Boicottare la Francia per fermare Xylella

Noemi Jane Urso 14 Apr 2015
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FRANCIAXYLELLA
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Vi disturbo per una buona causa: da lunedì prossimo sarà attivo l’embargo francese su una moltitudine di prodotti agricoli pugliesi usando strumentalmente il problema xilella (sic). Io da oggi non compro più Made in France: non compriamo profumi formaggi abbigliamento e tutto quello che viene prodotto in Francia dopo l’embargo con cui il ministero dell’agricoltura francese ha vietato l’importazione di quasi tutti i prodotti agricoli pugliesi. Diffondi più che puoi questo messaggio per aiutare la Puglia.

La Francia

La Francia ha infatti deciso che a partire da oggi 13 aprile non saranno più permesse le importazioni di 102 prodotti agricoli pugliesi, ulivo e derivati in primis ma anche numerose altre piante che corrono il rischio di essere contagiate con la Xylella fastidiosa e, dunque, di esportare insieme ai prodotti agricoli anche questo batterio.

L’unione Europea

L’Unione Europea dà la possibilità agli stati membri di legiferare in situazioni che richiedano interventi rapidi, nell’attesa di leggi comunitarie. In un caso come questo, in cui si rischia di diffondere una pericolosissima epidemia che sta mettendo in ginocchio l’economia del Salento e dell’intera Puglia, le preoccupazioni che provengono dall’estero ci sembrano legittime ed è infatti prevedibile che simile misure vengano prese, dopo la Francia, anche da altri Stati membri dell’UE, in attesa che sia l’UE stessa a legiferare in merito ai provvedimenti da prendere riguardo alle esportazioni a rischio.Quello che al momento pare essere del tutto sottovalutato da coloro che vogliono “aiutare la Puglia” o “difendere gli ulivi del Salento” è che questa epidemia, disgraziatamente, è cominciata in questa regione ma rischia di diffondersi in tutta Italia e anche all’estero, ed è questo il motivo per cui si è cominciato a prendere misure drastiche come l’abbattimento degli ulivi infetti e il blocco delle esportazioni. Nessuno ce l’ha con la Puglia, è molto improbabile che delle multinazionali stiano tramando nell’ombra per desertificare il Salento, ma soprattutto boicottare i prodotti francesi Francia non è in nessun modo utile per “aiutare la Puglia” né chiunque altro stia cercando di risolvere questa emergenza. Che sì, è un’emergenza, e che quindi necessita di misure eccezionali che non sempre possono aspettare i tempi legislativi della Comunità Europea. Cosa c’entrano dunque profumi, formaggi, borse, abbigliamento e tutto ciò che proviene dalla Francia? E perché la Francia starebbe usando “strumentalmente” il problema Xylella per attivare l’embargo? Cos’è, aspettavano una scusa? E perché mai? Aspetto risposte che sicuramente non arriveranno; forse arriveranno però degli insulti.

La Xylella

Potete trovare su Butac una serie di post a tema Xylella fastidiosa (qui, qui e qui): il nostro Neil, che si è occupato spesso dell’argomento, è da settimane sotto attacco sui social da parte di chi crede che la cosa migliore da fare per “aiutare la Puglia” sia diffondere fuffa e promuovere iniziative come questo boicottaggio senza senso. Se si vuole sensibilizzare questo non è il metodo migliore. Né è utile ergersi a difensori dell’ambiente e della propria terra senza considerare che ci sono altre persone in altri territori che stanno ugualmente lottando per prevenire gli stessi problemi ambientali e proteggere la propria terra. Dubito che con la politica del “ognuno tiri l’acqua al proprio mulino prima possibile e più forte che può” si vada molto lontano, ecologicamente parlando.
Noemi @ butac punto it
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