La Russia si prepara alla guerra

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Clima di guerra in Russia
Esercitazioni e scorte di cibo

Così titolava il Corriere della Sera (ripreso da tantissimi) il 12 ottobre 2016. Io non so perché sia necessario fare titoloni del genere, quando poi basta leggere con attenzione i tanti articoli che sono circolati in questi giorni per capire che si tratta solo ed unicamente di sensazionalismo acchiappaclick. Ma ormai ci siamo abituati a questi giochetti giornalistici, vero?

L’amministrazione del quartiere Kuzminki, nella periferia sud di Mosca, ha rotto gli indugi e ha già lanciato una raccolta di fondi tra gli abitanti per costruire un nuovo rifugio anti-atomico: «Ogni contribuente avrà un pass nominativo per entrare. Affrettatevi, i posti sono limitati». La psicosi di un possibile imminente conflitto con l’Occidente sembra essersi impadronita della Russia anche se, per fortuna, le cose non sono a questo punto, nonostante la fortissima tensione.

Questa l’apertura dell’articolo, che chiunque abbia un minimo di buon senso è in grado di inquadrare nell’ottica del “voi fate allarmismo, noi ci allarmiamo” .

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Se non l’avete visto, 10 Cloverfield Lane si svolge proprio in uno di questi rifugi, e il filma vale la pena a mio avviso

Io non ritengo che se un quartiere, in ansia per eventuali guerre/notizie, stia decidendo di costruire un rifugio anti-atomico, questa sia una notizia degna di nota. Avete idea di quanti hanno costruito lo stesso genere di rifugi negli anni della guerra fredda? E tutt’oggi avete presente quanti sono gli americani che ogni giorno costruiscono o finanziano rifugi anti-atomica? Lo spauracchio del cattivo russo (o nordcoreano, o ancora islamico, sempre d’attualità) è sempre di moda, che si tratti di cattivi veri o gonfiati dalla stampa poco conta.

Andiamo oltre nell’articolo del Corriere:

Il governatore di San Pietroburgo Poltavchenko ha ordinato lunedì di accumulare riserve di grano. Le autorità cittadine dovranno essere in gradi di assicurare a ogni abitante 300 grammi di pane al dì per 20 giorni. La settimana scorsa in scuole, uffici e fabbriche di tutto il Paese ci sono state speciali esercitazioni condotte dalla Protezione civile: cosa fare in caso di attacco, dove si trovano i rifugi contro i bombardamenti, eccetera. Nel manifesto affisso per le vie del quartiere Kizminki, si parla esplicitamente di una «attesa aggressione nucleare da parte di Paesi ostili (Usa e loro satelliti)».

E ancora:

Ieri diversi siti Internet hanno riportato un ordine emesso dal Cremlino e indirizzato a parlamentari e funzionari statali (anche a livello regionale): far rientrare al più presto i parenti che si dovessero trovare all’estero. Il portavoce di Putin non ha smentito la notizia, ma si è limitato a dire di non saperne nulla.

Come vogliamo definire quanto sopra? Visto che a quanto pare le fonti sembrano inesistenti io lo inquadrerei nell’allarmismo, cosa che non mi aspetto da una testata storica come il Corriere. Cosa vuol dire “diversi siti internet”? Se un giornalista straniero prendesse siti italiani come “VoxNews” e “Tutti i crimini degli immigrati” dovrebbe riportare che in Italia ogni giorno degli stranieri mettono a ferro e fuoco le nostre città, e che lo fanno nell’assoluta impunità. Caro Corriere, scrivere “diverse testate” non vale come fonte, per dimostrare che l’allarme sia reale e sensato dovresti citarne almeno qualcuno, magari usando solo testate note e nazionali. E invece da nessuna parte troviamo un link che ci aiuti nell’impresa.

Quello che troviamo sono italiani che invece se la prendono con lo stesso Corriere:

Imprese italiane in Russia a Corsera: nessun clima di guerra

“Scorte di grano e generi alimentari esistono in Russia dal 1949”

La lettera degli imprenditori, indirizzata al direttore (del Corriere), inizia così: “Le scriviamo in relazione all’articolo, a firma Fabrizio Dragosei, apparso oggi nella prima pagina del suo giornale, relativo alla Russia, dove si paventa un clima di Guerra, con tutta una serie di fatti ed esempi che starebbero a dimostrare il contenuto dell’articolo. Non abbiamo certo la pretesa di modificare le convinzioni del suo giornale sulla Russia, vorremmo però chiedere un maggior senso di responsabilità nel diffondere notizie che possono creare preoccupazione e panico tra le migliaia di nostri connazionali che lavorano e intrattengono relazioni di vario genere soprattuto economico con questo Paese. In Russia non c’è alcun clima di guerra e gli esempi forniti dal giornalista sono del tutto inesatti o palesemente parziali”.

Nella missiva si fa notare che “le esercitazioni della Protezione Civile vengono effettuate ormai da 16 anni con cadenza regolare, come peraltro avviene in tanti altri Paesi, le scorte di grano e generi alimentari esistono in Russia dal 1949, quando venne creato un’apposito Servizio Statale sulle scorte strategiche, che viene alimentato e rinnovato costantemente. Tralascio le considerazioni sulle vicende militari in quanto oggetto di sostanziale disinformazione mediatica in atto da tempo”.

