dubbi che sono rimasti. Perché mentre La Gazzetta della Sera ci parla di ispezioni e distruzione, evita attentamente di raccontare che il tutto è stato fatto su 21 dei 23 siti dichiarati dalla Siria (che precedentemente sosteneva di non avere armi chimiche) e che non sono state fatte ulteriori ispezioni libere. Era in buona fede il governo di Assad o meno? Ha davvero dichiarato tutti i siti di produzione e stoccaggio armi chimiche? I due che non sono stati visitati ora sono nelle mani dei ribelli o sono tornati sotto il controllo di Assad? Domande a cui io non posso dare una risposta verificata, e come me nessun altro dei tantissimi che hanno scelto di parlare dell’argomento come se avessero con la verità in tasca. Se tifate per una delle due fazioni in guerra lo fate per fede, non per conoscenze certe dei fatti. Avete fede in quei soggetti, ma non riponetela in siti come La Gazzetta della Sera e suoi emuli, loro non sono interessati a darvi fatti, ma solo manipolazioni degli stessi, una verità alternativa, credibile sicuramente, ma manipolata, pericolosa come accettare caramelle dagli sconosciuti.

Nel video successivamente ci vengono mostrati spezzoni di riprese che dovrebbero provare certezze. Si parla dello studio di Postol, di cui su BUTAC abbiamo già parlato (a dimostrazione che non è vero che queste cose non hanno circolato, come vorrebbe darci ad intendere il video). Ci vengono mostrati spezzoni dove i soggetti inquadrati sono descritti come noti tagliagole, ma dove siano andati in onda i video e chi siano esattamente non viene mai raccontato, tanta approssimazione, nessuna prova, se non le parole di Postol. Che non è sul luogo, ha solo analizzato video e dati di parte. Perché sono le uniche cose che abbiamo, ovviamente. Poi ci viene mostrata una delle pistole fumanti dei teorici del complotto.

La foto dovrebbe dimostrare la presenza di un attore di crisi, ovvero gente pagata per fare la comparsa (o volontari se legati a un’ideologia) in rappresentazioni del falso. Fermiamoci un secondo: quindi se c’è un attore di crisi, la storia del bombardamento è tutta finta. Perché la Russia e poi Assad dovrebbero aver confermato il bombardamento sostenendo che però non si è trattato di un bombardamento chimico? Che bisogno c’è di usare un attore se il bombardamento è stato confermato anche dalla fazione opposta? Non mi è chiaro.

E poi chiudiamo con le accuse dell’associazione svedese di medici per diritti umani. Il video pubblicato da La Gazzetta mostra immagini di mille provenienze diverse, ma le accuse dei medici svedesi erano ben precise, e anche di quelle abbiamo parlato qui su BUTAC.

Siete arrivati fin qui? In chiusura una chicca. Dieci giorni fa, in occasione di un articolo molto simile a questo, nella sezione commenti su Facebook è arrivato questo commento:

F: E con questo imbarazzante articolo, frutto di zero conoscenza della materia, tolgo il mio like alla pagina. Saluti.

BUTAC: Ciao e buona Pasqua!

F. era seguito da un altro amico:

M: come non capirti, un andazzo sconcertante

BUTAC: esistono altre ottime pagine di debunking. non mi pare ve l’abbia ordinato il medico. O sbaglio?

I due erano entrambi convinti del mio non capire nulla (lo sono ovviamente tuttora), sono andati avanti a commentini dove io ero l’inquisito e loro gli inquisitori, tanto era ovvio, loro sapevano, io no. Nel mio articolo concludevo con:

Chiunque vi assicuri con certezza l’una o l’altra versione è solo un tifoso non interessato ai fatti ma solo e unicamente a portare acqua al proprio mulino, qualcuno magari per passione, qualcuno più probabilmente perché supportato da una delle due fazioni in lotta.

I due “amici” in realtà proprio amici non erano, bastava un’occhiata ai due profili, uno fervido sostenitore di Assad, l’altro dei ribelli. Quando ho evidenziato tutto questo la situazione è diventata un filo ridicola, dall’attacco nei miei confronti si è passati al:

M: F. giusto per chiarire: l’attacco è stato compiuto dall’aviazione siriana SENZA armi chimiche, chi era là lo sa

F: Si dà il caso che io studi la Siria da tempo. Si dà il caso che abbia fonti autorevoli cui fare riferimento, ovvero storici , analisti e attivisti che studiano il paese da ben prima del 2011, ovvero da ben prima che i mentecatti ignoranti del web scoprissero l’esistenza della dinastia Assad e iniziassero a farsi le seghe sul “complotto” contro la Siria. Per favore, tifoso (questo era in risposta ad un mio post) lo vai a dire a qualcun altro.

M: F. storici e attivisti ahahah ok sei stato chiaro, ciao

F: Non ho alcuna intenzione di fare una discussione su Fb. Che non servono a niente.

E niente, poi son svaniti. Uno dei due in realtà non nel nulla, segue BUTAC da tempo e su altre cose in realtà gli piace quel che facciamo, ma se tocco il Medio Oriente, lui ha la verità in mano, io no. Peccato che le nostre fonti siano le stesse.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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