Onestamente sulla sostanziale disinformazione in atto da tempo di cui si parla in chiusura non mi sento di mettere la mano sul fuoco, dovrei avere notizie aggiornate sottomano, da entrambi lati. Ma sul resto della lettera che alcuni imprenditori hanno scritto al direttore del Corriere direi di trovarmi d’accordo. L’articolo di Dragosei è ripieno di sensazionalismo, per mettere in cattiva luce Putin allarmando gli italiani, sia chiaro, non sono un grande estimatore di Vladimir, ma lo sono ancora meno dello pseudogiornalismo, anche quando va a colpire un bersaglio che non sta simpatico nemmeno a me.

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Veniamo alle affermazioni fatte da Dragosei, e vediamo di considerarle una alla volta.

Il rifugio antiatomico

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Questo è il volantino che ha messo in allarme Dragosei, peccato che basti cercare un po’ per accorgersi che i siti russi mettono in guardia, specificando bene che si tratta di iniziative messe in atto da personaggi identici a quelli che nel 2012 proponevano (sempre secondo la stampa russa) un posto su una fantomatica arca in previsione della fine del mondo. Quindi stiamo parlando di una classica truffa/bufala, qualche intraprendente imprenditore (o truffatore e basta) sta provando a mettersi in tasca dei rubli facendo leva sulla paura della gente, paura mossa anche da volantini come quello che il Corriere ha preso per valido senza fare la benché minima verifica.

Non è onorevole per una delle principali testate italiane, che dite?

Il viaggio a Parigi

È vero, il viaggio di Vladimir Putin a Parigi è stato cancellato, ma non era una visita di stato, Putin (ufficialmente) si doveva recare in Francia per inaugurare un centro culturale ortodosso nella capitale francese e (ufficiosamente) avrebbe incontrato Hollande per parlare. La versione ufficiale dei russi come la riporta il Guardian:

Putin’s spokesman, Dmitry Peskov, said the decision to call off the trip was due to the cancellation of cultural events rather than Hollande’s demand to discuss the Syrian conflict.

Io ovviamente non posso dirvi quanto ci sia di buono o meno, non posso dirvi se la cancellazione del viaggio sia veramente come affermano i russi, ma ritengo che non riportare tutta la trama sia non fare vera informazione. Perché la disinformazione la si può fare in più modi, anche omettendo parte del racconto.

Andiamo avanti.

Le riserve di grano

Si, è vero, il 10 ottobre 2016 alcune testate raccontavano che erano stati comunicati i dati sulle riserve di grano per la città di San Pietroburgo, per merito di quanto accumulato col raccolto dell’anno precedente si possono assicurare 300 grammi di pane al giorno per ogni cittadino. Negli stessi articoli si raccontano gli andamenti degli anni precedenti, il russo mi è decisamente sconosciuto, quindi le ricerche si limitano a questo, ma tanto basta per comprendere che l’abitudine di avere un fondo grano per i casi di emergenza sia una prassi comune in quelle zone. Esiste un intero sito dedicato agli «зерновых интервенций», Interventi sul grano (e non solo). Quindi, stiamo parlando di una non notizia, se è normale che lo facciano non vedo perché dovrebbe essere rilevante ai fini di quanto Dragosei vuole raccontarci, sbaglio?

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L’ordine del Cremlino

Come detto sopra a me “diversi siti internet” sa di fuffa senza un link, capisco che si sia ancora abituati alla versione solo cartacea, ma in quella di solito il generico veniva sostituto da un titolo russo, magari verificabile. Qui tocca andarseli a cercare. Trovo testate russe che riportano la TASS, ma ancor meglio, trovo Russia Today che per una volta mi viene in aiuto:

British tabloids go into WWIII frenzy over reported pull-out of Russian officials’ relatives

La fonte dell’articolo del Corriere, e in particolar modo della parte dedicata all’allarme del Cremlino a fare rientrare in patria i parenti viene dal Daily Star, testata che potremmo inserire con il Daily Mail nella black list con un posto d’onore. Come riporta RT:

“Russia ‘urgently recalls officials’ families living abroad’ as WW3 threat looms,” said the headline of the Daily Star, which apparently was the first British newspaper to report the story.

 

Suvvia ragazzi, già dal logo la testata puzza:

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Non è che vogliamo finire così

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Vero?

Io fossi in redazione al Corriere cercherei di porre rimedio all’articolo, perlomeno inquadrandolo nell’ottica corretta e spiegando quale è stata la svista. I lettori ne hanno diritto. A scanso di equivoci qui la copia su Webarchive (a cui prossimamente dedicherò un articolo da quanto li amo). Lo so, io non sono nessuno per criticare l’operato di giornalisti che hanno studiato, sono solo un blogger in pigiama, ma sono anche un lettore, e in quanto tale mi piacerebbe un approfondimento che spiegasse il perché di quest’allarmismo in buona parte infondato.

Purtroppo ho paura che la mia richiesta cadrà nel vuoto.

maicolengel at butac punto it

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PS

Per chi mi legge abitualmente qui su Butac, non avete idea della fatica che è stata arrivare fino in fondo all’articolo, conoscete bene la simpatia che ho per quel presidente, ma la corretta informazione viene prima di tutto.

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.